Garlasco in TV, nuove ipotesi sul presunto alibi crollato di Sempio: spunta il mistero del pompiere amico di sua madre

A Mattino Cinque si discute sul nodo dello scontrino nelle indagini su Andrea Sempio nel caso Garlasco, dal dettaglio che cambia tutto all'alibi oggetto di teorie.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

La puntata di Mattino Cinque ha riacceso la discussione su un elemento delle indagini che continua a portare a novità e punti di svolta, ma anche tanti interrogativi: lo scontrino fornito come alibi da Andrea Sempio. In studio si sono esaminate le ultime congetture sulla sua veridicità, per poi passare ad una testimonianza indiretta sul caso.

Garlasco, il dilemma sullo scontrino di Andrea Sempio

Ad introdurre il discorso e la conduttrice, Federica Panicucci, che osserva: "Uno scontrino vero, sul quale insomma nessuno credo poi abbia da obiettare, fatto da Andrea Sempio, questo è un po’ il nodo no? Evidentemente la Procura di Pavia sta quindi attenzionando questi scontrini, no De Rensis?". A questa domanda segue il collegamento con De Rensis, che chiarisce: "Ad oggi lo scontrino risulta essere stato fatto dall’indagato nelle forme garantiste che tutti noi dobbiamo assumere. La Procura credo che abbia investigato su questa circostanza, scopriremo cosa risulta alla Procura su questo scontrino, nel senso su chi lo ha fatto".

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Le congetture sull’alibi "crollato" dello scontrino

La conduttrice introduce poi un ulteriore elemento: "Ecco proprio su chi lo ha fatto, noi vogliamo aggiungere un altro elemento a tutti voi. Cosa accade? Accade che martedì su Corriere della Sera viene pubblicato un articolo, un trafiletto in realtà, privo di firma, questo trafiletto mi ha fatto trasalire quando l’ho letto, ho aspettato un paio di giorni a parlarvene e poi vi spiego perché, ma mi ha fatto trasalire perché, lo leggiamo insieme". Quindi la conduttrice legge: "Contro Sempio ci sarebbero alcune evidenze scientifiche, ma soprattutto l’alibi crollato, e cioè lo scontrino da lui prodotto anni fa per dimostrare che si trovava altrove, mentre a prenderlo fu sua madre". La conduttrice sottolinea: "Ho aspettato un paio di giorni perché aspettavo la smentita, aspettavo Cataliotti, aspettavo Taccia, aspettavo l’avvocato di Giuseppe Sempio, della signora Ferrari, invece c’è stato un silenzio assordante, nessuno ha smentito quest’articolo".

Marco Oliva interviene raccontando la propria reazione: "Ho avuto lo stesso dubbio leggendolo che hai avuto tu, e tant’è che mi sono rivolto anch’io all’avvocato Cataliotti, è un dato di fatto? Mi sono perso qualcosa? Mi sono perso un passaggio?". Oliva riferisce anche la risposta ricevuta: "La risposta che è stata data a me è che loro hanno evidenza che lo scontrino è stato preso da Andrea Sempio, salvo un’eventuale smentita di un testimone di cui evidentemente ha conoscenza il Corriere. Ma perché non sono intervenuti su questo articolo? Cataliotti, Taccia, nessuno? Cioè perché tutti tacciono?".

La posizione degli avvocati Gallo e De Rensis a Mattino Cinque

Interviene poi l’avvocato Gallo: "Perché la produzione di quello scontrino ha soltanto un effetto per la Procura, ma non è dimostrativo di nulla per quanto riguarda la difesa di Sempio, non possono controbattere, possono solo dire che lo scontrino è vero contro le illazioni di chi dice che questo scontrino è falso". E aggiunge: "Lo scontrino da sempre si dice che è vero, è la circostanza ad essere falsa, se tu non dimostri con elementi oggettivi, che sono le celle telefoniche o le riprese video, che ti collocano sul posto, non si può mai dimostrare, e quindi questo che per te era un alibi diventa una situazione, a mio avviso, a carico quando lo si andrà a discutere nel dibattimento".

Anche De Rensis torna sull’argomento: "L’avvocato Cataliotti ha fatto quello che avrei fatto io o l’avvocato Bocellari in questa situazione, e cioè attendere, perché sa perfettamente che ad oggi il suo assistito è credibile. Qualora questo argomento dovesse essere in maniera incontrovertibile smentito, un avvocato bravo e preparato deve affrontare il problema e quindi la sua reazione è quella di avvocati che non fanno sensazionalismi, ma che fanno i processi".

Il ruolo del pompiere amico di famiglia e l’intervista al suo ex collega

La parola passa poi a Grazia Longo: "Non è la prima volta peraltro che il Corriere della Sera scrive cose simili, questa volta lo ha scritto in maniera chiarissima, però già in passato aveva fatto capire che questo scontrino non era valido alludendo, così l’ho interpretato, alla testimonianza del pompiere, che era molto amico della mamma, che avrebbe preso lo scontrino e poi l’avrebbe dato la mamma". Longo aggiunge che le possibilità sono due: o il Corriere della Sera è in possesso di informazioni non note pubblicamente, oppure si tratta di un’ipotesi, rispetto alla quale le difese non possono che attendere.

La conduttrice manda infine in onda un’intervista a un ex vigile del fuoco, amico ed ex collega del pompiere citato. Alla domanda dell’inviato Emanuele Canta "Quindi è impossibile uscire da soli?", l’intervistato risponde: "Che sappia io, no". Alla successiva domanda "Se lui avesse fatto quello scontrino i suoi colleghi lo avrebbero saputo certamente?", replica: "Beh, se erano con lui, si, certo". E ancora, alla possibilità che abbia aiutato la madre di Sempio: "Secondo me no, non è un fesso insomma".


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