Garlasco in TV, Federica Panicucci sbotta contro la consulente di Sempio: "Che c'entra? Non buttiamo lì le cose tanto per"

Il confronto acceso in Mattino Cinque riporta sotto i riflettori la perizia Albani e il nodo delle tracce di DNA, facendo perdere la pazienza alla conduttrice.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Nella puntata di Mattino Cinque andata in onda oggi, il caso Garlasco è tornato con un approfondimento lungo e articolato sulle tracce di DNA oggetto della perizia Albani. La questione delle tracce genetiche parziali riconducibili alla linea maschile della famiglia di Andrea Sempio è stata affrontata, mettendo a confronto il parere di più esperti, fino a richiedere l’intervento della conduttrice, Federica Panicucci.

Garlasco, il nodo della perizia Albani e le tracce riconducibili ad Andrea Sempio

Federica Panicucci ha introdotto l’argomento dando subito la parola al genetista Pasquale Linarello, che nel 2016 rilevò tracce di DNA compatibili con Sempio sotto le unghie di Chiara Poggi. Il suo intervento si è concentrato sulle criticità già evidenziate anche dalla difesa di Sempio, rappresentata dall’avvocato Cataliotti, che ha definito la rilevanza della perizia pari a zero. Linarello ha spiegato: "Certo non possiamo non considerare alcune criticità: nel metodo di estrazione dell’epoca, il fatto che non è stato quantificato il dna, il fatto che si è andati per tentativi, il fatto che queste repliche in realtà non sono considerate repliche, però questo dato non viene cestinato. Il perito Albani, se avesse considerato che non era scientificamente valido poteva non considerarlo, poteva concludere in modo diverso la propria perizia dicendo che non è stato consolidato il dato e lo buttiamo via, non lo consideriamo. Invece fa delle valutazioni dal punto di vista scientifico, deve necessariamente tenere una cautela perché è un perito, ma si esprime escludendo il dna di Alberto Stasi, il dna di Marco Poggi, di Biasibetti Capra, e non può escludere il dna del cromosoma y di Andrea Sempio. […] Si tratta sicuramente di un sequenza parziale, perché non è un profilo completo, ma la dottoressa Albani ci dice che non è degradato perché ha del dei segnali oltre la soglia, quindi ritiene che quel profilo genetico, sebbene con una serie di criticità, è utilizzabile, e si esprime addirittura a livello statistico. Quindi va avanti nella propria valutazione, e cristallizza questo dato che chiaramente finirà in un eventuale processo, perché ricordiamoci che è un dato che è emerso in un contraddittorio, quindi eventualmente finirà in un processo. Certo non possiamo condannare Andrea Sempio solo su questo dato, ma è uno dei tasselli, uno degli elementi indiziali, che eventualmente se si arriva a processo verrà tenuto in considerazione".

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Mattino Cinque: il peso giuridico della consulenza secondo Marina Baldi

A intervenire successivamente è stata Marina Baldi, che ha riportato l’attenzione sul piano giuridico della questione: "L’avvocato Cataliotti ha spiegato bene il motivo per cui ha detto zero a riguardo del valore della perizia, e a ragione quando dice che non aggiunge e non toglie nulla dal punto di vista giuridico, che quel dna corrisponda ad Andrea Sempio non c’è dubbio, credo che siamo assolutamente tutti d’accordo, a Sempio, alla famiglia di Sempio, come la vogliamo mettere. Però che ci siano delle criticità è anche vero, che il database utilizzato sia un database che ha pochi profili, per cui il supporto è moderatamente forte, e poi ricordo che i predicati verbali ci dicono che moderatamente forte è proprio al centro della della scala, quindi giuridicamente non sarà quello per cui come dice Pasquale sarà condannato Sempio assolutamente no". Il confronto si è inasprito quando Panicucci ha osservato: "Però dovrete spiegare come mai era lì quel dna". Baldi ha replicato: "Eh sì certo, però siccome aveva una quantità estremamente bassa non è possibile escludere che si tratti di una contaminazione, e questo lo dice anche l’Albani. Quello che è successo in aula è molto chiaro, molto evidente: la trascrizione dell’udienza per chi l’ha potuta leggere da un punto di vista formale è proprio chiarissima, io c’ero e vi posso dire che la dottoressa Albani è stata assolutamente precisa in questo, quindi nulla da dire".

Le ipotesi sulla contaminazione e lo scontro in studio

La conduttrice ha quindi sollevato un altro interrogativo centrale: "Vale la pena allora domandarsi per quale motivo anche se c’è un dato parziale di questo dna sulle unghie di Chiara Poggi, non ci sia quello di Alberto Stasi, del fratello, della madre, del padre…". Baldi ha risposto: "Certo che sì, su questo mi trova d’accordo", mentre Panicucci ha aggiunto: "Questo è un tema che qualora si arrivasse a giudizio andrà dibattuto duramente". Quindi Baldi avanza un’ipotesi: "Questo è sicuramente un tema di risposta, e a questo certo io mi sono dato una risposta. La risposta che io mi sono data è che lei abbia fatto una doccia e che poi abbia toccato un oggetto dove c’erano quei due dna, perché non dimentichiamoci che c’è anche in dna di ignoto 2, ce n’è un altro di dna sull’unghia che è esattamente sovrapponibile". Panicucci ha replicato: "Ah la doccia è nuova adesso, perché io sapevo l’asciugamano, Palmegiani aveva paventato l’ipotesi che lui fosse asciugato le mai in bagno", e ancora: "Ma perché scusi, Sempio si faceva la doccia in casa anche lui con l’asciugamano della doccia? non capisco". Quando Baldi ha provato a chiarire, la conduttrice l’ha interrotta: "Che c’entra la doccia, no però Marina non buttiamo lì delle cose tanto per eh. Che c’entra Sempio con la doccia di Chiara?". A quel punto Baldi taglia corto: "Niente, ma potrebbe lei aver fatto una doccia e ripulito il dna dalle unghie, dal corpo, poi si è seduta sul divano ha toccato il telecomando e ha contaminato le unghie, o con altro", Panicucci specifica: "Telecomando che però ci dicono essere l’oggetto con un maggior numero di impronte, che è quasi impossibile levare".


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