Luca Zingaretti prende le distanze da Montalbano: “Non facciamo paragoni impossibili”, poi la confessione

L'attore racconta Marco Paraldi, il cronista diventato vinaio protagonista della nuova serie crime, Il Metodo Paraldi, tratta dai romanzi di Fabrizio Roncone.

Melania Fiata

Melania Fiata

Giornalista

Laureata in Lettere, divoratrice di libri e serie. Scrivo di spettacoli, film e TV.

Luca Zingaretti torna a vestire i panni di un investigatore, ma avverte subito: nessun paragone con Montalbano. In un’intervista al Corriere della Sera, l’attore racconta Marco Paraldi, protagonista de Il metodo Paraldi, la nuova serie crime tratta dai romanzi di Fabrizio Roncone e diretta da Giuseppe Gagliardi. Il personaggio è un ex giornalista diventato vinaio, incapace però di rinunciare al fiuto per le inchieste e alla ricerca della verità. Otto episodi ambientati a Roma, tra crimini irrisolti, personaggi ambigui e conflitti personali, arriveranno nel 2027 su Paramount+.

Luca Zingaretti dopo Montalbano: "Ecco perché ho amato subito Marco Paraldi"

In un’intervista al Corriere della Sera, Luca Zingaretti racconta il suo rapporto con Marco Paraldi, protagonista della nuova serie Il Metodo Paraldi, tratta dai romanzi di Fabrizio Roncone e diretta da Giuseppe Gagliardi. L’attore apprezza soprattutto la complessità del personaggio, lontano dall’immagine dell’eroe perfetto: "Ho amato subito Marco Paraldi perché è un uomo libero". Paraldi è infatti un uomo determinato e autentico, ma anche ostinato, pieno di contraddizioni e fragilità. Zingaretti lo definisce "il buon amico che tutti vorremmo, ma anche lo sciamannato donnaiolo che non riesce a prendersi un impegno con nessuna".

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Luca Zingaretti e la confessione sulla sua carriera: "Dopo sei mesi ho capito che non avrei potuto fare altro"

Dopo aver lasciato il giornalismo e aver aperto una vineria, Paraldi non riesce però ad abbandonare il suo istinto investigativo. Per Zingaretti "se sei un cronista di razza puoi anche ritirarti e aprire una vineria, ma l’adrenalina dell’indagine ti mancherà sempre, come l’ossigeno". Il protagonista continua quindi a interessarsi ai casi delle persone più deboli e a cercare giustizia per chi non ha voce. L’attore racconta anche il proprio percorso professionale, ricordando che inizialmente pensava di diventare giornalista. La sua vita cambiò quando, quasi per caso, provò l’esame per l’Accademia d’Arte Drammatica e venne ammesso: "Dopo soli sei mesi capii che non avrei potuto fare altro nella vita". Zingaretti invita inoltre a non accostare automaticamente Paraldi a Montalbano: "Ma per favore non facciamo paragoni impossibili con Montalbano. Non si possono accomunare dei ruoli solo perché magari vestono di blu o affrontano un’indagine".

Luca Zingaretti: "Paraldi è allergico alle ingiustizie"

La serie utilizza Paraldi per raccontare anche una Roma fatta di contrasti, dove persone provenienti da ambienti sociali molto diversi finiscono per incontrarsi nella sua vineria. Il protagonista, nato a Testaccio e "allergico ai potenti e alle ingiustizie", si muove tra questi mondi grazie alla sua esperienza da cronista e alla capacità di conoscere le diverse facce della città. Alla fine emerge soprattutto il lato umano di Paraldi: un uomo che affronta i problemi esterni mentre cerca di superare le proprie difficoltà personali. Zingaretti lo descrive come "un uomo vero, con pregi e debolezze, che affronta sfide esterne mentre tenta di rimarginare le sue ferite interiori, di godersi le vittorie e di curare le proprie sconfitte".


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