Giletti nel caos, Lovati lancia la bomba su Garlasco: "Chiara ha scoperto cose innominabili". Poi le urla su Crans Montana

La puntata de Lo Stato delle Cose di lunedì 9 febbraio 2026 è stata ricca, toni accesi su Crans Montana. Poi Lovati ha dato la sua opinione sul delitto di Garlasco

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Redazione

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Massimo Guletti Massimo Lovati
RaiPlay

La puntata de "Lo Stato delle Cose" di lunedì 9 febbraio 2026 era annunciata come particolarmente incandescente e non ha deluso le aspettative, almeno per quanto riguarda i toni, non sempre pacati.

Massimo Giletti aveva infatti sul tavolo due argomenti estremamente "caldi", come la strage di Crans-Montana, evento impossibile da dimenticare per i tantissimi giovani che hanno perso la vita, e i gli sviluppi dell’indagine delitto di Garlasco, con le nuove teorie di Massimo Lovati, ex avvocato di Andrea Sempio, attuale indagato, in merito a chi può avere ucciso Chiara Poggi.

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Lo Stato delle Cose, puntata 9 febbraio 2026: polemiche e amarezza per Crans Montana

È impossibile non essere rimasti colpiti dalla strage di Crans Montana, che ha visto la morte di più di quaranta ragazzi, molti dei quali minorenni, che si trovavano nel locale Le Constellation pensando di festeggiare il Capodanno con amici e hanno invece trovato la morte. A rendere ancora più pesante lo stato d’animo dei familiari, ma anche di tutti noi, è stata la decisione presa dalle autorità svizzere, che hanno permesso al proprietario della struttura, Jacques Moretti, di uscire su cauzione dal carcere dopo pochi giorni.

Il clima in studio si è fatto però pesante, soprattutto per la presenza del senatore e ambasciatore della Svizzera, Filippo Lombardi, che ha ritenuto inaccettabili i modi di Giletti, soprattutto per una frase ritenuta inaccettabile: "Io mi vergognerei di essere svizzero". Di fronte a questo l’uomo ha minacciato più volte di interrompere il collegamento, sottolineando di non gradire minimamente l’atteggiamento mostrato nei suoi confronti. Anzi, è stato sottolineato, alla presenza dei genitori di una delle vittime l’arrivo di un risarcimento, anche se decisamente lieve e comunque non sufficiente ovviamente per lenire il dolore.

Giletti ha provato comunque a difendersi: "Non sono stato orgoglioso di essere italiano quando è caduto il Ponte Morandi", ma questo è servito solo in parte per riportare la calma. Su tutti si è sollevato poi il grido di Tommaso Cerno, direttore de ‘Il Giornale’, che ha fatto suo un pensiero che accomuna tutti noi: "Dobbiamo ancora capire chi sono questi Moretti! Fate le indagini e fateci sapere come sono morti i nostri ragazzi". Lombardi con tono più calmo interviene in chiusura in merito a una questione importante, ovvero chi possa avere pagato la cauzione: "Quello che so è che il 19 febbraio la magistratura italiana sarà presente e incontrerà la Procura vallesana. Si parla tanto, ed è la ragione per cui l’ambasciatore italiano viene tenuto a Roma, della richiesta di una squadra di inchiesta mista, ma non è mai arrivata, penso si discuterà di questo il 19".

Garlasco, Lo Stato delle Cose, puntata 9 febbraio 2026: le teorie di Lovati sul delitto

Giletti inizia la parte della trasmissione dedicata a Garlasco facendo il punto della situazione: "Un anno fa Andrea Sempio veniva iscritto nel registro degli indagati, da allora ogni settimana è arrivata una novità. Oggi la Procura sta lavorando sui computer, sia di Chiara Poggi, sia di Alberto Stasi".

