Garlasco in TV, Federica Panicucci perde la pazienza col consulente dei Poggi e chiude la puntata: "Questo non lo accetto"
Un confronto acceso che riapre interrogativi tecnici e scontri personali nel cuore dell'ultima puntata di Mattino Cinque, facendo spazientire la conduttrice.

Dopo una breve introduzione dedicata agli ultimi sviluppi, la puntata di Mattino Cinque ha acceso i riflettori sul caso Garlasco concentrandosi su un tema tecnico ma decisivo: l’affidabilità del software utilizzato dal perito Albani per identificare l’aplotipo Y rinvenuto sotto le unghie di Chiara. In studio Linarello, in collegamento Capra, sono stati protagonisti di un confronto che sin dai primi minuti ha mostrato toni tutt’altro che concilianti, trasformando l’analisi scientifica in un vero e proprio botta e risposta
Garlasco: il nodo dell’affidabilità scientifica
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Entra nel canale WhatsAppIl nodo della discordia è stato chiaro fin dall’inizio: Capra non considera il software come affidabile, mentre Linarello ha chiesto al collega perché oggi pretenda tanta attenzione nei confronti del lavoro del perito Albani, quando (a suo dire) non avrebbe avuto le stesse richieste nelle indagini genetiche del 2014. Uno scambio serrato, fatto di rilanci e puntualizzazioni, che ha reso evidente quanto la distanza tra le posizioni fosse profonda. Quando gli viene data la parola, Capra afferma senza mezzi termini: "Quello che voglio dire è che questa indagine dal punto di vista scientifico è sicuramente farlocca". Una dichiarazione netta, che sposta il dibattito su un piano ancora più acceso. Gallo, anch’egli in collegamento, lo incalza immediatamente: "Lo ripeterà in corte d’assise qualora venga chiamato?", e Capra replica: "Si, però se mi fa parlare senza interrompermi, argomento anche la mia motivazione. Semplicemente perché dal punto di vista scientifico non è serio fare qualsiasi tipo di valutazione su dei risultati che è stato acclarato non essere affidabili. Se andiamo al bar possiamo parlare di tutto. Se vogliamo parlare in un processo scientifico di dati che oggettivamente tutti gli attori che sono intervenuti hanno detto che sono inaffidabili, poi vedremo perché se questi dati sono inaffidabili: se per colpa di quello che è stato fatto allora oppure perché chi oggi sta valutando, sta valutando in maniera sbagliata. Io sono convinto che le cose nel 2014 sono state fatte in un certo modo". Parole che chiamano in causa non solo l’attualità dell’indagine, ma anche il passato. Linarello, sentendosi direttamente coinvolto, ribatte: "Gli amici al bar sono sette. Siamo tutti in un bar che parliamo tutti la stessa lingua".
Mattino Cinque: il confronto con tra Marzio Capra e Federica Panicucci
A quel punto la tensione si sposta anche sul piano della conduzione. Federica Panicucci prova a riportare ordine ricordando la necessità di chiudere e di dare la linea all’inviato: "Io devo andare da Emanuele Canta". Ma Capra insiste: "Quel DNA, l’Albani, quel DNA…", venendo interrotto dalla conduttrice: "No non posso, Marzio non posso, la invitiamo di nuovo quando vuole". La risposta è immediata: "No, se posso parlare vengo, se non posso parlare non vengo".
Ne nasce un confronto diretto, in cui Panicucci sottolinea: "Ma non mi sembra che durante la puntata non abbia parlato mai", mentre Capra ribatte: "Eh se mi dice no, mi dice no no, no no. L’ha detto lei, non l’ho detto io". La conduttrice prova a spiegare le esigenze televisive: "Mi scusi dottore, ma ho un buco pubblicitario e devo andare dal mio inviato, mi perdoni". Ma Capra non arretra: "E cosa? Allora se posso parlare parlo, se non posso parlare non vengo". Panicucci, con fermezza, chiarisce il suo ruolo: "Marzio, allora io faccio la conduttrice e le dico che ho un nero pubblicitario che devo dare, lei mi sembra che il suo spazio l’abbia avuto, adesso le chiedo cortesemente di attendere un attimo. Allora devo passare dal mio inviato. Emanuele, allora prima della chiusura delle indagini, sembra che verranno risentite altre persone?".
Dopo l’intervento dell’inviato Emanuele Canta, la parola torna a Capra con una richiesta precisa: "Perfetto, Marzio, telegrafico però". E lui, altrettanto diretto, conclude: "Telegrafico, l’Albani ha scritto e ha ripetuto che su quel DNA di affidabile non c’è nulla, stiamo facendo delle valutazioni su un qualche cosa che è stato dichiarato inaffidabile. Mi sembra chiaro". La replica della conduttrice arriva con un misto di sorpresa e pragmatismo: "Era questo che voleva dire? Mi sembra chiaro, l’ha già detto più volte, vabbè intanto vedremo, vedremo che cosa accadrà, ma intanto il DNA di Stasi non c’è…", e Capra ribadisce: "Su un DNA inaffidabile!". In studio, visibilmente infastiditi, alcuni alzano gli occhi al cielo, mentre Linarello rilancia: "Allora facciamo la domanda al dottor Capra. Secondo lei c’è il DNA di Stasi, secondo il dottor Capra?". La risposta è stizzita: "Io faccio le valutazioni su un DNA affidabile. So che probabilmente Linarello fa le valutazioni anche al bar, perché l’ha detto prima che erano insieme al bar". A quel punto la conduttrice chiude bruscamente: "Va bene, basta però, no, non accetto questo. Dai, no, no, no. Grazie a tutti", sancendo la fine di una puntata.
