Mara Maionchi si sbilancia sul primo posto di Sal Da Vinci a Sanremo 2026: "Ha vinto contro cose carine, non sufficienti"
Ospite di De Core Podcast, la produttrice discografica ha parlato della vittoria di Sal Da Vinci a Sanremo 2026. E degli altri brani ritenuti non all'altezza della competizione

Il trionfo di Sal Da Vinci a Sanremo 2026 con il brano Per sempre sì continua a far discutere il pubblico e gli addetti ai lavori. Questa volta a dire la sua, senza troppi giri di parole, è stata Mara Maionchi. Ospite di De Core Podcast, la produttrice discografica più amata d’Italia ha analizzato la vittoria del cantante partenopeo all’Ariston e il suo successivo percorso all’Eurovision Song Contest di Vienna, dove si è classificato al quinto posto.
Sal Da Vinci, il canto all’italiana che non piace a Mara Maionchi
Mara Maionchi non ha mai nascosto le sue preferenze artistiche, da sempre orientate verso l’innovazione e la rottura degli schemi. Di fronte al successo di Sal Da Vinci, la discografica ha espresso un giudizio sincero, riconoscendo il valore della performance ma contestualizzando la vittoria in un’annata festivaliera a suo dire poco incisiva. Ha ammesso che anche lei stessa si aspettava questo primo posto, definendo il pezzo l’unica cosa precisa in gara, specialmente in un contesto in cui non c’erano certo i Beatles. Secondo la produttrice, Sal Da Vinci ha portato sul palco una canzone tradizionale che ha saputo imporsi su una concorrenza fatta di cose carine, ma alla fine non sufficienti.
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Entra nel canale WhatsAppLa produttrice ha spiegato di non essere una grande amante della tradizione melodica classica, a meno che non si tratti di capolavori assoluti storici della canzone napoletana. Ma comunque non ha risparmiato parole di stima nei confronti dell’artista, descritto come una persona perbene che ha sempre svolto il proprio lavoro con enorme dedizione. Una vittoria solida, dunque, arrivata grazie a una maturità tecnica ed emotiva che è mancata agli altri sfidanti.
Dai grandi successi del passato alla critica della musica di oggi
L’intervista è stata anche l’occasione per un emozionante viaggio nei ricordi della straordinaria carriera della produttrice. Mara ha raccontato con particolare affetto le sue scommesse lavorative più grandi, quelle rimaste nel cuore. Ha rievocato gli inizi con Gianna Nannini, una donna rivoluzionaria che doveva solo trovare il modo di sfogarsi prima del miracolo di America, ma ha anche ricordato la grandezza schiva di Mango e l’incanto del successo travolgente arrivato con Tiziano Ferro. Per Maionchi, la soddisfazione più grande del suo mestiere, al di là dell’aspetto economico, resta l’orgoglio di averci visto lungo e poter dire a se stessa di aver avuto ragione.
Il contrasto con la discografia attuale è netta quando si tocca il tema delle nuove tecnologie. Mara Maionchi ha espresso una severa bocciatura verso l’uso massiccio dell’autotune, che le provoca un vero e proprio fastidio fisico, sostenendo che chi fa questo mestiere debba saper cantare per davvero, preferendo la realtà alle correzioni digitali. Anche riguardo al rap ha mostrato un approccio critico, spiegando che questo genere toglie un grande impegno vocale a chi lo pratica, il che può essere accettabile solo se supportato da testi intelligenti e storie reali da raccontare, anziché da banalità. Il perfetto esempio di innovazione genuina resta per lei Lucio Battisti, un uomo stimatissimo che per primo ha scardinato i canoni tradizionali portando al successo il "non-bel canto".
