Garlasco in TV, la genetista di Andrea Sempio in diretta: "Qualcuno avrebbe potuto lasciare la casa quella mattina"

Nuovi dubbi e teorie sulla famosa mattinata dell'omicidio di Chiara Poggi, dalle osservazioni sull'allarme della casa, alla conservazione dei suoi oggetti personali.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Nella puntata di oggi di Mattino Cinque è andato in onda un servizio dedicato al caso Garlasco, con un focus preciso su alcune ricostruzioni e, soprattutto, seguito dalle dichiarazioni di Marina Baldi, genetista e consulente della difesa di Andrea Sempio. Un segmento che ha attirato l’attenzione per i contenuti espressi, ma anche per il modo in cui alcune osservazioni hanno riaperto scenari e ipotesi che sembravano ormai definiti.

Mattino Cinque: il servizio sul caso Garlasco

Durante la trasmissione, è stato mostrato un servizio relativo alle dichiarazioni del criminologo consulente della famiglia Poggi, secondo cui la mattina del delitto Alberto Stasi si sarebbe seduto in cucina a bere il famoso Estathé a casa di Chiara, fermandosi proprio in quell’ambiente. Secondo questa ricostruzione, sarebbe stato lì che avrebbe avuto inizio l’aggressione. Il tema centrale non è stato soltanto la dinamica dei fatti, ma anche la solidità delle prove e il modo in cui sono state conservate e analizzate nel corso degli anni.

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La domanda sulla catena di custodia degli oggetti di Chiara Poggi

A questo punto, Panicucci ha infatti chiesto un parere diretto a Marina Baldi, in collegamento, soffermandosi su un aspetto cruciale: "La catena di custodia degli oggetti di Chiara sappiamo che non è rimasta intatta negli anni, questo cosa implica?". Baldi ha risposto ricordando la propria esperienza professionale: "Ricordiamo che io ho un precedente d’esperienza, che è il delitto dell’Olgiata, in quel caso il marito conservò diversi oggetti, tra cui un orologio, che poi sotto richiesta fece valutare, quindi con le dovute richieste può essere fatto". Insomma, non è detto che tutti gli oggetti di Chiara siano oggi ancora reperibili e quindi analizzabili.

Il nodo dei 23 minuti e la possibilità di un’altra presenza in casa

Altro punto centrale affrontato in studio è stato quello delle tempistiche, in particolare i famosi 23 minuti a disposizione di Stasi per commettere il delitto. Su questo aspetto, Marina Baldi ha espresso una valutazione prudente: "Cosa ne penso della questione delle tempistiche dei 23 minuti? Penso che effettivamente sia un tempo ristretto, ma tante cose vanno valutate". Baldi ha poi aggiunto un esempio concreto: "Ad esempio? L’allarme, che è stata disattivata quella mattina, ma non è detto sia poi entrato qualcuno, potrebbe essere anche uscito qualcuno". Il confronto si è fatto ancora più diretto quando Panicucci ha incalzato: "Lei dice che qualcuno sarebbe potuto essere ancora in casa?". La risposta di Baldi è stata chiara e senza esitazioni: "E’ possibile, certo, perché no". Una dichiarazione che, pur restando nel campo delle ipotesi, fa riflettere sulla quantità di variabili in campo per questo caso.


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