Attesissimo è l‘avvocato Lovati, che fino a qualche tempo fa assisteva Sempio, ma che sembra avere convinzioni importanti sull’omicidio, come ha raccontato alla giornalista Ilenia Pietracalvina alla vigilia del programma. "Tempo fa avevo detto che dopo la fine dell’incidente probatorio saremmo andati in letargo per almeno un anno e mezzo – dice -. A meno che non salta fuori quello là, il coniglio bianco. Non hanno dimostrato il concorso, né lo dimostreranno, è stata una persona sola, un sicario. Chiara stava scoprendo l’arcano, creava problemi a tutti, cardinali, politici. Questa indagine è volta solo a ottenere la revisione del processo di Alberto Stasi, a loro interessa solo quello. Manca poco alla scarcerazione, a lui avevano promesso l’impunità. Sempio viene archiviato oppure prosciolto, Stasi viene riabilitato dal processo di revisione. Sai come ha fatto Ponzio Pilato? Tutto fumo e niente arrosto".

In studio il legale precisa meglio il suo punto di vista: "Io sono sincero, ho ribadito quello che ho sempre detto, questa è un’inchiesta finta, ci ritroveremo tra sei-sette mesi o un anno e vedrete che io ho avuto ragione". Giletti non può non chiedere l’opinione dell’avvocato Antonio De Rensis, che assiste Stasi: "Accolgo le frasi del collega come quelle di un opinionista, visto che non appartiene più alla difesa. Io credo che questa sia un’indagine molto seria, che ha come unico scopo quello di stabilire forse un’altra verità, o comunque di sanare errori, buchi che esistono e sono sotto gli occhi di tutti. Dove arriveranno lo scopriremo tra qualche mese, ma di certo non è un’indagine per Alberto Stasi". Lovati replica: "È un’indagine ondivaga, il concorso non esiste, è stato un omicidio su commissione, mancano l’arma del delitto, il movente. A voler uccidere è una Spectre, un’organizzazione criminale, Chiara viene uccisa perché aveva scoperto cose innominabili, che mettevano a repentaglio la vita di questa organizzazione".

Giletti lo incalza: "Si riferisce alle ricerche che Chiara faceva sul computer? Quelle legate a pedofilia e pornografia? Aveva capito qualcosa". Lui risponde: "Lei ha sul suo computer cose simili? Io no, le cercava perché era venuta a sapere qualcosa. Il tema dell’anoressia è importante, lei si interessava della cugina che era anoressica, ma aveva anche dichiarato di essere stata abusata". Pietracalvina lo ferma, sottolineando che il papà delle gemelle ha sempre negato questo, anche Giletti lo invita a stare calmo perché poi si rischiano querele: "Si dice, ma ha sempre negato", chiude il giornalista.

Su questo interviene anche il generale Garofano, che non solo si era occupato delle indagini all’epoca del delitto, ma è stato anche recentemente consulente di Sempio: "Io credo che questa nuova indagine vada difesa, farà chiarezza una volta per tutti su quello che non era emerso allora. Mi sembra che però a carico di Sempio non sia uscito nulla, e lo dico in modo neutrale. Questo potrà servire per ridare serenità a quel ragazzo, magari avremo una conferma di quello che è stato stabilito in maniera definitiva in passato. Chiaramente ogni contributo di cose che non si potevano fare allora deve essere accettato plaudendo la Procura, che sta facendo gli approfondimenti che allora non si potevano fare".

De Rensis ci tiene a rispondere all’ex capo dei RIS: "Ritengo che per ora non ci siano molti elementi, ma forse tra poco ci saranno. Credo che questa indagine stia procedendo con solerzia e in segreto, dalla Procura non è mai uscito niente, quello che è uscito non è mai uscito dalla Procura, così si fanno le indagini. Credo che tra qualche mese avremo una verità più completa, non so quale sarà. ma staremo a vedere.A oggi gli elementi sono ridotti, che rimangano ridotti non ne sono sicuro".

