Mahmood super-testimone nel processo: il caso dello stilista accusato e le richieste della difesa

Il cantante sarebbe stato invitato a comparire a New York, in veste di testimone oculare, per chiarire su una vicenda che coinvolge lo stilista Riccardo Tisci. Ecco i dettagli.

Tommaso Pietrangelo

Tommaso Pietrangelo

Giornalista

Autore, giornalista, cantautore. Laureato in Letterature Straniere, è appassionato di cinema, poesia e Shakespeare. Scrive canzoni e ama i gatti.

Mahmood
IPA

Il cantante Mahmood, chiamato a testimoniare in un procedimento civile che coinvolge lo stilista Riccardo Tisci, si ritroverebbe al centro di una vicenda giudiziaria complessa e delicata. Pur non essendo direttamente accusato di alcun reato, l’artista comparirebbe nelle carte depositate presso la Corte Distrettuale del Distretto Meridionale di New York. Il suo nome è infatti indicato tra quelli presenti alla serata in cui il modello Patrick Cooper sostiene di essere stato drogato, e successivamente aggredito sessualmente da Tisci. Ecco i dettagli.

Perché Mahmood sarebbe stato chiamato a testimoniare

Stando a quanto riportano le principali agenzie, Mahmood (al secolo Alessandro Mahmoud) sarebbe indicato negli atti come testimone oculare di parte della serata al centro dell’inchiesta. Cooper, che ha avviato una causa civile nell’aprile 2025, avrebbe raccontato di aver conosciuto Tisci – stilista ed ex direttore creativo di Givenchy e Burberry – durante il Pride 2024 in un locale di Harlem, nel corso di una serata a cui avrebbero partecipato lo stesso Cooper, un suo amico, lo stilista e il cantante italiano.

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Nella sua versione, il modello sostiene che l’unico drink bevuto quella notte gli sarebbe stato portato proprio da Mahmood e che, poco dopo, avrebbe iniziato a sentirsi ‘strano’, fino a perdere lucidità e memoria. Cooper attribuirebbe quel blackout alla possibile presenza di una sostanza stupefacente nel bicchiere, ipotizzando che la droga possa essere stata versata preventivamente dallo stilista, oppure che Mahmood (ma nulla di questo è stato provato) l’avrebbe aggiunta su richiesta dello stesso. Si tratterebbe comunque di affermazioni che dovranno essere verificate in sede processuale.

In seguito, Cooper racconta di essersi risvegliato nudo nell’appartamento di SoHo dello stilista, in stato di confusione, parlando di un contatto sessuale non consenziente. Versione smentita in modo categorico dalla difesa dell’ex direttore creativo. Gli avvocati di Tisci definiscono infatti le accuse "categoricamente false e malevole" e si dicono fiduciosi di poter dimostrare l’infondatezza delle contestazioni nel corso dell’istruttoria.

La posizione della difesa e la richiesta di acquisire telefono e chat di Mahmood

È importante sottolineare che Mahmood non risulterebbe indagato né imputato al momento. Il suo ruolo sarebbe esclusivamente quello di testimone, chiamato a chiarire la dinamica delle ore precedenti al presunto episodio di violenza. Secondo quanto emerge dagli atti, sarebbe stata la difesa dello stilista – e non il querelante – a chiedere formalmente che il cantante venisse sentito, ritenendo la sua versione cruciale per definire lo stato di lucidità dei presenti, l’atmosfera nel locale e la scansione temporale degli eventi.

Tuttavia, i tentativi iniziali di ottenere una deposizione volontaria da parte dell’artista non avrebbero avuto esito. Motivo per cui il team legale dello stilista avrebbe chiesto tramite la Convenzione dell’Aia la comparizione di Mahmood. Domandando anche che il teste, in occasione di un’eventuale audizione, metta a disposizione il proprio telefono, comprese chat, SMS e messaggi WhatsApp pertinenti alla vicenda. Per verificare eventuali contatti con le parti coinvolte prima e dopo la notte in questione.

Così oggi, mentre lavora a nuova musica lontano dai riflettori, e si costruisce una quotidianità più anonima in Spagna, Mahmood si trova potenzialmente chiamato a comparire in un tribunale americano. Il suo racconto, quando e se sarà reso in sede giudiziaria, potrebbe rivelarsi decisivo per chiarire cosa sia davvero accaduto tra Patrick Cooper e lo stilista Tisci quella sera a New York.


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