Garlasco in TV, Federica Panicucci risponde a tono all'avvocato Cataliotti: "Sembra vi stiate arrampicando sugli specchi"
Tra scontrini, dati tecnici e tensioni in studio, il faccia a faccia tra la conduttrice e l'avvocato di Andrea Sempio riacceso il dibattito sul caso Garlasco.

La puntata odierna di Mattino Cinque ha riportato al centro dell’attenzione il caso Garlasco, concentrandosi in particolare su uno degli elementi più discussi e controversi dell’intera vicenda: lo scontrino del parcheggio che costituirebbe l’alibi di Andrea Sempio. In collegamento era presente l’avvocato Liborio Cataliotti, legale di Sempio, protagonista di un confronto con la conduttrice Federica Panicucci, in uno scambio continuo tra richieste di chiarezza, puntualizzazioni tecniche e ironie pungenti.
Mattino Cinque, l’inizio del confronto sugli scontrini
La conduttrice apre il dialogo entrando subito nel merito della questione, soffermandosi sulla modalità di consegna degli scontrini originali in procura e chiedendo spiegazioni precise: "Allora Avvocato Cataliotti, senta mi tolga subito una curiosità, come mai non avete fatto un invio telematico ma avete mandato un vostro avvocato a consegnare? C’erano per caso anche altri elementi da consegnare che magari non si potevano consegnare in via telematica?". Cataliotti risponde entrando nel dettaglio tecnico: "Sì lei come sempre è perspicace e acuta, accompagneremo la produzione documentale in originale di materiale informatico oltre che degli scontrini con un deposito telematico. Per questioni tecniche e tecnico-informatiche, non tutto ciò che abbiamo depositato in materiale cartaceo e supporto informatico avrebbe potuto banalmente essere depositato telematicamente. È una questione puramente tecnica, avevamo previamente preso appuntamento con la procura per espletare questo adenpimento, che ha ad oggetto un’indagine difensiva tecnica riguardante esattamente ciò che avete detto cioè l’autenticità dello scontrino, e mi permette di aggiungere, quando sento dire nessuno ha mai messo in discussione lo scontrino mi viene da sorridere e ripensare a quando oggi si dice la perizia del dna ungueale di Chiara Poggi non è la pistola fumante, certo oggi che abbiamo fatto l’incidente probatorio nel caso e che abbiamo prodotto prove inconfutabili nel caso dello scontrino, ma fino a ieri quantomeno mediaticamente filtravano notizie anche su giornali di tiratura nazionale che sostenevano l’ipotesi esattamente contraria".
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Entra nel canale WhatsAppGarlasco: il nodo del percorso e del video non ancora fornito
Federica Panicucci incalza ulteriormente, spostando l’attenzione sulla ricostruzione degli spostamenti: "Credo che il punto però lo sappiamo tutti, è su chi ha fatto quello scontrino non tanto se sia vero o falso. Ora approfitto anche della presenza di Armando Palmegiani ma voi avete depositato anche il video del percorso?". Cataliotti chiarisce: "Il video non è ancora depositato, lo abbiamo fatto, come si sa, intendiamo riprodurlo ma ne parlerà meglio Armando Palmegiani che è il componente del pool deputato a questo scopo, peraltro abbiamo attinto anche a banche dati che sono facilmente rintracciabili tramite motori di ricerca di internet. Ma mi scusi se posso, quello dello scontrino e del fatto che l’abbiamo tirato Andrea Sempio è un dato che processualmente sul piano testimoniale è stato già riscontrato, perché esistono quattro deposizioni, due fatte dai genitori di Andrea in cui dichiararono che il figlio era andato a Vigevano, nove anni dopo, entrambi risentiti e forti del diritto di avvalersi della facoltà di non rispondere ribadirono esattamente la stessa versione. Finisco dicendo che a voi piace tanto la questione dello scontrino, vi appassiona, ma esistono testimoni oculari che hanno visto che vetture fossero biciclette o fossero macchine erano depositate davanti alla casa della povera Chiara Poggi e relativa famiglia. Siccome le deposizioni agli atti del 2007-2008 ci dicono che Andrea Sempio era partito fino a prova contraria con la macchina di famiglia che è anche particolare, una Lanos, se fosse stata parcheggiata davanti all’abitazione dei Poggi credo che se è stata notata una bicicletta sarebbe stata vista. Quindi ammettiamo pure per ipotesi che non sia andato a Vigevano, in realtà è la sacrosanta verità, ma vedo che appassiona tanto il tema, quindi l’autovettura dove l’avrebbe parcheggiata se fosse andata invece a casa di Chiara Poggi non si sa bene con quale intento?".
