Garlasco in TV, Lovati allarma sul movente dell'omicidio: "Aveva in mano l'affare del secolo, video di torture e uccisioni"
Un’ipotesi inquietante lanciata in diretta da Massimo Lovati accende nuove domande sul delitto di Chiara Poggi: si torna a discutere di scoperte scomode che hanno messo la giovane nel mirino di altri.

Nel corso della puntata odierna di Mattino Cinque si è tornati ad affrontare il movente dell’omicidio di Chiara Poggi. Il dibattito si è acceso in studio dopo un intervento particolarmente forte dell’avvocato Massimo Lovati, che ha avanzato una ricostruzione tanto dettagliata quanto controversa, destinata inevitabilmente a far discutere.
Garlasco: l’ipotesi di Massimo Lovati sul movente
Nel suo intervento, Lovati ha dichiarato: "La Poggi, presumibilmente, a seguito degli studi che faceva, degli approfondimenti letterari che faceva, e li avete enumerati molto bene nel servizio di prima, aveva trovato dei documenti e dei filmati dal circuito mondiale pedopornografico, che è forse l’affare più ricco del secolo, batte anche la droga. Sappiamo benissimo, col caso di Epstein, soprattutto negli Stati Uniti, cosa significa. Parliamo d filmati che costano un occhio della testa, per i cultori, per gli associati, per i clavizzati".
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Entra nel canale WhatsAppSi tratta di un passaggio che in studio ha immediatamente creato tensione, perché l’ipotesi di un movente legato a un presunto traffico internazionale di materiale pedopornografico apre scenari di una gravità assoluta. Federica Panicucci ha infatti precisato: "Lovati sta dicendo una cosa molto grave ovviamente, è una sua idea, questa è una sua supposizione che sta raccontando qui da noi in diretta, secondo lei il movente potrebbe essere legato a un commercio di video relativi a pedopornografia? Questo sta dicendo e lei si assume la responsabilità, è un avvocato".
Mattino Cinque: il dibattito sul presunto messaggio sulle palpebre
Lovati ha poi aggiunto ulteriori dettagli, sostenendo: "Parlo di video dove Chiara ha riconosciuto dei personaggi veri, esistenti, non degli attori pornografici, video veri, torture, uccisioni, pedopornografia. Sto parlando di cose di questo genere, non di film a luci rosse, che sono tutt’altro. Lei ha riconosciuto delle persone vere". A quel punto Panicucci ha sottolineato: "Un accadimento grave. Chiara ha visto dei protagonisti di uno di questi filmini?". E la replica è stata ancora più netta: "Si, delle persone vere, si, e l’hanno uccisa. L’hanno eliminata lasciando quel messaggio sulle palpebre, che è evidentemente quello che io sto rappresentando: ‘Non dovevi guardare’. Spiegatemi voi cosa vogliono dire altrimenti quei due taglietti che sembrano fatti con un bisturi sulle palpebre. Parallele uno all’altro, dall’altro verso il basso. Cosa vogliono dire? Vi disperdete in tanti altri particolari, ma questo è il particolare più importante". Panicucci ha ricordato: "Abbiamo fatto una puntata intera l’altro ieri, quindi non ci disperdiamo, anzi". Lovati ha ribattuto: "Dopo che l’ho detto io, perché prima nessuno lo diceva più".
Il confronto in studio con De Rensis e l’intervento di Federica Panicucci
Nel prosieguo del dibattito, è intervenuto anche De Rensis, che ha dichiarato: "Lei sa che ho sempre rispettato, continuo a rispettare il collega, ho sempre giudicato il collega, oltre che bravo, una persona astuta. Io mi permetto di aggiungere una riflessione, ma non collegata a quello che diceva Massimo, è uno spunto che potrete trattare nelle prossime puntate, se volete. Perché Alberto, come assassino avrebbe dovuto agire con tutta quella fretta, quando era presumibile che nessuno sarebbe andato lì? Altri forse potevano avere paura che il fidanzato arrivasse". Panicucci ha riportato il focus sull’ipotesi appena illustrata: "Però io vorrei fare un passo indietro, vorrei un commento a questo tipo di movente. Quello che ha detto Massimo". De Rensis ha risposto: "io lo commento in questo modo, non credo che i tagli alle palpebre siano frutto di un martello, poi io non sono un medico legale, faccio semplicemente l’avvocato e quindi non mi avventuro in campi che non sono i miei. Però questo è abbastanza buon senso, no? I martelli io li ho visti nella mia vita, perché anche io ho fatto lavoretti. Quindi in questi termini ci può stare. Diciamo che sono tagli molto anomali". A chiudere il ragionamento è stato ancora Lovati: "Il martello non c’entra niente, questi tagli sono stati fatti postmortem con un bisturi, perché non sono né frastagliati né discontinui, sono due taglietti fini dall’alto verso il basso e coprono interamente le palpebre, al centro delle palpebre. Sono lesioni inferte".
