Garlasco in Tv, Lovati sconvolge tutti: "Può arrivare una confessione". La stoccata di De Rensis sui moventi
Massimo Giletti nella prima puntata del 2026 de Lo Stato delle Cose in onda lunedì 12 gennaio, ha dedicato ampio spazio al delitto di Garlasco, dando voce a Lovati e De Rensis

Prima puntata dell’anno, lunedì 12 gennaio 2026, per "Lo Stato delle Cose" condotto da Massimo Giletti, che non poteva non dedicare ampio spazio al delitto di Garlasco e all’andamento della nuova indagine, a maggior ragione ora che ci avviciniamo a conoscere quali saranno le decisioni a riguardo della Procura. Si attende infatti l’esito della consulenza effettuata dalla Professoressa Cristina Cattaneo, oltre alla nuova BPA dei Ris di Cagliari, mentre sembra essere probabile il rinvio a giudizio di Andrea Sempio.
Garlasco, Lo Stato delle Cose, puntata 12 gennaio 2026 – Le indagini tra movente e possibili confessioni
Massimo Giletti parte mostrando la testimonianza andata in onda ieri a "Le Iene", dove c’è stata una persona che ha rivelato di avere visto una giovane donna la mattina del delitto nei pressi della villetta di via Pascoli, dove viveva Chiara Poggi. Il conduttore fa subito una sua annotazione che ritiene importante alla luce di quanto accaduto negli anni: "Non vorrei che su Crans Montana vengano fatti gli stessi errori commessi su Garlasco, nei primi momenti bisogna operare in un certo modo, la storia di Garlasco ci insegna che certi errori non dovrebbero mai essere fatti".
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Entra nel canale WhatsAppIl giornalista prosegue nel suo intervento: "Questa intervista è particolare, riapre il mondo delle gemelle Cappa, bisogna essere cauti perché ricordo che hanno dato il loro DNA, senza mostrare resistenze, cosa che invece ha fatto Sempio".
In collegamento è presente anche l’avvocato Massimo Lovati, che fino a qualche tempo fa assisteva Andrea Sempio, rivederlo sullo schermo spinge Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi a fare una battuta: "Ha fatto il lifting? È ringiovanito di 10 anni, io sono invecchiato, lui ringiovanito, non sembra nemmeno lui".
Lovati mesi fa aveva riferito di temere per quello che era il suo assistito che potesse uscire un coniglio dal cilindro, lui ora precisa questa frase: "Quella era una metafora, la novità che sarebbe eclatante potrebbe scaturire esclusivamente da una confessione, non da altro. Non dell’indagato ovviamente, ma di un correo, solo in questo modo l’indagine potrebbe riuscire a scavalcare quella montagna del concorso che finora non è stata superata. Secondo me non esiste, il fatto che non possa esistere in natura non significa che non possa esistere in letteratura. Può essere un correo di Stasi, di Sempio, ma anche di qualcuno che per ora è ignoto, ma è qualcuno che fa una confessione".
Si torna poi a parlare della testimonianza di Marco Muschitta, che ora sembra riavere valore dopo quanto emerso a "Le Iene", ma la sua teoria viene smorzata dal generale Garofano: "L’autorità giudiziaria lo ha sempre ritenuto inaffidabile, la sua posizione è stata chiarita. Sulla famiglia Cappa è stata fatta un’indagine quando si è arrivati alla condanna di Alberto Stasi, spero che l’autore de ‘Le Iene’ abbia suggerito che queste testimonianze siano valorizzate dalle attuali indagini, ma per me per ora non hanno valore, Le parole di Muschitta sono suggestive, ma sono stati fatti dei riscontri, che lo hanno reso inattendibile". Non può che essere importante a riguardo l’opinione di De Rensis: "Rispondo con un po’ di imbarazzo, conosco le persone citate solo televisivamente, processualmente per me non hanno alcun rilievo, può darsi che l’inattendibilità di Muschitta abbia contagiato altri testimoni".
Giletti nel frattempo manda in onda una vecchia intercettazione tra l’ex maresciallo Marchetto, che si era occupato inizialmente delle indagini a Garlasco, e l’ex capo di Muschitta, convinto che lui abbia detto quello che davvero ha visto. Su questo è importante l’opinione di De Rensis: "Il padre dell’inattendibile parla di fuoco incrociato sulle domande fatte, quasi come se avesse parlato con qualcuno o laureato in giurisprudenza. L’ex capo invece dice: ‘Lo hanno portato là’, bisognerebbe capire quando e farlo chiarire. Detto ciò, non credo a una parola di Muschitta". Su questo arriva la chiosa di Giletti: "Quindi non crede nemmeno al testimone de ‘Le Iene’?". Lui replica: "Forse si sarà fatto suggestionare".
