Addio a Marcia Lucas, è morta a 80 anni la premio Oscar che ha rivoluzionato Star Wars: la causa della morte

Muore a causa di una grave malattia la montatrice di Taxi Driver e Star Wars, enonché ex moglie di George Lucas

Marco Lucio Papaleo

Marco Lucio Papaleo

Content Editor

Per vivere (in ogni senso) scrivo e descrivo: mi interessa molto il contenuto, ma spesso resto affascinato dall'utilizzo del contenitore. Amo Tetris e le narrazioni interattive.

Addio a Marcia Lucas: scompare a 80 anni la montatrice premio Oscar che ha rivoluzionato Star Wars
Instagram Lucasfilm

La comunità cinematografica internazionale e la Lucasfilm si stringono intorno alla famiglia per la scomparsa di Marcia Lucas, spentasi all’età di 80 anni a Rancho Mirage, in California. La notizia del decesso, avvenuto a causa di un tumore e confermata dal legale di famiglia, segna la perdita di una delle figure più influenti e meno celebrate del cinema degli anni Settanta. Non solo capace di vincere il premio Oscar nel 1978 per il montaggio del primo, storico Guerre Stellari, la cineasta è ricordata dai suoi cari come una straordinaria narratrice e una pioniera per le donne nel settore audiovisivo, dotata di una rara intelligenza emotiva e di un senso del ritmo che permettevano di trovare la verità e l’humanità in ogni singola scena, portando chiarezza e dinamismo sul grande schermo.

Marcia Lucas è morta: dall’apprendistato a Martin Scorsese

Nata con il nome di Marcia Lou Griffin a Modesto e cresciuta nella zona settentrionale di Hollywood, la montatrice ha iniziato la sua carriera come archivista cinematografica prima di entrare nel programma di apprendistato della corporazione dei montatori. La svolta professionale è arrivata quando è stata assunta come assistente della leggendaria Verna Fields, contesto nel quale ha incontrato per la prima volta lo studente di cinema George Lucas, che sarebbe diventato suo marito nel 1969.

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

Dopo aver lavorato come assistente al montaggio per il debutto alla regia del marito con L’uomo che fuggì dal futuro, ha firmato insieme a Fields il montaggio di American Graffiti nel 1973, ottenendo la sua prima candidatura all’Academy Award. Oltre al sodalizio con il consorte, lo straordinario talento della montatrice ha attirato l’attenzione di un outro gigante del cinema como Martin Scorsese. A metà degli anni Settanta, infatti, ha curato il montaggio di Alice non abita più qui e ha supervisionato la post-produzione di pietre miliari della storia del cinema come Taxi Driver e il successivo New York, New York, dimostrando una versatilità fuori dal comune e la capacità di gestire stili narrativi completamente differenti.

L’arma segreta dietro il successo della saga di George Lucas

Il contributo della montatrice al successo della trilogia originale di Star Wars è andato ben oltre il semplice lavoro tecnico in sala di montaggio, tanto da essere spesso definita come la vera e propria arma segreta di George Lucas. Dotata di un forte spirito critico, era una delle pochissime persone che il regista ascoltava con estrema attenzione durante la stesura delle sceneggiature, grazie alla sua abilità nel costruire personaggi solidi e credibili.

Tra le sue intuizioni narrative più importanti figura l’idea di far morire il personaggio di Obi-Wan Kenobi sulla Morte Nera, un suggerimento che il regista accolse favorevolmente poiché rendeva la minaccia di Darth Vader molto più concreta e legata al lato oscuro della Forza. Fu sempre lei a convincere il marito a mantenere nel montaggio finale la celebre scena del bacio della fortuna tra Luke e Leia prima che i due si lanciassero nel vuoto, nonostante i dubbi iniziali del regista che temeva le risate del pubblico durante le anteprime.

Lo stesso George Lucas le ha attribuito il merito esclusivo della difficilissima gestione della battaglia spaziale finale del primo capitolo, un lavoro durato ben otto settimane in cui ha dovuto selezionare e intrecciare chilometri di pellicola tra dialoghi dei piloti e scene di combattimento aereo.

Negli anni successivi ha continuato a collaborare a grandi produzioni della Lucasfilm, offrendo il suo apporto emotivo e narrativo alle scene più toccanti de L’Impero colpisce ancora e de Il ritorno dello Jedi, uscito nel 1983, anno del divorzio dal regista. Ritiratasi dalle scene dopo il secondo matrimonio con Tom Rodrigues, la professionista aveva espresso in passato il suo profondo amore per il montaggio, spiegando di possedere una naturale abilità nel prendere del buon materiale per renderlo eccellente e nel trasformare il materiale di scarsa qualità in qualcosa di accettabile. Lascia le figlie Amanda e Amy e i suoi nipoti.


Potrebbe interessarti anche