Garlasco in TV, Lovati sicuro sul futuro delle indagini: "Sarà offerto a Stasi il testo per la revisione del processo"
Un confronto serrato a Mattino Cinque riaccende il dibattito sull’orario della morte di Chiara Poggi, tra valutazioni medico-legali, riflessioni sugli alibi e scenari futuri.

Il caso Garlasco torna al centro del dibattito di Mattino Cinque, dove opinionisti e invitati si concentrano su uno degli aspetti più delicati e controversi: l’orario della morte di Chiara Poggi. Un tema che, a distanza di anni, continua a rappresentare uno snodo fondamentale non solo dal punto di vista investigativo, ma anche sotto il profilo processuale, perché strettamente legato alla tenuta o meno degli alibi di Stasi e Sempio.
Garlasco: l’analisi medico-legale e le parole di Fortuni
Nel corso della trasmissione, Federica Panicucci ha interpellato il professor Fortuni con una domanda estremamente puntuale: "Professore Fortuni, sulla base di quello che ha riportato il medico del 118, che cosa possiamo dire quindi in merito al rigor mortis e al livore mortis, che è quello appunto che riguarda le macchie ipostatiche?". Fortuni ha risposto: "Possiamo dire che la morte non era avvenuta da più di tre ore, con termini sempre naturalmente probabilistici, perché il tempo in cui si formano, e l’epostasi, e la rigidità si palese evidente, sono questi. Gli elementi biologici ci dicono che il momento di massima probabilità dell’evento sono le ore 11 circa. Certo, il fatto che sia la massima probabilità non vuol dire che sia il momento in cui certamente è avvenuto il decesso. C’è una mano che ci si allontana da questo elemento centrale in avanti e indietro, si riducono le possibilità ed è una campana, un range che può essere di un’ora e mezzo prima o un’ora e mezzo dopo. Questi sono termini ovviamente orientativi. Il medico legale sono gli unici che deve fornire". Si tratta di un passaggio centrale, perché colloca con maggiore precisione il momento della morte attorno alle 11. La stessa Panicucci ha richiamato le parole di Ballardini: "Professore lo dice anche Ballardini: la morte viene a porsi tra le 10 e 30 e le 12 circa. Peraltro la centratura più probabile si colloca attorno alle 11-11 e mezza, il che è perfetto rispetto a quello che dice il professor Fortuni".
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Entra nel canale WhatsAppMattino Cinque: l’intervento di Lovati
Il confronto si è poi spostato su un piano più strettamente giuridico con l’intervento di Massimo Lovati, ex avvocato di Sempio, che ha evidenziato come la discussione sull’orario della morte non sia affatto neutra: "Stiamo discutendo della certezza dell’orario della morte perché c’è una finalità a tutto questo discorso: per verificare gli alibi degli eventuali assassini. Allora, sappiamo che questo orario è incerto, che non si può raggiungere con certezza la determinazione di questo orario, è che quindi gli alibi eventuali di questi due indagati, chiamiamoli indagati, uno ancora sotto processo, stanno in piedi comunque, sia l’uno che l’altro".
A quel punto Panicucci è intervenuta per precisare: "Allora, il tema è delicato. Alberto Stai lavorava alla tesi, quindi è certificato questo". Ma Lovati ha insistito su un punto che ha acceso ulteriormente il dibattito in studio: "Il problema è che un’indagine non deve scardinare un alibi. L’alibi viene dopo, prima dell’alibi viene l’indizio, e quali indizi abbiamo contro Stasi e quali indizi abbiamo contro Stasi? Nessuno! E quindi è tutto un discorso inutile che stiamo facendo, perché stiamo facendo un discorso a favore di un alibi o un altro, quando non abbiamo nessun indizio". In chiusura di puntata, Lovati è tornato sul tema prospettando tempi ancora lunghi: "Secondo me andremo al 2027. Cosa potrebbe accadere? Penso sarà offerto alla difesa di Alberto Stasi il testo per ottenere una revisione del processo di primo grado, che effettivamente ha condotto ad una sentenza di condanna profondamente ingiusta".
