Malore al concerto dei Pooh all'Arena di Verona, lo show si ferma per soccorrere uno spettatore: è il secondo stop in due giorni

Il concerto dei Pooh si ferma per prestare soccorso a uno spettatore: lo show per i 60 anni di carriera si era già fermato durante la prima a causa del maltempo

Martina Dessì

Martina Dessì

Music Specialist

Ascolto, scrivo, a volte recensisco, smonto classifiche: la musica è il mio primo amore.

L’Arena di Verona, le note immortali di una band che ha fatto la storia della nostra colonna sonora nazionale e un pubblico delle grandi occasioni pronto a festeggiare un traguardo leggendario: i 60 anni di carriera dei Pooh. L’atmosfera, insomma, era quella delle serate magiche, destinate a non essere dimenticate facilmente. Eppure, la musica si è dovuta arrendere di fronte all’imprevisto e alla priorità assoluta della vita umana. Per la seconda volta nel giro di appena due giorni, le circostanze impreviste all’anfiteatro veronese hanno costretto gli artisti a interrompere lo spettacolo per consentire i soccorsi a uno spettatore colto da un improvviso malore in platea.

I Pooh fermano il concerto a Verona

Il concerto era iniziato da pochissimi minuti. Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Riccardo Fogli erano appena saliti sul palco, avvolti dal boato d’affetto del pubblico, quando l’imprevisto ha congelato l’entusiasmo della serata. All’improvviso la musica si è spenta e i grandi riflettori dell’Arena si sono accesi a giorno, svelando la gravità della situazione tra le prime file della platea. Con grande sensibilità e professionalità, i Pooh hanno immediatamente abbandonato il palcoscenico per non intralciare le operazioni e permettere ai soccorritori di agire con la massima tempestività.

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La macchina delle emergenze si è attivata in modo impeccabile, dimostrando l’importanza di una sicurezza ben organizzata in eventi di questa portata. Gli operatori sanitari hanno raggiunto immediatamente lo spettatore per prestare le prime cure sul posto. Nel frattempo, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine, già massicciamente presenti all’interno dell’anfiteatro per il servizio d’ordine, hanno collaborato per gestire l’area e facilitare il passaggio. Dopo circa trenta minuti di soccorsi vissuti con il fiato sospeso da tutte le migliaia di persone presenti, l’uomo è stato finalmente trasportato fuori dall’Arena, caricato su un’ambulanza e trasferito d’urgenza al più vicino ospedale.

La musica fa un passo indietro

Al di là della cronaca nuda e cruda, questo episodio ci spinge a una riflessione più profonda sul mondo dei grandi eventi live contemporanei. Che si tratti di una sfortunata coincidenza, considerando che parliamo del secondo stop in quarantotto ore all’Arena per motivi diversi (la prima era stata fermata da un violento nubifragio che si era imbattuto su Verona), o dello stress accumulato per via delle forti emozioni che serate del genere portano con sé, l’attenzione alla gestione della salute nei grandi spazi si conferma un elemento assolutamente fondamentale.

Ma l’aspetto che più colpisce noi amanti della musica, e che merita di essere sottolineato con forza, è la reazione profondamente umana dell’intera comunità presente. Quando la salute chiama, tutto lo show business deve saper fare un passo indietro senza esitazioni. E quindi, spegnere gli amplificatori in un tempio della musica come l’Arena dimostra quanto la dimensione dei Pooh sia, prima di tutto, una questione di rispetto e affetto sincero per il proprio pubblico. E non ci aspettavamo che succedesse qualcosa di diverso. Il concerto è ripreso subito e dal principio ma il pensiero di tutti noi va alla famiglia dello spettatore soccorso, purtroppo venuto a mancare subito dopo l’arrivo in ospedale.


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