Garlasco in TV, svolta in arrivo per la richiesta di revisione del processo Stasi: "Dalla perizia Redaelli risultati importanti"

In studio a Mattino Cinque il confronto si accende sulla gestione dei reperti e sulla consulenza Redaelli, mentre si aprono molte domande sul metodo investigativo.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Nella puntata di Mattino Cinque andata in onda oggi si è tornati con decisione su uno degli aspetti più controversi dell’intera vicenda di Garlasco: la gestione dei reperti, la mancata analisi di alcuni di essi, e soprattutto la questione delicatissima della catena di custodia.

Garlasco, gli oggetti mai analizzati e i dubbi iniziali

Ad aprire il confronto è stata la conduttrice, che ha riportato l’attenzione su una serie di reperti ritrovati nell’abitazione della famiglia Poggi e mai sottoposti a un’analisi completa. "Torniamo su quegli elementi che sono stati trovati in quella casa e che non sono stati del tutto analizzati, in parte sì, in parte no, e che magari potevano raccontare qualcosa di più. Li vediamo insieme all’aiuto della grafica. Allora parliamo dei braccialetti e della collana con dente di squalo, l’orologio, gli orecchini, l’elastico e la cavigliera di metallo, tutta una serie di oggetti che la famiglia Poggi sta riesaminando. A che pro, secondo lei, Baldi?". La risposta della dottoressa Marina Baldi ha chiarito il senso di questa scelta: "Il pro è che loro hanno ovviamente il desiderio di confermare e probabilmente rafforzare la sentenza di condanna di Alberto Stasi". Una posizione netta, che però ha immediatamente aperto il fronte delle critiche.

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La catena di custodia al centro delle polemiche a Mattino Cinque

Elisabetta Cametti ha infatti sottolineato uno degli snodi più problematici: "La catena di custodia non è stata mantenuta, quindi gli oggetti potrebbero essere stati in sacchetti aperti, toccati, insomma, non è veramente una strada a nostro parere". Il tema viene ulteriormente approfondito quando la conduttrice chiede un parere a Fabrizio Gallo, ricordando che: "Durante un processo di revisione non si possono portare prova a carico del condannato, soltanto prove a favore. Questo è stato un grossissimo errore… Il fatto di restituirli alla famiglia ha comunque creato un problema nella valutazione della prova. È stato un grandissimo errore quello di dare questi monili perché la famiglia sicuramente avrà lo scopo di andare contro Alberto Stasi".

Nel confronto entra anche Grazia Longo, che richiama l’attenzione su un elemento specifico, la cavigliera, che: "Sarebbe stata interessante poterla analizzare oggi", soprattutto alla luce delle ipotesi sulla dinamica del corpo trascinato lungo le scale, probabilmente proprio dalle caviglie. Longo riconosce l’errore nella consegna degli oggetti, ma aggiunge che la famiglia Poggi ha conservato con attenzione i reperti. Di giudizio opposto l’intervento di Simona Ruffini, che afferma: "Secondo me, non si dovevano fare nuove analisi su questi reperti, semplicemente perché non è legittimo, non è lecito e c’è già un condannato in via definitiva".

Il botta e risposta tra Caprarica e Panicucci

Il dibattito si accende ulteriormente con l’intervento di Antonio Caprarica, visibilmente critico: "Ma si conducono così le indagini? Si conduce così un caso?". Alla conduttrice che ricorda come gli atti siano secretati: "Ma questa è una cosa nostra, non sappiamo Napoleone che cosa accetta rispetto allo scontrino. Sono due binari diversi". Caprarica: "Ma allora quando pensa la procura di informare l’opinione pubblica?", Panicucci: "Non lo so, io non ho l’idea, ma sono i loro tempi, no? Quando chiuderanno le indagini probabilmente gli avvocati potranno vedere tutto". Caprarica: "Ma scusatemi, da un punto di vista formale c’’è o non c’è una domanda di revisione della sentenza Stasi? Ancora no? E allora di che cosa stiamo parlando?", Panicucci: "La revisione è una cosa. L’indagine è un’altra cosa. Anche questi sono due binari distinti, non vanno di pari passo. Sono due cose separate". Caprarica: "Va bene, abbiamo due punti di vista diversi, io sono molto critico sul modo in cui vengono condotte le indagini". Panicucci: "Va bene, io ora Napoleone non mi sento di poterlo giudicare in alcun modo". Caprarica: "Per carità, mi prendo le responsabilità di quello che ho detto".

La consulenza Redaelli e i risvolti per la revisione del processo Stasi

Nel finale, l’inviata Benedetta aggiorna sulla tempistica della consulenza della dottoressa Cattaneo e introduce il tema della consulenza tecnica del dottor Redaelli, ex poliziotto della Scientifica di Milano e consulente della famiglia Poggi. Secondo quanto riferito, sarebbero emersi risultati importanti mai approfonditi finora: "Verrà depositata a breve. Si tratta di questioni di giorni, così ci dicono fonti investigative. Chiaro, si tratta di una consulenza, di una perizia della Cattaneo attesa. Perché da questa perizia si capirà molto riguardo alle cause della morte di Chiara e anche le dinamiche della scena del crimine. Come dicevate voi, invece, in merito alla consulenza tecnica del dottor Redaelli, ex poliziotto della Scientifica di Milano, secondo appunto il consulente della famiglia Poggi, sarebbero già emersi dei risultati importanti mai approfonditi finora che, secondo Redaelli, potranno anche essere utilizzati in un’eventuale richiesta di revisione del processo che ha visto condannato in via definitiva Alberto Stasi. Al centro, chiaramente, anche il nodo della catena di custodia di questi reperti".


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