Garlasco in TV, l'accusa di Lovati: "Fanno solo dietrologie". Tensione in diretta con Federica Panicucci: "Perché rideva?"
Tra impronte, minuzie e "dietrologie", il confronto serrato tra Lovati e Federica Panicucci mette in luce tutte le fragilità di un’indagine, e alza le tensioni in studio.

Nella puntata di oggi di Mattino Cinque si è tornati a parlare del caso Garlasco, concentrandosi in particolare sulle dinamiche del delitto e sulle impronte rinvenute sulla scena. Un tema che ciclicamente riemerge e che, ogni volta, riapre interrogativi mai del tutto sopiti. La discussione è partita da un lungo confronto tra il consulente della famiglia Sempio, Palmegiani, e la conduttrice Federica Panicucci, in un botta e risposta che ha contribuito a delineare il contesto entro cui, poco dopo, si è inserito l’intervento di Lovati.
Garlasco: il confronto sulle impronte e le 12 minuzie
Palmegiani ha spiegato la propria posizione con toni apparentemente distesi ma non privi di ironia, affermando: "La procura ovviamente avrà una sua ricostruzione, tra l’altro sembra strano quello che dico, ma io sono anche contento che sia stato mandato in procura, perché è quella la sua sede, cioè se io faccio un parere non è che il giorno dopo dico ‘Questo non vale’, posso rivedere delle sfumature ma…". Panicucci lo ha subito incalzato: "Giusto, ha ragione, ma se la procura legge con attenzione questo proveritate, che è molto ben fatto…", ricevendo come risposta un inatteso: "Allora su quello, che sia molto ben fatto, magari dubito…". Da lì il clima si è fatto più leggero solo in apparenza, con la conduttrice che ha replicato: "Ma adesso si denigra da solo? Dice: ‘No non va bene, l’ho fatto male, ho sbagliato tutto, ma come?". E ancora, davanti alla precisazione "Ma no, no, ho fatto una battuta", Panicucci ha chiosato: "Guardi persino Zurlo sta ridendo".
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppÈ stato proprio Stefano Zurlo ad ampliare il discorso, osservando: "Ho capito che non ne usciamo più con questa vicenda insomma, non so se ci sia la correlazione tra la 33 e la 45, certamente però se faccio un passo in più, noi possiamo fare un ragionamento completo sull’impronta, e come sappiamo ci sono pareri diametralmente opposti, o addirittura pareri che cambiano nel tempo, mi pare di capire". E ancora: "Io ho trovato molto interessante la spiegazione che ha dato Palmigiani sulle 12 minuzie, molto più di questa questione che stiamo dibattendo adesso, perché lui ci ha detto: ‘Sì, con 12 puoi anche utilizzare diciamo quelle 12 minuzie eventualmente per arrivare ad avere un indizio grave preciso concordante".
Panicucci ha però puntualizzato: "Non l’ha detto lui, ha detto che delle sentenze della Cassazione ne basterebbero 12 minuzie". Zurlo ha quindi aggiunto che "Bisogna vedere come sono distribuite le 12 minuzie". Ma è stato dopo che si è consumata la diatriba.
Mattino Cinque: l’intervento di Lovati e lo scontro con Panicucci
È in questo contesto che Panicucci ha chiamato in causa Lovati, chiedendogli: "Perché rideva in maniera scomposta prima? a un certo punto quando Zurlo ha detto che si cambiano anche le opinioni, l’ho vista ridere". Lovati ha risposto con una riflessione che ha subito spostato il piano del discorso: "Che si cambiano le opinioni è normale, naturale, cambia la persona cambiano le opinioni. Anch’io cambio le opinioni, perché cambiando il tempo e la cronologia degli avvenimenti, mentre le persone invecchiano, poi la pensano diversamente. Io non mi riconosco in una fotografia di vent’anni fa".
La conduttrice ha però replicato con fermezza: "Allora si possono cambiare le opinioni, ma non si possono cambiare i fatti. Se lei riporta dei fatti, i fatti non cambiano. Le analisi, le consulenze, i dati scritti non cambiano". A quel punto Lovati ha affondato il colpo: "I dati scritti non ci sono, perché si continuano a fare dei paragoni su cose che non possono essere paragonabili, perché i dati certi sono uno solo: quello finale. Quello iniziale, nel caso dell’impronto 33, è una fotografia. Non sappiamo chi l’ha fatta, non sappiamo quando l’ha fatta e perché, non sappiamo dove è sparito il termine del paragone originale, la crosta del muro. Dove è andata a finire? Quindi stiamo facendo solo dietrologie e basta, e lo stesso vale anche per il DNA, perché le unghie di Chiara non ci sono più. Allora io non posso paragonare il cuore di oggi con quello di vent’anni fa". Parole che hanno acceso ulteriormente il confronto, tanto che Panicucci ha ribattuto: "Anche lei allora fa dietrologia quando parla? Anche lei butta lì delle cose tanto per dire, come sta accusando gli altri di fare?". E alla risposta "No, io accuso gli altri di fare dietrologia", ha incalzato: "E lei invece non la fa? Lei parla per dati certi o no?". Lovati ha concluso: "Dico delle cose sagge e semplici, che sono alla portata di tutti e che tutti capiscono, perché non si può paragonare un dato attuale con una fotografia". La chiusura della conduttrice è stata netta: "Va bene allora vado da Emanuele Canta per la genesi dell’impronta 33 così chiariamo anche a casa".
