Litfiba, il ritorno infiamma il tour dei 40 anni, il concerto colpito dalle polemiche: "non perde occasione, non è più cantante"

La storica formazione dei Litfiba celebra i quarant'anni di 17 Re con due concerti sold out tra Bologna e Firenze: in scaletta i grandi classici

Virginia Destefano

Virginia Destefano

Social Media Manager & Copywriter

Una passione smisurata per le serie TV. Laurea in Cinema, Televisione e New Media, videomaking e scrittura sono il mio passatempo preferito.

Sono bastate poche note per riportare il pubblico indietro di quarant’anni. I Litfiba sono tornati insieme per celebrare 17 Re, uno degli album più rappresentativi della storia del rock italiano, dando vita a una reunion che sta richiamando migliaia di fan in tutta Italia. Dopo il concerto di Bologna, la band ha conquistato anche Firenze con uno show di oltre due ore che ha alternato i grandi classici a momenti di forte impatto emotivo e politico. Sul palco è salita la formazione storica guidata da Piero Pelù e Ghigo Renzulli, accolta da due arene gremite e da un entusiasmo che non sembra essersi mai spento.

Il tour dei Litfiba celebra i 40 anni di 17 Re

La reunion nasce per festeggiare il quarantesimo anniversario di 17 Re, disco pubblicato nel 1986 e considerato una pietra miliare del rock italiano grazie alla fusione tra new wave, post-punk, sonorità mediterranee e rock più diretto. Per l’occasione sono tornati insieme Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Gianni Maroccolo e Antonio Aiazzi, mentre alla batteria c’è Luca Martelli, già collaboratore della band, che prende il posto dello storico Ringo De Palma, scomparso nel 1990 e ricordato durante ogni concerto.

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A Bologna, nonostante le previsioni meteo sfavorevoli e le polemiche nate sui social per l’allerta arancione, il concerto si è svolto regolarmente davanti a oltre tremila spettatori. L’esibizione è iniziata con una breve introduzione al pianoforte prima di lasciare spazio a Febbre e alla nuova versione di 17 Re, brano che in origine compariva soltanto come testo all’interno della copertina del vinile e che oggi è stato trasformato in una vera canzone grazie a un nuovo arrangiamento realizzato durante le prove della reunion. L’album è stato eseguito integralmente, ma con una sequenza diversa rispetto alla pubblicazione originale, regalando nuova energia a brani come Come un Dio, Cane, Resta e Ballata, proposti con sonorità più moderne ma senza perdere l’identità che li ha resi celebri.

Piero Pelù tra musica e messaggi politici durante i concerti

Accanto alla musica, protagonista assoluta è stata anche la presa di posizione di Piero Pelù, che ha trasformato diversi momenti dello spettacolo in occasioni per affrontare temi di stretta attualità. Il cantante ha lanciato dure critiche contro la guerra, invitando il ministro della Difesa Guido Crosetto a interrompere la vendita di armi a Israele e ribadendo più volte dal palco che, a suo giudizio, il silenzio degli artisti davanti ai conflitti equivale a una forma di complicità. Non sono mancati altri riferimenti politici durante i bis. In occasione di Tex, Pelù ha rivolto un duro attacco anche a Donald Trump, sventolando una vistosa parrucca arancione come provocazione scenica. Sul palco sono apparse inoltre la bandiera palestinese e, successivamente, quella italiana, utilizzata dal cantante come simbolo di pace e libertà. Molti utenti sui social hanno lodato l’impegno politico della band, ma una frangia di hater ha attaccato duramente i gesti del frontman, su X qualcuno scrive: ""Pelù non perde occasione per fare politica. Ormai è diventato più un attivista che un cantante", altri ancora chiosano: "I Litfiba li ascolto volentieri, ma quando parte il sermone vado avanti", o ancora: "Ha trasformato una reunion storica nell’ennesimo dibattito politico", o "Meno bandiere e più musica, grazie". Quello che però emerge è una vera band rock, capace di esprimere un parere chiaro e prendere posizione, trasformando la musica in qualcosa di più, degli artisti che uniscono e fanno riflettere, anziché dividere.

A Firenze, davanti a quasi settemila spettatori, il concerto ha confermato lo stesso spirito. La storica formazione ha riproposto integralmente 17 Re insieme ad altri brani simbolo degli anni Ottanta come Istanbul, Santiago, Eroi nel vento, La Preda e Cangaceiro. Durante la serata sono saliti sul palco anche Francesco Magnelli e Daniele Trambusti, musicisti che avevano preso parte alle registrazioni dell’album originale.


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