La rinascita di Matthew Lillard: è stato l'amante della moglie di George Clooney in Paradiso Amaro, oggi Scream gli regala una seconda vita (a 30 anni dalla prima)
Ha segnato gli anni Novanta con l'horror cult di Wes Craven, poi è diventato il volto di Shaggy e ha recitato con Clooney. Nel 2026 il suo personaggio più iconico è tornato protagonista

Matthew Lillard compare in Paradiso amaro quando la storia ormai è già esplosa. George Clooney raggiunge lui, l’amante di sua moglie, per dirgli che la donna con cui ha avuto una relazione sta morendo. Potrebbe essere il momento del melodramma, invece succede il contrario. Brian, il personaggio di Lillard, abbassa ogni difesa, ammette le proprie responsabilità e confessa che quella storia, almeno per lui, non è mai stata amore. La scena dura poco, quanto basta però per correre con il pensiero a Scream, agli anni Novanta e a uno dei personaggi più folli mai passati da un horror.
Nel 1996, quando Wes Craven rivoluziona il cinema horror con Scream, Matthew Lillard è Stu Macher, il killer più imprevedibile del film. Nevrotico, esagerato, inquietante e allo stesso tempo irresistibilmente divertente. Un personaggio che, ancora oggi, continua a essere citato dagli appassionati del genere.
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Entra nel canale WhatsAppDa Scream a Shaggy: una carriera che sembrava inarrestabile
Il successo di Scream non si traduce nella classica ascesa da protagonista hollywoodiano. Lillard continua a lavorare senza interruzioni, ma sempre più spesso in ruoli da comprimario, lontano dai nomi che finiscono in cima alla locandina. La svolta arriva quasi per caso, quando nel 2002 veste i panni di Shaggy nei live action di Scooby-Doo.
Portare sul grande schermo uno dei personaggi animati più amati di sempre era una scommessa rischiosa. Lillard la vince senza forzature, tanto da diventare negli anni anche la voce ufficiale di Shaggy nelle produzioni animate. Un caso più unico che raro: pochi attori possono dire di essere diventati, per un’intera generazione, il volto e la voce dello stesso personaggio.
Il caratterista che tutti riconoscono
Eppure, nonostante il talento e una popolarità che sembrava consolidata, Matthew Lillard non diventa mai una star da primo piano. Forse perché era difficile incasellarlo. Troppo eccentrico per essere il classico protagonista hollywoodiano, troppo carismatico per limitarsi a fare la comparsa. Così passa con disinvoltura dal cinema alla televisione, fino a ruoli più maturi e drammatici come quello, breve ma significativo, in Paradiso amaro accanto a George Clooney.
La rivincita arrivata con il tempo
Negli ultimi anni il suo nome ha ricominciato a circolare con forza, soprattutto tra gli appassionati del cinema horror. La saga di Five Nights at Freddy’s gli ha aperto le porte di un pubblico molto più giovane, mentre il legame con Scream non si è mai davvero interrotto.
In Scream 7, infatti, Stu Macher non torna in carne e ossa. Il complice del primo Ghostface, dopotutto, era morto nel finale del film del 1996. A riapparire è la sua immagine, ricreata con un deepfake e utilizzata dai nuovi killer con la maschera per tormentare Sidney Prescott, interpretata come sempre da Neve Campbell. È un espediente narrativo che funziona proprio perché quel volto, a quasi trent’anni dal debutto, continua a essere tra i più riconoscibili e apprezzati dai tanti fan della saga.
Rivederlo oggi fa uno strano effetto, a prescindere dal film in cui appare. In Paradiso amaro basta una scena per riportare alla memoria Stu Macher; in Scream 7 basta addirittura un deepfake. Matthew Lillard non ha avuto la carriera che molti immaginavano dopo Scream, ma dopo quasi trent’anni dal suo debutto nell’horror di Wes Craven il pubblico continua a riconoscerlo al primo sguardo.
