Marianna Aprile e la lite in diretta con Italo Bocchino a In Onda: “Se non vi interessa me ne vado”. Lo scontro sul caso Roggero

Nella puntata di ieri giovedì 16 luglio su La7 è andato in scena un acceso confronto tra la conduttrice e l’ospite del centrodestra: “Parliamo di leggi”

Pietro Guerrini

Pietro Guerrini

Content editor

Laurea in Lettere, smania di viaggi e passione per i cartoni (della pizza e della Pixar).

Il caso Roggero continua ad alimentare accesi dibattiti in tv e non solo. La condanna a 14 anni e 9 mesi del gioielliere che nel 2021 uccise due rapinatori, infatti, è tra gli argomenti più scottanti della cronaca recente e ieri giovedì 16 luglio 2026 si è tornati a parlarne anche a In Onda. Nel corso della puntata andata in onda in prima serata su La7 non sono mancate scintille e tensioni tra la conduttrice Marianna Telese e il politico Italo Bocchino, esponente del centrodestra. Scopriamo cos’è successo e tutti i dettagli.

Marianna Telese e Italo Bocchino, lo scontro a In Onda sul caso Mario Roggero

Il chiacchieratissimo caso Roggero si è trasformato in un acceso confronto televisivo tra Marianna Aprile e Italo Bocchino nel corso dell’ultima puntata di In Onda, andata in scena ieri giovedì 16 luglio 2026 in prima serata su La7. La discussione, partita dalla sentenza definitiva che ha condannato il gioielliere di Grinzane Cavour a 14 anni e 9 mesi di carcere per l’uccisione di due rapinatori, ha presto lasciato spazio a un botta e risposta serrato tra il direttore del Secolo d’Italia, la conduttrice e non solo. Bocchino stava esponendo una curiosa lettura della vicenda, sostenendo che in molti altri ordinamenti la disciplina sulla legittima difesa sarebbe diversa. "In gran parte dei paesi del mondo la difesa è sempre legittima. Roggero non starebbe in carcere. Questo è il mio parere, poi è un caso talmente di sensibilità personale per la tragedia".

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Marianna Aprile è intervenuta contestando il riferimento alla "sensibilità personale", sottolineando come la decisione derivi ovviamente dall’applicazione della legge e dal pronunciamento dei giudici nei tre gradi di giudizio. Anche Massimo Giannini si è inserito nel confronto, ribadendo che il tema centrale fosse quello giuridico. Bocchino ha provato a precisare il proprio pensiero spiegando di voler sviluppare un ragionamento differente, ma il confronto è proseguito tra continue sovrapposizioni (il tutto con Matteo Renzi in collegamento in attesa del proprio intervento). Il clima in studio si è surriscaldato e Bocchino ha espresso apertamente il proprio disappunto: "Non capisco perché vengono invitato e interrotto in continuazione, hai parlato quattro minuti e quaranta secondi tutto in silenzio. Quando posso parlare, mi fate dire quello che penso".

Bocchino minaccia di lasciare la trasmissione: com’è andata a finire

Il dibattito si è poi spostato dal merito della vicenda Roggero al ruolo della politica e della magistratura. Aprile ha ricordato che la normativa sulla legittima difesa è stata approvata dal centrodestra, mentre Bocchino ha replicato distinguendo tra il contenuto della legge e la sua applicazione: "La legge sulla legittima difesa è una cosa, l’interpretazione è un’altra…". La conduttrice ha quindi incalzato l’ospite con una domanda diretta: "Allora è colpa dei giudici?".

L’episodio si è concluso con l’ultimatum dell’opinionista, che ha minacciato di lasciare la trasmissione: "Io non ho detto questo. Sentite io stasera ho una cena, se posso parlare, parlo, altrimenti vado a una cena. Sono qui per parlare, faccio l’opinionista e mi avete cercato voi, fatemi dire l’opinione. Se non vi interessa me ne vado a cena". Una tensione che non ha portato all’abbandono dello studio, ma che ha spinto la stessa Marianna Aprile a fotografare quanto stava accadendo con una battuta: "Stiamo passando metà del tempo a dire che non la facciamo parlare".


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