Massimiliano Ossini senza filtri, dal K2 tragico al tumore della moglie: “Era incinta e doveva abortire, invece…”

Massimiliano Ossini racconta il dramma vissuto dalla moglie durante la gravidanza e il significato della rinuncia imparato dopo una spedizione sul K2.

Virginia Destefano

Virginia Destefano

Social Media Manager & Copywriter

Una passione smisurata per le serie TV. Laurea in Cinema, Televisione e New Media, videomaking e scrittura sono il mio passatempo preferito.

Massimiliano Ossini
RaiPlay

Massimiliano Ossini si racconta senza filtri, mettendo insieme due esperienze che, seppur molto diverse, hanno lasciato un segno profondo nella sua vita. Da una parte la montagna, il K2 e una spedizione segnata da incidenti, valanghe e morti. Dall’altra il momento in cui sua moglie Laura scoprì di avere un tumore mentre aspettava il loro terzo figlio. Due vicende che gli hanno insegnato quanto sia importante riconoscere i propri limiti. E soprattutto capire che, a volte, rinunciare è una scelta di forza.

Massimiliano Ossini e il tumore della moglie durante la gravidanza

Era il 2008 quando Laura Gabrielli, moglie di Ossini, si accorse di un dimagrimento insolito. Gli accertamenti portarono a una scoperta drammatica: non solo era incinta del terzo figlio, ma aveva anche un tumore alla tiroide che aveva interessato ben 34 linfonodi del collo. La situazione rese la gravidanza particolarmente complessa. A un certo punto, alla donna venne anche suggerito di interromperla. La decisione, però, cambiò dopo il confronto con un professore del Policlinico Gemelli di Roma. Il medico le fece capire che, se non esisteva una ragione medica imprescindibile, poteva continuare a portare avanti la gravidanza.

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Laura scelse così di proseguire. Giovanni nacque e, anni più tardi, la coppia decise di rendere pubblica quella storia. A spingerli a parlarne fu un incontro casuale durante un controllo. Videro una giovane donna incinta, in lacrime, che stava affrontando una diagnosi molto simile. Laura le mostrò la fotografia del figlio e cercò di darle coraggio. Da quel momento Ossini e la moglie capirono che raccontare quanto avevano vissuto poteva essere utile anche ad altre persone. Una storia privata diventò quindi un messaggio di speranza per chi si trovava davanti a una scelta difficile.

Il K2, le tragedie e la lezione più importante

La stessa consapevolezza Massimiliano Ossini l’ha maturata anche attraverso la montagna. Il conduttore, volto storico di Linea Bianca, considera infatti il K2 una delle esperienze più significative della sua vita, anche se non raggiunse la vetta. Ed è proprio questo il punto. Ossini non considera quella spedizione un fallimento, ma l’esatto contrario. «La vetta che ricordo con più piacere è quella del K2. Anche se in cima non ci sono arrivato», ha raccontato, spiegando di aver compreso il valore della rinuncia. Durante la spedizione accaddero diversi episodi drammatici: ci furono morti, incidenti, problemi di salute tra gli alpinisti e persino il ritrovamento dei resti di un uomo scomparso anni prima. Una valanga distrusse inoltre parte dell’allestimento della spedizione scientifica alla quale partecipava anche l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Un’altra valanga cadde poi a poca distanza dal gruppo durante la salita.

Per Ossini erano segnali impossibili da ignorare. «Erano tutti segnali che dicevano: basta», ha ricordato. Oggi, guardando alle immagini che pubblica sui social, tra scalate, sci e televisione, sente però di voler trasmettere soprattutto un’altra lezione ai più giovani: saper cambiare strada non significa arrendersi. «Dire: "Non ce la faccio" è la vera forza», ha spiegato. Perché prima bisogna provare, mettersi alla prova e spingersi oltre. Ma quando diventa necessario fermarsi, riconoscerlo può essere la scelta più coraggiosa.


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