Garlasco in TV, Federica Panicucci mette sotto torchio Cassese: “Qualcosa che non torna in quello che racconta”
Confronto movimentato tra la conduttrice di Mattino Cinque e il Colonnello che tra i primi vide la scena del delitto di casa Poggi, tra accuse di imprecisioni e smentite.

Dopo una breve introduzione, la puntata di Mattino Cinque ha dedicato ampio spazio al caso Garlasco, tornando su passaggi, ricordi e dichiarazioni rilasciate dagli ufficiali il giorno dell’omicidio. In studio, il confronto tra la conduttrice e il colonnello Cassese si è trasformato in un momento teso, con domande incalzanti, chiarimenti richiesti più volte e una serie di appunti che la padrona di casa ha voluto mettere nero su bianco davanti al pubblico.
Mattino Cinque: il contesto dell’omicidio di Chiara Poggi
Il tema iniziale è stato l’eventuale rilettura della dinamica dell’omicidio, alla luce della consulenza della dottoressa Cattaneo. La conduttrice ha aperto il dialogo chiedendo: "Secondo lei Colonnello Cassese, siamo ovviamente nel campo dell’ipotesi, ma la consulenza della dottoressa Cattaneo potrebbe veramente riscrivere l’azione omicidiaria?". La risposta è arrivata subito, con un invito alla cautela: "Bisogna leggerla, perché gli elementi che sta valutando la dottoressa Cattaneo sono gli stessi che erano posti a disposizione del medico legale nel 2007, bisogna vedere un attimo la lettura che le dà".
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Entra nel canale WhatsAppGarlasco: il nodo delle scale e la richiesta della conduttrice
Il cuore del confronto si è acceso quando la conduttrice ha richiamato una precedente dichiarazione relativa alla posizione del corpo. "Colonnello, lei ci disse che Alberto Stasi non appena lei arrivò… Ci ricorda cosa le disse?". Cassese ha ricostruito: "Mi aveva detto brevemente che aveva scavalcato, era andato dentro, aveva fatto il giro all’interno della casa, aveva visto il corpo della ragazza scendendo uno o due gradini della scala della cantina… Lui all’inizio parlava solo di scala". Da lì, l’annotazione puntuale della Panicucci: "Però lei l’altra volta ha detto in fondo alla scala". E ancora: "Aspetti, colonnello, bisogna essere precisi, le faccio risentire che cosa ci ha detto l’altra volta". Il video mandato in onda, con la frase "l’ho trovato in fondo alle scale", ha fatto emergere le osservazioni della conduttrice.
Federica Panicucci mette in riga Cassese: il confronto e gli appunti della conduttrice
Tornati in studio, la conduttrice ha ribadito: "Insomma Colonnello, bisogna essere precisi, no? Lei ha detto in fondo alle scale". Di fronte ai tentativi di chiarimento, l’appunto è stato netto: "Però a lui ha detto in fondo alle scale, adesso ritratta". Cassese ha respinto l’idea di una ritrattazione, parlando di "uno scambio di battute" e di possibili confusioni legate al tempo. Il punto sottolineato con forza è arrivato poco dopo: "Non tanto per l’importanza che lui l’abbia chiesto o meno, ma quando si riportano delle cose, secondo il nostro parere è importante riportarle nella maniera più corretta".
Le contraddizioni delle dichiarazioni e la stoccata finale
A questo punto Panicucci fa notare al suo invitato un’altra imprecisione da lui detta, quando mostra in studio un filmato di una vecchia intervista di Cassese proprio a Mattino Cinque, in cui asserisce che Stasi non gli avrebbe chiesto di entrare in casa per mostrare loro la dinamica di come sarebbe entrato. La conduttrice procede poi a manda in onda il video di un’altra trasmissione: "Cassese, poi però accade che noi guardiamo una puntata di Zona Bianca e lei lì dice un’altra cosa". Nel secondo video mostrato il Colonnello conferma che Stasi, presentatogli dalle persone presenti come il fidanzato della ragazza morta, avrebbe chiesto loro di entrare per mostrare cosa aveva fatto quando scoprì il corpo. A quel punto Panicucci punge: "Cassese, quindi delle due l’una. Glielo chiese o non glielo chiese?". La risposta, accompagnata da nuove scuse, ha lasciato spazio a un’ultima riflessione forte: "Se da versioni diametralmente opposte… poi uno fa fatica a credere al resto". Cassese si scusa ancora: "Per l’amor di Dio, giustamente, però non è una giustificazione, però deve capire che queste cose che non sono verbalizzate, io mi baso sul ricordo di 18 anni fa, con eventuale imprecisione, perché io faccio sempre riferimento ai verbali, tanto è vero che se un verbale è sbagliato poi uso anche dei termini napoletani… Però su quello che ti viene detto nell’immediato, anche verbalmente, dopo 18 anni, può portare a non avere un ricordo preciso, però il senso era quello: voleva rientrare".
