Madonna, caos con l’intelligenza artificiale e ‘Like a prayer”: l’Australia la 'bandisce', svolta anche in Italia. Perché

Una canzone creata dal produttore e DJ australiano Josh Fawaz ha mandato in subbuglio le classifiche. E intanto il nostro paese si sta attrezzando. Ecco i dettagli.

Tommaso Pietrangelo

Tommaso Pietrangelo

Giornalista

Autore, giornalista, cantautore. Laureato in Letterature Straniere, è appassionato di cinema, poesia e Shakespeare. Scrive canzoni e ama i gatti.

Madonna
IPA

Senza volerlo, Madonna ha scatenato il putiferio nel mondo della musica pop (e non solo). Colpa di una cover dell’iconico pezzo "Like a Prayer", generata con l’intelligenza artificiale dal produttore e DJ del Queensland Josh Fawaz. Il brano era rimasto in cima alle classifiche australiane per 16 settimane, senza che l’autore avesse cura di segnalare l’uso massiccio di AI al suo interno. Nel mezzo del polverone scatenato in Australia, l’ARIA (Australian Recording Industry Association) avrebbe quindi deciso di bandire dalle classifiche ufficiali del paese le canzoni generate interamente con l’AI. Una svolta rivoluzionaria, a cui anche l’Italia avrebbe fatto eco, con la FIMI che ha appena introdotto nuovi principi per disciplinare l’uso dell’AI nella musica. E intanto Spotify ha già annunciato l’introduzione di un’etichettatura specifica per gli artisti generati dall’intelligenza artificiale. Mentre Apple Music promette un ‘bollino’ ad hoc per le canzoni AI. Ecco tutti i particolari.

Madonna, la cover AI di "Like a Prayer" e la reazione choc in Australia

Tutto è partito, o meglio, è precipitato, con il successo clamoroso di una cover di Madonna. In Australia, il brano "Like a Prayer" pubblicato dal DJ e produttore Josh Fawaz ha fatto letteralmente il botto, finendo nella Top 20 australiana dei singoli per 16 settimane, con 48,5 milioni di ascolti su Spotify e il primo posto nella classifica ARIA Top 20 Australian Dance Singles. Peccato che il pezzo utilizzi voce e batteria generate dall’AI. A rivelarlo è stato lo stesso Fawaz, che dopo settimane di sospetti ha ammesso di aver usato in modo massiccio l’intelligenza artificiale, aggiornando di conseguenza la scheda della canzone su Spotify.

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

A stretto giro, l’ARIA, cioè l’ente che si occupa di stilare le classifiche musicali ufficiali in Australia, avrebbe confermato che il pezzo di Fawaz non rispetta più i requisiti di ammissibilità alle suddette classifiche. Dalle chart ufficiali sono state infatti escluse tutte le canzoni generate in maniera preponderante con l’AI, e non potranno concorrere nemmeno negli annuali ARIA Music Awards. Va sottolineato, però, che resteranno ammesse (almeno per ora) tutte le canzoni in cui l’AI ha solo un ruolo marginale, di supporto. Mentre per il resto dei brani verrà utilizzato un sistema di etichettatura automatico per scovare chi non rispetta le regole. Un vero e proprio terremoto, che si è già propagato nel mondo della musica a livello globale.

La mossa di FIMI in Italia e gli annunci di Spotify e Apple

In Italia, ad esempio, la FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) ha confermato l’introduzione di nuovi principi per regolare l’utilizzo dell’AI, ed ha già impedito per queste ragioni al brano di Gisèle "Dimanche Midi Pile" di entrare in classifica. "La policy", ha spiegato la Federazione in una nota, "stabilirà un confine netto tra la creatività guidata dall’essere umano e le opere puramente sintetiche o generate da modelli di IA non autorizzati. Contribuirà inoltre a garantire che i brani con un numero di ascolti gonfiato in modo fraudolento non vengano riconosciuti e celebrati nelle classifiche".

Quanto ai servizi di streaming, diversi colossi si stanno già attrezzando per rispondere alle proteste di artisti, etichette e ascoltatori. Spotify ha annunciato per settembre l’introduzione del contrassegno "AI Persona", un’etichetta che dovrebbe indicare quando l’identità dell’artista non corrisponde a una persona reale. Ancora più drastica sarà invece la mossa di Apple Music, che a quanto pare entro fine anno implementerà "Made with AI", un bollino ad hoc per le canzoni create con l’intelligenza artificiale.

La popstar Madonna, pur senza volerlo, sembra aver dato il ‘la’ a una contro-rivoluzione senza precedenti. Per il bene degli artisti e degli ascoltatori, si spera.


Potrebbe interessarti anche