Garlasco in TV, interviene il consulente Linarello: "Potevano esserci più persone al momento dell'omicidio, ecco perché"
Un’analisi approfondita delle ferite, tra ipotesi di più armi e il dubbio sulla presenza di più persone nella casa: le parole del dottor Linarello riaccendono il dibattito a Mattino Cinque.

Nella puntata di oggi di Mattino Cinque si è tornati a parlare del caso Garlasco, con un’attenzione particolarmente concentrata sulle dichiarazioni del dottor Linarello e sugli aspetti tecnici legati alle ferite riscontrate sul corpo di Chiara. Un confronto che ha riportato in primo piano dettagli già noti ma visti in chiave diversa, soprattutto quando vengono analizzati alla luce delle relazioni medico-legali e delle fotografie agli atti.
Garlasco: i tagli sulle palpebre di Chiara e il nodo dell’inclinazione
Il momento centrale della discussione è arrivato quando Federica Panicucci ha chiesto chiarimenti sui tagli rinvenuti sulle palpebre, soffermandosi sulla loro particolare conformazione. "Due tagli così netti, stessa misura, speculari, entrambi dall’esterno verso l’interno, cosa vuol dire?". Una domanda che ha posto l’accento su un dettaglio che, proprio per la sua precisione, appare difficile da ricondurre. La risposta del dottor Linarello è stata articolata: "Soprattutto hanno un’inclinazione particolare, ho sentito ipotizzare che possano essere dovuti allo scivolamento del corpo di Chiara sui gradini, però sono tagli superficiali, non credo che il gradino sia così tagliente da provocarli. E poi sé soprattutto l’inclinazione che lascia pensare, perché sono leggermente inclinati dalla parte esterna verso l’interno. Io non sono un medico legale, ma leggo la relazione del dottor Ballardini che ha visto direttamente le ferite e le descrive, ricordo però che ci sono le fotografie su cui ha verosimilmente lavorato la professoressa Cattaneo, ci sono questi elementi che messi tutti insieme portano il dottor Ballardini a dire che ci sono plurime armi che sono state utilizzate. Quindi è l’inclinazione di queste ferite, la peculiarità che descrive il dottor Ballardini, che lascia l’ipotizzare che possa essere un’arma tagliente, e non i gradini".
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Entra nel canale WhatsAppMattino Cinque, l’ipotesi del martello come arma del delitto e i dubbi di Linarello
In collegamento è intervenuta Grazia Longo, proponendo una lettura differente: "Secondo me non si può escludere del tutto che se le sia procurate scivolando sui gradini, oppure si tratta di ferite con un oggetto più acuminato, ma secondo me si tratta di un unico oggetto, un unico oggetto che come era stato ipotizzato potrebbe essere stato appunto un martello, perché ha una parte battente e una parte più tagliente, quindi un unico oggetto usato in maniera differente". Tuttavia, proprio su questo punto Linarello ha espresso cautela, sottolineando le difficoltà tecniche nel considerare il martello come arma tagliente vera e propria.
Il dibattito sul numero di persone in casa durante l’omicidio
Il confronto si è fatto ancora più delicato quando Panicucci ha chiesto a Linarello: "è verosimile che si fosse più di una persona in quella casa secondo lei?". La replica è stata chiara: "Se prendiamo per buono quello che ci dice Ballardini, partendo sempre dai dati tecnici, o ipotizziamo che ci sono più persone abbiano utilizzato più armi, o ipotizziamo che un’unica arma sia stata usata sia come arma tagliente, sia contundente, ma ripeto io il martello lo vedo complicato da utilizzare come arma tagliente. A meno che non ci sia stata un’arma come un attizzatoio da usare come arma tagliente, che magari è stata appoggiata per torturare la povera Chiara? Questo non lo so, ma sono descritti come tagli netti. Se ipotizziamo che ci sia una sola arma del delitto, che ha tutte questa caratteristiche, allora potrebbe essere una sola persona, altrimenti potrebbero essere anche due".
