Lorenzo Fragola è tornato: "Chi mi ha chiesto se fossi morto confonde la visibilità con l'esistere"
Lui intanto faceva i conti con la depressione, gli attacchi di panico e il suo passato lavorativo. Ora ha un nuovo singolo in promozione e un album in lavorazione. Più vivo di così…

"Sono più vivo che mai e da grande voglio fare il cantante", concludeva così Lorenzo Fragola l’intenso monologo attraverso il quale ha raccontato la sua storia a Le Iene. E, parlandoci, per quanto a distanza, l’impressione è proprio quella. Dall’apparizione nel programma di Davide Parenti è passato circa un mesetto durante il quale è uscito Storte, il suo nuovo singolo (spoiler: nel video trovate qualche curiosità a riguardo). Il brano, ci racconta lui sul finire dell’intervista, è solo un’anticipazione di un progetto più grande: nuove canzoni, un album il cui corpo è già pronto, e un non meglio specificato "contorno". Per ora non ci sono date, o forse non si possono ancora comunicare, ma quando ne parla traspare tutto l’entusiasmo, compare un sorriso genuino, di cui forse nemmeno si è accorto.
Niente pressioni, solo un "approccio positivo" a prescindere da come andranno le cose: "Se faccio San Siro e milioni di ascoltatori su Spotify va bene, se non succede va bene lo stesso", spiega allargando le braccia. È andata così anche con Sanremo 2026: "Non mi aspettavo di essere preso. Credo che nessuno debba aspettarselo perché non è un diritto essere lì", continua durante la chiacchierata con serenità. La stessa serenità con cui analizza il suo passato, sia il glitter & gold della vita dopo X Factor fatta di un paio di Festival, tanti impegni e hit, sia le ombre che sono arrivate dopo. La depressione, gli attacchi di panico, la solitudine e la poca visibilità. Tanto che qualcuno gli ha chiesto, scherzando, se fosse morto: "Può anche ferire, c’è chi confonde la presenza in tv con l’esistere. Non è così".
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Entra nel canale WhatsAppL’intervista è l’occasione per approfondire altri aspetti della sua storia affrontati anche nel monologo andato in onda su Italia 1. Da quella voglia di rallentare per "capire chi sei" proprio quando il mondo ti dice che dovresti battere il ferro finché è caldo alla "vittoria che ha tanti padri, mentre la sconfitta è orfana". L’impressione, anche leggendo sue dichiarazioni del passato, è che sia un j’accuse al mondo discografico, in cui qualche collega, che ha commentato il post de Le Iene, potrebbe essersi ritrovato. Lui, però, ci tiene a chiarire che non ha rancore per nessuno: "È solo uno spunto per ragionare sul meccanismo e, magari, gestire meglio le cose in futuro".