Garlasco in TV, la genetista di Andrea Sempio in diretta: "Qualcuno avrebbe potuto lasciare la casa quella mattina"
Nuovi dubbi e teorie sulla famosa mattinata dell'omicidio di Chiara Poggi, dalle osservazioni sull'allarme della casa, alla conservazione dei suoi oggetti personali.

Nella puntata di oggi di Mattino Cinque è andato in onda un servizio dedicato al caso Garlasco, con un focus preciso su alcune ricostruzioni e, soprattutto, seguito dalle dichiarazioni di Marina Baldi, genetista e consulente della difesa di Andrea Sempio. Un segmento che ha attirato l’attenzione per i contenuti espressi, ma anche per il modo in cui alcune osservazioni hanno riaperto scenari e ipotesi che sembravano ormai definiti.
Mattino Cinque: il servizio sul caso Garlasco
Durante la trasmissione, è stato mostrato un servizio relativo alle dichiarazioni del criminologo consulente della famiglia Poggi, secondo cui la mattina del delitto Alberto Stasi si sarebbe seduto in cucina a bere il famoso Estathé a casa di Chiara, fermandosi proprio in quell’ambiente. Secondo questa ricostruzione, sarebbe stato lì che avrebbe avuto inizio l’aggressione. Il tema centrale non è stato soltanto la dinamica dei fatti, ma anche la solidità delle prove e il modo in cui sono state conservate e analizzate nel corso degli anni.
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Entra nel canale WhatsAppLa domanda sulla catena di custodia degli oggetti di Chiara Poggi
A questo punto, Panicucci ha infatti chiesto un parere diretto a Marina Baldi, in collegamento, soffermandosi su un aspetto cruciale: "La catena di custodia degli oggetti di Chiara sappiamo che non è rimasta intatta negli anni, questo cosa implica?". Baldi ha risposto ricordando la propria esperienza professionale: "Ricordiamo che io ho un precedente d’esperienza, che è il delitto dell’Olgiata, in quel caso il marito conservò diversi oggetti, tra cui un orologio, che poi sotto richiesta fece valutare, quindi con le dovute richieste può essere fatto". Insomma, non è detto che tutti gli oggetti di Chiara siano oggi ancora reperibili e quindi analizzabili.
Il nodo dei 23 minuti e la possibilità di un’altra presenza in casa
Altro punto centrale affrontato in studio è stato quello delle tempistiche, in particolare i famosi 23 minuti a disposizione di Stasi per commettere il delitto. Su questo aspetto, Marina Baldi ha espresso una valutazione prudente: "Cosa ne penso della questione delle tempistiche dei 23 minuti? Penso che effettivamente sia un tempo ristretto, ma tante cose vanno valutate". Baldi ha poi aggiunto un esempio concreto: "Ad esempio? L’allarme, che è stata disattivata quella mattina, ma non è detto sia poi entrato qualcuno, potrebbe essere anche uscito qualcuno". Il confronto si è fatto ancora più diretto quando Panicucci ha incalzato: "Lei dice che qualcuno sarebbe potuto essere ancora in casa?". La risposta di Baldi è stata chiara e senza esitazioni: "E’ possibile, certo, perché no". Una dichiarazione che, pur restando nel campo delle ipotesi, fa riflettere sulla quantità di variabili in campo per questo caso.