Le tensioni in studio tra Federica Panicucci e l’avvocato Cataliotti
In studio interviene Elisabetta Canetti: "Mi sembra strano che l’avvocato sollevi questo dubbio, anche perché viene sollevato in modo assolutamente spontaneo il fatto di come Andrea Sempio avrebbe potuto raggiungere eventualmente casa Poggi". Panicucci segue la stessa linea: "Non capiamo perché adesso mette lì questa cosa della macchina di Andrea, Avvocato". Cataliotti ribatte: "Allora, se si è precisi dite che è un excusatio non petita, se non si replica a illazionidite che è un silenzio assordate". La conduttrice prova a ricondurre il discorso al punto centrale: "Aspetti un attimo però perché se no andiamo in confusione, finiamo la cosa dello scontrino, abbia pazienza voglio capire avvocato, quindi lei dice lo scontrino è assolutamente vero perché i genitori di Andrea hanno testimoniato e hanno giurato di dire il vero". La risposta di Cataliotti è ancora una volta pungente: "Lo dico perché lo dice Andrea Sempio e perché quando se ne cercano riscontri puntualmente si trovano, lo dico perché i giornali nazionali hanno dato un ulteriore riscontro che riguarda la cella agganciata dalla mamma di Andrea Sempio alle 9.09 a Gambolò". Panicucci replica con un dato preciso: "Guardi avvocato che da Gambolò da Vigevano è a otto chilometri, sono circa 13-14 minuti quindi dalle 9.09 la mamma avrebbe potuto andare benissimo a Vigevano". Cataliotti risponde: "Certo ma per carità avrebbe potuto andare a Vigevano fatto sta che qualunque affermazione che possa essere riscontrata tecnicamente, viene riscontrata in modo sistematico che siano le dichiarazioni della mamma del papà o di Andrea Sempio, vi piaccia o non vi piaccia". La conduttrice si spazientisce: "Non è questione di piacere o non piacere, qui stiamo parlando di dati oggettivi avvocato eh, però!".
La questione della fiera e dei dati oggettivi forniti in studio
Il dibattito si sposta poi sulla fiera di Vigevano. Panicucci manda in onda il servizio dell’inviato Emanuele Canta, che raccoglie le testimonianze degli ambulanti, secondo cui quella mattina la fiera era molto partecipata. Dopo il servizio, Cataliotti ironizza: "Mi sembra che parliamo della fiera universale dell’Expo, si parla del 13 agosto si parla di una città inevitabilmente svuotata dalle ferie come lo sono tutte le città, con la locazione della bancarelle a piazza del mercato e non piazza Sant’Ambrogio". La replica è diretta da parte della ocnduttrice: "Bisogna essere precisi, il 13 agosto è morta Chiara Poggi, bisogna essere pre-ci-si!". Cataliotti insiste: "Poi se vogliamo creare i gialli per carità. Poi vedo che voi attingete e mandate in onda l’esibizione di un’immagine di Google, ma con tanto di indicazione del traffico, mi piacerebbe sapere se è relativa al periodo di allora o quando l’ha fatta. Perché è un’immagine suggestiva ma non risalente a quell’epoca". Panicucci ribatte: "Non è una suggestione è un dato oggettivo di quel giorno, stiamo parlando di dati oggettivi". Cataliotti punge: "Sì, del Carnevale di Venezia stiamo parlando", dice Cataliotti, mentre Panicucci replica: "Ma perché deve sminuire una fiera che invece per Vigevano è importante?". La risposta dell’avvocato è secca: "Ma perché mi sembra davvero che ci si arrampichi sugli specchi". Panicucci ribatte subito dopo: "No, ho la sensazione che non siamo noi ad arrampicarci sugli specchi, Avvocato, mi perdoni, eh, con tutto il rispetto, noi abbiamo dato dati oggettivi". Cataliotti rilancia: "Per avvalorare la vostra tesi secondo la quale fosse impossibile arrivare a Vigevano e parcheggiare in 20 minuti si attinge addirittura all’ipotesi del passaggio a livello, dando per scontato che il treno è passato. Ma vi rendete conto che volete a tutti i costi sostenere l’impossibilità di ciò che è tanto possibile da essere avvenuto?". In studio interviene Zurlo con una precisazione: "Mi appassionano questi conteggi, però è stato tolto il passaggio a livello. Mi chiedevo se aveva un elemento oggettivo su questa vicenda dello scontrino, perché più se ne parla più diventa una saponetta che corre di qua e di là".
