Garlasco in TV, gelo in diretta tra Panicucci e il consulente dei Poggi, Lovati fa discutere: "Omicidio simulato"

Tra perizie, ricostruzioni tecniche e un comunicato della difesa Stasi, lo studio di Mattino Cinque si trasforma in un terreno di confronto serrato.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

La puntata odierna di Mattino Cinque ha riportato al centro dell’attenzione il caso Garlasco, costruendo un confronto fitto e articolato tra la conduttrice Federica Panicucci e il consulente della famiglia Poggi, Redaelli, con l’intervento in collegamento dell’avvocato Lovati. Ne è nato un dialogo incalzante, che ha toccato aspetti come la formazione della gora ematica, la compatibilità dei tempi del delitto con la ricostruzione processuale e perfino nuovi elementi legati al computer di Chiara.

Garlasco: il nodo della gora ematica e la questione dei 16 minuti

Il confronto entra subito nel vivo quando Panicucci domanda: "Redaelli, in che modo secondo lei la BPA e la relazione della dottoressa Cattaneo possono impattare sulla sua ricostruzione?" La risposta è chiara: "Ma allora guardi, io credo che non potranno emergere novità particolari dalla lettura di queste consulenze, quantunque consulenze preparate e approvate da esperti di grande valore del settore, perché tutti quanti, tutti noi che abbiamo esaminato quella scena del crimine ci siamo dovuti riferire a documentazioni fotografiche e rilievi tecnici compiuti nel 2007 con delle strumentazioni e delle modalità di ripresa di congelamento della scena del crimine che sicuramente non sono state le migliori". Quando la conduttrice sintetizza parlando di un delitto compiuto in 16 minuti, Redaelli precisa che "Non ci sono elementi, a nostro giudizio ovviamente, che vadano in contrasto con quella che è la ricostruzione della sentenza di condanna". Il punto più discusso resta la formazione della gora ematica. Panicucci richiama il documento secondo cui "Si identifica la primitiva sede di appoggio dell’ovoide cranico sanguinante e ne attesta in considerazione dell’entità del volume di sangue raccolto, circa 150-300 ml", parlando quindi di un tempo non inferiore a 15 minuti per la formazione della gora stessa. Redaelli contrappone l’esito di una perizia che avrebbe ricreato empiricamente una quantità simile in circa 180 secondi, aggiungendo che tale accertamento non tiene conto della possibile spinta dell’organo cardiaco ancora funzionante. Due letture supportate da consulenze tecniche, che evidenziano risultati diversi.

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L’orario della morte e i paletti fissati dalle sentenze

Altro passaggio centrale riguarda l’orario del decesso. Panicucci osserva che secondo delle consulenze "è presumibile che l’orario della morte sia dopo le 9.12" e lo circoscrive in alcune decine di minuti. Redaelli ribadisce che le valutazioni traumatologiche, insieme agli elementi fissati dalle sentenze, collocano l’epoca della morte nell’arco dell’intera mattinata, richiamando il riferimento delle 9.12 solo in relazione all’orario di disconnessione dell’allarme".

Mattino Cinque: il comunicato sul computer di Chiara

Un momento particolarmente significativo arriva con la lettura di un comunicato definito dalla Panicucci "molto duro", nel quale si parla di "Un interessante elemento di novità, mai emerso prima". Secondo quanto riportato: "Chiara Poggi, tra le 21.59 e le 22.09 del 12.08.2007, proprio mentre Stasi si allontanava per ricoverare il cane, ha effettivamente modificato il testo della tesi del fidanzato, con accrescimento del medesimo, a conferma del rapporto disteso e sereno sempre intercorso tra i due anche la sera prima dell’omicidio. Risulta incontrovertibilmente dimostrato, mediante un’analisi sistematica e completa, condotta con metodologia scientifica rigorosa e replicabile, delle modalità di funzionamento del sistema operativo in uso all’epoca dei fatti sul pc di Stasi, che la sera del 12.08.2007 nessuno ha acceduto alla cartella ‘militare’ e/o alla ‘nuova cartella’ ivi contenuta, tantomeno ad immagini pornografiche".

L’intervento di Lovati e l’ipotesi della simulazione

Nella parte finale interviene l’avvocato Lovati, mentre si discute della possibilità che l’omicidio fosse premeditato, anche alla luce della scelta di Stasi di recarsi alla villetta in bicicletta anziché in auto. Redaelli osserva però che non fosse inusuale per Stasi utilizzare la bici e che spesso veniva appoggiata sul muretto della villetta adiacente. Lovati introduce una valutazione differente: "Per caratterizzare questo omicidio, oltre che premeditato lo considererei anche simulato, l’azione omicidiaria è chiaramente simulata, la bicicletta messa lì a posta per costituire un indizio contro Alberto Stasi, che gli assassini sapevano avesse una bicicletta nera".


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