Garlasco in TV, Panicucci sbotta: "Stasi condannato senza dna". E Brindisi si commuove dopo l'intercettazione

Una discussione serrata, tra analisi tecniche, scontri verbali e un attimo di commozione che ha sorpreso tutti durante la diretta a Mattino Cinque.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Il caso Garlasco continua a tornare al centro dell’attenzione televisiva, e la puntata odierna di Mattino Cinque con un confronto vivace e un po’ teso, e un momento emotivo inaspettato che ha catturato il pubblico. L’attenzione si è concentrata in particolare sulle nuove discussioni riguardo alle tracce di DNA attribuite a Sempio e rinvenute sotto le unghie di Chiara Poggi.

Mattino Cinque: il dibattito sulle analisi e la risposta della Panicucci

Il tema delle tracce del DNA torna centrale quando l’avvocato Gallo, in studio, afferma: "La difesa sa bene che la perizia Albani peserà, quindi fanno bene a fare un nuovo summit". Su questo si innesta l’analisi di Giuseppe Brindisi, che aggiunge: "Per me sono abbastanza preoccupati, e tutte le loro dichiarazioni di sufficienza ‘la perizia vale zero’, ‘finirà tutto in nulla’, io credo che questa inchiesta su Sempio nasconda molte insidie per le difese, invece".

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Dopo la messa in onda di un servizio in cui l’avvocato Cataliotti parla dell’importanza delle tracce attribuite a Sempio, citando anche l’ipotesi dell’uso condiviso di un telecomando, il confronto si accende ulteriormente. Brindisi interviene con decisione: "Il perito Albani dice che le tracce sono su due mani, è scritto nella perizia, non è fantascienza, chi usa un telecomando con due mani?". Una precisazione che spinge Zurlo a sottolineare un altro punto fondamentale: "Stranamente sono d’accordo. con Brindisi, inoltre la perizia è di un perito, non di un consulente, quindi vale ancora di più. La perizia non vale zero come dice Cataliotti, semmai cercheranno di portarla a zero. Ma è vero che non sappiamo quali dita presentano le tracce". La discussione si fa corale, attaccando Zurlo per la mancanza di rilevanza delle dita su cui si rinviene il dna, e questo lo spinge a sbottare: "Adesso se volete fare anche la sentenza di condanna la facciamo in 20 secondi. Io però intanto voglio sapere su quali dita è stata rinvenuta la traccia". A quel punto la reazione della conduttrice entra nel vivo e Panicucci replica in modo chiaro: "Io voglio sapere perché il DNA è sotto le unghie di Chiara, non sotto quali unghie. Dici che se è sull’indice allora potrebbe averla ammazzato, se è sul mignolo allora no? Scusate ma lo devo dire: Alberto Stasi è stato condannato senza il suo DNA sul corpo di Chiara, ecco l’ho detto".

Garlasco: l’ascolto dell’intercettazione e la commozione di Giuseppe Brindisi

Il confronto arriva a un punto delicato quando la conduttrice fa ascoltare una vecchia intercettazione telefonica di Stasi del 23 agosto 2007, condivisa da Quarta Repubblica. La voce del ragazzo, dieci giorni dopo la morte di Chiara, riecheggia in studio: "Peggio di così non poteva andare, la persona sbagliata al momento sbagliato e nel luogo sbagliato. Ero solo a casa… Però sono innocente". L’intercettazione porta a un cambio totale del clima. Brindisi, visibilmente colpito, commenta: "Sentendo queste intercettazioni normalmente troveremmo qualcosa di sospetto o ammissione, invece qui non posso fare a meno di notare che ascoltando le parole di Stasi e del padre al telefono non si sente niente di tutto questo. Sento le loro parole e mi si stringe il cuore… cusate mi dispiace", dice mentre abbassa la testa, commosso, e asciugandosi gli occhi: "Un momento". La conduttrice interviene con tono comprensivo: "Lo so, succede a tutti noi Brindisi ti capiamo".


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