Garlasco in TV, l'avvocato Gallo interviene: "L'orario della morte scagiona Stasi, coinciderà con lo scontrino di Sempio"

Tra orari della morte che si restringono, e nuove possibili coincidenze, a Mattino Cinque il caso Garlasco si anima con l'affondo dell'avvocato Gallo ad Andrea Sempio.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Nel corso della puntata odierna di Mattino Cinque si è affrontato uno dei nodi più controversi e dibattuti del caso Garlasco, quello relativo all’orario della morte di Chiara Poggi, un dettaglio che continua a rappresentare uno snodo cruciale per la ricostruzione complessiva dei fatti. In studio si sono alternati opinionisti e tecnici, ma l’attenzione si è concentrata in particolare sull’intervento del medico legale Giuseppe Fortuni, chiamato a chiarire alcuni aspetti scientifici legati alle ferite riscontrate sul corpo della vittima.

Garlasco: il nodo dell’orario della morte di Chiara Poggi

Ad aprire il confronto è stata la conduttrice, che ha posto al professore una domanda diretta e puntuale: "Allora, professor Fortuni vengo subito da lei. Allora, cominciamo col dire che la maggior centratura (della morte), secondo il dottor Ballardini, all’epoca dei fatti fu intorno alle undici. Del stesso appunto ci ha raccontato che in base alle dichiarazioni del medico del 118, delle 14.11, la morte potrebbe essere anticipata di circa tre ore. Allora, io questa mattina vorrei aprire da qua. Cioè, ricordando ciò che aveva detto Vitelli, no? Il giudice che poi assolse Alberto Stasi, disse che cosa? Disse che probabilmente lei era morta subito dopo le 09.12, quando ha aperto la porta. Allora le faccio una domanda precisa. Possibile che Chiara sia rimasta in agonia per lungo tempo, prima del colpo finale?". La risposta di Fortuni non lascia molti dubbi: "Se è possibile che sia rimasta ferita a terra, magari incapace di coordinare dei movimenti finalistici? Sì, perché il trauma cranico c’è stato sin dall’inizio. Da quando poi viene colpita, forse più volte, all’occipite, con quella ferita profonda che è quella mortale, lì i tempi di sopravvivenza, da quel trauma alla morte, possono essere una manciata di minuti".

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Mattino Cinque, le nuove teorie sull’orario della morte di Chiara

Federica Panicucci a quel punto insiste: "Ma dai colpi iniziali alla morte finale, io ho sentito che lei ha raccontato che potrebbero essere intercorsi addirittura dai 30 ai 60 minuti. È così?", Fortuni ha spiegato: "Sì, spiego meglio perché. C’è evidenza, lo scrive il consulente che ha fatto l’autopsia e poi gli esami istologici, c’è evidenza che nelle ferite, nelle prime ferite, non quella mortale, erano presenti i globuli bianchi che escono dal torrente sanguigno per andare a soccorrere, fra virgolette, la lesione che si è prodotta, il vunus, la ferita che si è prodotta. Questi globuli bianchi hanno un tempo di migrazione che va dai 30 ai 60 minuti, qualcuno se ne vede già dopo 10 minuti. Quindi se noi li troviamo, come sono stati trovati su queste ferite, vuol dire che il trauma iniziale è stato a 30 minuti circa, 60 minuti forse sono troppi, dal momento della morte. Non dal momento del ferimento mortale, ma dal momento in cui il cuore si ferma. Fermandosi il cuore, questi processi finalistici di migrazione dei globuli bianchi si arrestano".

L’attacco diretto dell’avvocato Gallo

La conduttrice ha osservato: "Allora stiamo parlando della reazione leucocitaria, quindi abbiamo sentito ben spiegato dal professor Fortuni. Allora riavvolgiamo il nastro, 9.12: supponiamo che l’aggressione sia avvenuta in quel frangente, nei minuti immediatamente successivi, col la reazione leucocitaria, dice il professor Fortuni, abbiamo circa 30-40 minuti. E allora siamo fuori dall’orario, allora vuol dire che alle 9.35 Alberto Stasi era già a casa però".

A questo punto è intervenuto anche l’avvocato Fabrizio Gallo, che ha rilanciato con parole nette: "Assolutamente sì, perché vedi Federica, non solo la questione leucocitaria, ma ci sono anche gli elementi oggettivi indicati dal medico legale Ballardini quando alle 17 interviene nella casa non trovando il rigormortis e le macchie ipostatiche. Queste cose fanno retrocedere l’orario della morte a non più delle 10, cioè prima delle 10, come io sostengo e come si aggiunge con un altro dato nuovo fornito dal professor Fortuni, Chiara non può essere morta prima delle 10. Il professore non può sostenerlo apertamente, ma noi possiamo sostenere, almeno io, che Stasi è assolutamente innocente. E attenzione, vedrete che l’orario della morte andrà a coincidere stranamente, ma in puro caso con l’orario indicato nello scontrino portato da Sempio, suggestione oppure coincidenza? E’ un ragazzo talmente sfortunato che questo orario si troverà addirittura impresso nella nuova perizia della dottoressa Cattaneo, e gli ultimi dati indicati dal professor Fortuni danno per escluso dalla scena del delitto Alberto Stasi. Questa è una cosa, secondo me, scientifica, non è più una supposizione visti i dati scientifici letti in questo modo, e di questo non sono certo".


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