Garlasco in TV, scontro a Mattino Cinque sull'arma del delitto, Panicucci richiama gli ospiti: "Dovete portare i nomi"
Un confronto tra Marco Oliva ed Elisabetta Cametti riaccende il dibattito a Mattino Cinque sull’ipotesi di una o più armi nel delitto di Chiara Poggi, mentre Federica Panicucci interviene per placare gli ospiti.

Nella puntata di oggi di Mattino Cinque si è parlato di un punto delicato del caso Garlasco: la questione delle armi utilizzate nel delitto di Chiara Poggi. Un tema tecnico e complesso, che nel corso degli anni ha generato interpretazioni differenti e che, anche in studio, ha dato vita a un confronto serrato tra Marco Oliva ed Elisabetta Cametti. Ad arginare la contesa c’era Federica Panicucci, attenta a richiamare entrambi alla necessità di fondare ogni affermazione su elementi concreti.
Garlasco: il problema delle armi e delle ricostruzioni
A prendere per la parola prima del confronto è Elisabetta Cametti, che ha provato a inquadrare la questione partendo dalle relazioni già note: "L’abbiamo detto tante volte, l’ha detto Ballardini nella sua relazione, è davvero difficile anche che si trattasse di un delitto premeditato, perché se non mancano altri strumenti significa che l’attrezzo usato come arma del delitto sia stato portato dall’assassino o dagli assassini". In collegamento interviene il professor Fortuni, che offre un chiarimento dal punto di vista medico-legale: "In medicina legale si cerca di unificare tutte le lesioni con un unico mezzo, ma non ci si riesce, e quindi poi rimane aperta la strada a sostenere che ci sia un mezzo fendente e un mezzo contusivo. E poi questo mezzo appuntito che ha prodotto quella piccola lesione sul sopra l’orecchio sinistro. In questo senso si cerca di fare una quadratura del cerchio, ma lasciando giustamente aperto il quesito e dicendo che se è un’unica arma dovrebbe avere tutte queste caratteristiche, però in coscienza nessuno di noi identifica un’unica arma con tutte queste caratteristiche. E poi ci si può domandare in un’azione violenta, ripetuta, perché brandire l’arma cambiando impugnatura, cambiando posizione in un modo o nell’altro, e comunque quest’arma nessuno è stato in grado di identificarla".
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Entra nel canale WhatsAppMattino Cinque: il confronto tra Marco Oliva ed Elisabetta Cametti
È a questo punto che Federica Panicucci interviene, notando il dissenso di Marco Oliva: "Mi sembra un ragionamento di buon senso, Marco Oliva, perché scuoti la testa?". Oliva replica: "No, sarà sicuramente di buon senso e mi accodo che ci aspettano i dati della dottoressa Cattaneo, ma il vero è che a parte quello che tu hai fatto vedere prima con le parole di Ballardini che avevano ipotizzato, tutti i medici legali che poi si sono succeduti hanno concluso nella presenza di un’unica arma". La conduttrice incalza subito: "Tutti i medici legali? Ricordami i nomi e cosa hanno detto". Oliva quindi ammette: "Adesso i nomi non me li ricordo tutti quanti… Adesso la difesa di Sempio dice di avere un’unica arma e io ti posso dire che secondo me non andremo molto lontano da quello che è stato individuato e mai trovato, ovvero il martello. Questa è la mia sensazione, e poi vi permetto di dire che la vedo completamente diversa da quello che diceva Elisabetta Cametti. Abbiamo un gruppo di persone che premeditano un delitto, vanno lì con una mezza arma che può colpire, ferire, uccidere, e poi ne trovano un’altra perché quella non gli basta?". Cametti ribatte: "Magari l’oggetto contundente l’hanno trovato in casa, quello che io dico è che non ci sono tutti questi medici legali, perché sembra che ci siano chissà quanti medici legali". E aggiunge: "Se ci sono stati citati dieci medici legali io faccio fatica a riconoscerlo". Il tono si alza, le posizioni si irrigidiscono e il confronto diventa sempre più acceso, con i due ospiti che si interrompono a vicenda nel tentativo di rafforzare le rispettive tesi.
Le precisazioni di Federica Panicucci agli ospiti
Per riportare ordine, Federica Panicucci interviene con fermezza: "Facciamo che portiamo i nomi e anche le loro dichiarazioni perché così ragioniamo su qualcosa di compiuto". Oliva risponde forse un po’ piccato: "Facciamo allora che vado a nome della difesa di Stasi". Cametti precisa: "Però non è stato individuato un unico oggetto, ad un certo punto si va contro Stasi, e quindi Stasi poi viene anche condannato, ma perché in quella ricostruzione della scena si vuole andare a pensare a un unico aggressore, e non vengono considerate ipotesi alternative". Il botta e risposta prosegue, finché Oliva aggiunge: "Dicevo, per quanto riguarda i nomi, l’unico che pensò qualcosa di diverso fu il consulente tecnico del PM Pierucci, che ipotizzò le famose formici da sarto. Tutti gli altri consulenti tecnici, da una parte e dall’altra ipotizzavano e non andarono mai dal martello, magari la settimana prossima ti porto l’elenco di tutti..". Panicucci chiude chiarendo: "Con le dichiarazioni anche, perché così ragioniamo su qualcosa di concreto".