Le accuse reciproche in collegamento
Panicucci aggiunge un’ulteriore riflessione: "Tra l’altro volevo anche far notare un elemento che non c’entra a nulla, però ci pensavo stamattina venendo in macchina, e dicevo che Andrea Sempio spontaneamente ha fornito lo scontrino. L’Avvocato Cataliotti spontaneamente ha fornito gli scontrini in procura. Questo scontrino per voi è centrale". La replica dell’avvocato è immediata e stizzita: "Ma quale spontaneamente? Gli originali li abbiamo portati spontaneamente per dissipare ogni dubbio. La copia venne portata da Andrea Sempio".
La conduttrice incalza ancora: "Allora approfitto perché c’è un articolo interessante di Maria Fiore che voglio condividere con lei. A un certo punto dice: ‘Partiamo dello scontrino, anche un testimone che secondo le iscrizioni sarebbe un familiare di Sempio ai carabinieri del nucleo investigativo di Milano ha spiegato pochi mesi fa di avere una conoscenza diretta del fatto che a Sempio quel tagliando sarebbe stato fornito, e che quindi non sarebbe stato lui a ritirare alle 10:18 del 13 agosto 2007 dal parchimetro il biglietto di sosta da un euro’. Questo dice oggi la provincia pavese". Cataliotti replica mantenendo una linea prudente: "Sa che il giorno in cui sono stato nominato, io ero a Milano per altro motivo, vedevo tutte telecamere di giornalisti interessati a quella che sembrava essere una notizia vera, e cioè che ci fosse il super testimone che smentiva la versione dello scontrino, io mi sono limitato a dire ‘Aspettiamo che abbia un nome e un cognome’, prima era il pompiere, poi erano i parenti del pompiere, adesso siamo al parente di Sempio, aspettiamo anche di vedere quale sarà il parente, preferirei non commentare però il qualora, fintanto che non veda consacrato in un bel verbale con una firma e che con un previo giuramento di dire la verità, queste dichiarazioni".
Panicucci punge ancora sul finale: "Senta, perché l’avvocato che l’ha preceduta, Lovati, dice che la consegna dello scontrino è stata un’ingenuità da parte di Andrea Sempio? Perché in fondo lei ci tiene sempre a ricordare che tante altre persone hanno fornito altri scontrini per testimoniare dove fossero, perché solo nel caso di Andrea Sempio è stata un’ingenuità?". Cataliotti risponde senza esitazioni: "Ah bisogna chiedere al collega, che di ingenuità se ne intende, io non lo so". La conduttrice conclude: "Lo sapevo che avrebbe risposto così, ma la sua idea a riguardo quale sarebbe?". E l’avvocato chiude definitivamente il confronto: "Io non commento le dichiarazioni del predecessore, che probabilmente non dovrebbe neanche fare".
