Garlasco in TV, l'indagine di Mattino Cinque inchioda Sempio: "Ecco perché è impossibile fosse a Vigevano"

Un approfondimento che riporta al centro del dibattito di Mattino Cinque il caso Garlasco, tra nuove ricerche tecniche e una ricostruzione che continua a far discutere.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Il caso Garlasco torna a occupare spazio nel dibattito pubblico, e lo fa con la forza di dettagli che, a distanza di anni, continuano a generare domande e contrasti. Nella nuova puntata di Mattino Cinque, infatti, il tema delle analisi sul DNA e dei possibili spostamenti di Andrea Sempio è stato affrontato, rimettendo in ordine elementi già noti con alcune novità e approfondimenti che, per molti, possono ancora cambiare la percezione sulla vicenda.

Mattino Cinque, il confronto in studio tra gli ospiti

In apertura la discussione si è accesa subito, quando Grazia Longo, ospite in studio, ha detto: "Di Stasi c’è il dna sull’estathe, chi invece asseriva che nella pattumiera ci fosse il dna dell’assassino, ha smesso di parlare quando ha scoperto che fosse di Stasi". Brindisi ha replicato: "Ma si mettiamoci anche l’estathe nella ricostruzione inverosimile dei 23 minuti per Stasi di fare tutto". A quel punto Elisabetta Cametti ha sottolineato: "La cosa veramente interessante è che l’unico DNA emerso dal corpo di Chiara sia stato quello di Sempio". Una considerazione che Longo ha immediatamente ridimensionato facendo riferimento al fatto che al più individuerebbe solo la linea maschile della famiglia di Sempio: "Ma non è un DNA individuativo". Brindisi è tornato sulla questione ribattendo: "Si ma non credo che i trisavolo di esempio frequentasse la casa dei Poggi", trovando però la risposta immediata della Longo: "Brindisi, sente parlare di trisavolo proprio perché non è un DNA individuativo". Fabbri ha poi aggiunto: "Le analisi della Albani comunque restringono il cerchio ad un campione della popolazione". Infine Gallo ha offerto un punto decisivo: "Questa potrebbe essere una prova che peserà, perché l’incidente probatorio è una forma anticipata di prova, che di fatto esclude Stasi e include un gruppo familiare di Sempio".

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Garlasco: l’indagine sul campo di Emanuele Canta sugli spostamenti di Sempio

Successivamente Federica Panicucci ha dato la linea al suo inviato Emanuele Canta, che ha ricostruito nel dettaglio i movimenti di Sempio la mattina dell’omicidio di Chiara. L’inviato ha spiegato: "La mattina di quel 13 agosto Sempio fa una chiamata di un secondo dal suo cellulare, agganciato dalla cella Santa Lucia. Alle ore 9 viene agganciato dal settore 2 della cella, ma alle 09:58 viene riagganciato in quello stesso settore della cella, vicino casa sua. Abbiamo studiato a fondo questa cella, anche grazie ad esperti tecnici. Anche perché all’epoca la tecnologia dei cellulari li agganciava al miglior settore disponibile della cella, se fosse stato diretto a Vigevano sarebbe stato agganciato dal settore 3 della cella. Con questo accertamento, con i dati oggettivi che vi abbiamo proposto, sembra evidente che Andrea non potesse essere a Vigevano, durante la seconda chiamata Sempio si trovava o a casa sua, o al massimo a 800 metri di casa sua". Le parole di Canta hanno portato Grazia Longo a intervenire nuovamente, dicendo: "Io alzo le mani visto che avete consultato dei tecnici, ma io ricordo solo che la tecnologia nel 2007 poteva essere molto diversa da quella di oggi, magari alcune celle potevano sovrapporsi". Panicucci ha risposto: "Ma la tecnologia resta quella, le celle sono sempre quelle, eh". Longo ha replicato: "Dipende dai punti di vista, si". Panicucci ha chiuso con una considerazione netta: "sicuramente dipende dai punti di vista, ma ci sono anche dei fatti oggettivi da considerare credo, no?".


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