Giletti fa anche una domanda importante a Lovati, chiedendogli se potrebbe essere disposto a tornare ad assistere Sempio, che ha avuto parole positive per lui a ‘Verissimo’: "Io vorrei tanto – dice lui a sorpresa –. Se ci fosse la possibilità di essere in tre sarei al loro fianco, ma spetta solo ad Andrea stabilirlo. La mia volontà c’è, eccome, penso che potrei aiutarlo tanto nella difesa. È stata una scelta strategica non farlo sottoporre al DNA".
L’analisi del computer e i dubbi da chiarire
Uno spazio della trasmissione viene poi dedicato al PC di Chiara Poggi, visto che è emerso recentemente che una delle ultime cose che lei ha visto era un video dove si nota Sempio insieme ad alcuni amici creare caos in una scuola. Giletti fa subito una precisazione. "Fino a qualche tempo fa gli inquirenti si erano interessati solo al computer di Alberto Stasi, ora stanno analizzando anche quello di Chiara. O comunque in maniera maggiore rispetto al passato".
Adesso ci sono degli scontri tra i consulenti della famiglia Poggi e due esperti che avevano aiutato il dottor Vitelli a indagare allora sul computer di Alberto, gli ingegneri Porta e Occhetti, permettendo anche di individuare il suo alibi. Il conduttore, supportato da De Rensis invita a chiarire la loro posizione, visto che a "Quarto Grado" avevano fatto capire che loro lavorassero per la difesa di Stasi. Anzi il legale mette in evidenza come questo concetto sia stato sostenuto da un giornalista che definisce "attempato" Paolo Colonnello, sottolineando che "io mi ricordo i nomi, qualcun altro no" (in riferimento a quando Nuzzi in diretta ha finto di non ricordare il suo, ndr). "Noi abbiamo le spalle sufficientemente grandi, possiamo permettere anche alla maldicenza di esercitarsi su di noi – rispondono –. Noi non abbiamo mai assunto incarico da alcuna delle parti interessate al procedimento, ma nemmeno da testate giornalistiche. Il nostro interesse è quello di contribuire a comprendere meglio cosa sia successo a Chiara, e allo stesso tempo rappresentare un’informazione equilibrata e corretta. Questo è lo spirito che ci ha mosso dall’inizio. Ci sono avvocati in studio che possono confermare che se noi volessimo usare l’astuzia potremmo attendere le querele e rispondere nelle opportune sedi, ma questo si rifletterebbe in modo negativo su una parte a cui noi siamo vicini per la perdita che ha avuto. Non abbiamo altro interesse".
Ma come è finito quel video sul computer di Chiara? "Noi non possiamo dirlo, è stato creato a gennaio, è stato salvato il 20 luglio e ha avuto probabilmente un passaggio su un supporto intermedio prima di arrivare su quel PC. Noi agiamo sulla base di documentazione presente in atti, il RIS ha prodotto ampia documentazione sull’attività Internet e su quella informatica prodotta da Stasi, Chiara e gli altri dispositivi. Da quello possiamo dedurre alcune informazioni mai prese in considerazione".
Il conduttore non manca di interpellare De Rensis su una dichiarazione emersa in mattinata pronunciata da Paolo Reale, che ha addirittura ipotizzato una reazione negativa da parte di Alberto dopo avere visto che Chiara aveva modificato la sua tesi mentre lui era lontano per controllare il cane. "Chiara lo aiutava. Pochi giorni fa ho sentito parlare di una ragazza portoghese che era a Londra con lui e che avrebbe potuto suscitare gelosie in Chiara, in passato Reale sosteneva che Sempio frequentasse pochissimo la casa, poi le cose sono cambiate. È tutto normale, si possono avere ricordi diversi, sfocati, sbagliati. Ora sento che verranno repertati oggetti dopo 18 anni, ma inutilizzabili. Esiste il fumo negli occhi, ogni 3-4 giorni c’è un movente che si sovrappone all’altro". Questo pensiero legato alla testi lascia interdetto lo stesso Giletti, che chiosa: "Non replico, mi sembra paradossale".
