Addio Maria Rita Parisi, la psicologa più amata della tv: le cause della morte
La psicoterapeuta romana è morta oggi lunedì 2 febbraio 2026 all’età di 78 anni: era un punto di riferimento in Italia per la tutela dei diritti dell’infanzia

Addio a Maria Rita Parsi. La psicologa romana, infatti, si è spenta oggi lunedì 2 febbraio 2026 all’età di 78 anni. Presidente della Fondazione Movimento Bambino Onlus, Parsi ha dedicato la sua vita alle politiche rivolte ai minori e alla tutela dell’infanzia e dell’adolescenza, argomenti di cui aveva parlato più volte anche in tv. Scopriamo cos’è successo e tutti i dettagli.
Maria Rita Parsi, la psicologa è morta a 78 anni
Oggi lunedì 2 febbraio 2026 è morta Maria Rita Parsi, psicologa e punto di riferimento in Italia nell’ambito dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. La causa della morte é stata improvvisa, dal momento che domenica mattina la psicoterapeuta si trovava in tv a Check Up su Rai 1. Nata a Roma il 5 agosto del 1947, Parsi è scomparsa all’età di 78 anni, dopo avere dedicato un’intera vita alla psicopedagogia e alla tutela dei diritti dei bambini. Era presidente della Fondazione Movimento Bambino Onlus, associazione fondata nel 1992 per la diffusione della cultura dell’infanzia e per la sensibilizzazione sugli abusi contro i minori, ma anche una dei componenti dell‘Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, nonché membro del Comitato ONU sui diritti del fanciullo di Ginevra dal 2012. Ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere Al Merito della Repubblica Italiana nel 1986.
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Entra nel canale WhatsAppLa carriera televisiva (e non) di Maria Rita Parsi: la battaglia per la tutela dei diritti dei bambini
Maria Rita Parsi aveva imparato a farsi conoscere e apprezzare anche in tv. Dopo avere partecipato alla sceneggiatura della serie Professione vacanze con Jerry Calà (che fu suo paziente), negli anni Novanta e Duemila era stata ospite di varie trasmissioni televisive (più recentemente da Nemo a L’aria che tira) proprio per parlare e fare divulgazione sulla sua battaglia per la difesa dei diritti dell’infanzia e non solo, anche sul piccolo schermo. Ha anche partecipato come giudice a Verdetto finale, in onda su Rai 1, oltre a condurre Zero Zero Carbonella sulla defunta Junior TV. Dal 1995 era iscritta come giornalista pubblicista all’Ordine dei giornalisti del Lazio e in carriera ha collaborato con vari periodici e riviste, da Il Messaggero a Il Giorno fino a Donna Moderna, oltre a pubblicare più di 100 opere tra saggi, romanzi e testi scientifici.