Giletti chiede poi chiarimenti su Flavius Savu, oggi in carcere, che si dice abbia avuto storie sessuali pagato da Don Gregorio, che era a capo del Santuario della Bozzola di Garlasco. Il romeno ha sempre avuto una teoria simile a quella di Lovati, l’avvocato pone però un interrogativo importante: "Come ha fatto Don Gregorio a portare 150 mila euro a Savu? Era un parroco di provincia, come ha fatto? Savu mi raccontava che c’erano i vasi dei fiori pieni di fogli di 500 euro, ma non erano offerte". Il giornalista chiede se Don Gregorio c’entri qualcosa, lui replica: "È uno spunto, una parte della Spectre. Ora cercano i documenti pedopornografici nel computer di Chiara, per loro è il movente, ma che movente? Se ci sono documenti che vanno a confermare le ricerche che lei faceva sulla pedofilia, pedopornografia, anoressia, cocaina cattiva e commercio di organi umani. Chi ha queste ricerche nel computer? Nessuno, ma lei sì. Quelle organizzazioni criminali si basano sul mutuo soccorso, basta che ci sia un affiliato che chiede aiuto per la sua reputazione e gli altri sono obbligati ad assisterlo". Giletti chiede a De Rensis il suo pensiero, lui è laconico: "Non ho la patente per guidare questa automobile, preferisco osservare".

I dubbi sui computer di Chiara e Alberto

Giletti fa poi leva su un documento, relativo al lavoro che sta facendo la Procura sui computer di Chiara e Alberto, ma con degli omissis, ancora non chiari. Interviene De Rensis: "Sono spunti investigativi approfonditi, che è giusto che nessuno in questo momento sappia, come si fa con le indagini serie".

Il conduttore non può che chiedere un parere a Garofano, visto che si era occupato del caso in passato: "La nuova tecnologia permette miracoli?". Questa la sua risposta: "Miracoli no, ma si possono ricavare informazioni che allora non era possibile evidenziare, anche in virtù della navigazione che era stata fatta dai carabinieri di Vigevano. Io li voglio assolvere ancora, le ricerche miravano solo ad avere informazioni investigative, non c’erano esperti, è successo 18 anni fa, sul computer di Stasi io mi raccordo con quello che dicono le sentenze, c’erano foto che l’autorità giudiziaria definisce raccapriccianti, vediamo cosa sono e quando sono state aperte come ci dicono le anticipazioni uscite dalla perizia della famiglia Poggi". Arriva la replica di De Rensis: "Oggi siamo in uno stato democratico, le sentenze si rispettano, io mi genufletto, ma da cittadino italiano le posso commentare e criticare. Svuotare il cestino non si faceva nel 2007, negli anni prima, nel Medioevo, è un’attività senza alcun senso", Garofano dice invece: "Non c’erano le competenze, chi ha visto il PC aveva la terza media". L’avvocato dice ancora la sua: "io non me la prendo con il carabiniere con la terza media, me la prendo con Sangiuliano, con Cassese e vado giù fino all’ultimo dei carabinieri che come lei sa, generale, risponde a una filiera di comando, di comando! Quando c’era il medico legale, e ci è stato detto essere colui che ha rivoltato il corpo della povera Chiara, non è che doveva esserci un carabiniere semplice a dirigere le operazioni. Gli ufficiali dov’erano, il Pm dov’era?, Arrivano Sangiuliano, Cassese e dicono: ‘Questo computer non si tocca‘, come ha fatto lei che ha cristallizzato una scena che era stata devastata. Erano entrati in venti".

Garofano continua comunque a difendere l’operato di un tempo: "Erano diciotto anni fa, nell’omicidio di Pierina Paganelli è stata data una cattiva attenzione posta agli abiti e sono stati fatti ammuffire. Gli errori si fanno ancora oggi, anche se non sono giustificabili, figuriamoci diciotto anni fa".

Giletti ci tiene a fare una precisazione: "Sempio, che frequenta Quarto Grado da Nuzzi con costanza, ha detto una cosa importante sulla pornografia: ‘Se vanno a controllare i miei hard disk potrebbero trovare materiale pornografico, io divento il mostro, come Stasi’". Lovati minimizza: "È sincero, tutti i ragazzi hanno contenuti porno", ma questo merita la precisazione di De Rensis: "La grande differenza è come vengono trattati, vedremo se ci saranno porno di Serie A, Serie B, Serie C, porno di cui si potrà parlare o su cui si dovrà svenire".


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