Le libere donne, Lino Guanciale e la consacrazione (totale) in Rai: cosa sappiamo sulla seconda stagione
L'attore abruzzese ha stupito nel ruolo del medico e scrittore Mario Tobino. Ora l'ipotesi di un secondo capito della fiction, mentre la sua carriera è pronta a decollare.

Questa sera cala il sipario su Le libere donne, la miniserie di Rai 1 che ha conquistato pubblico e critica con la sua intensità narrativa e la straordinaria interpretazione di Lino Guanciale nei panni del dottor Mario Tobino. Ambientata nella Lucca del 1943, la fiction ha saputo fondere dramma storico, impegno civile e introspezione psicologica, diventando in poche settimane un piccolo fenomeno televisivo. E adesso, al termine della prima stagione, la domanda che circola in rete è una sola: ci sarà Le libere donne 2? Ecco che cosa sappiamo.
Lino Guanciale, l’ipotesi sulla seconda stagione de Le libere donne
Per adesso né Rai Fiction né Endemol Shine Italy hanno rilasciato comunicazioni ufficiali su Le libere donne, ma gli ottimi ascolti delle ultime settimane, e l’ondata di entusiasmo sui social, lasciano la porta apertissima a una seconda stagione. Lino Guanciale stesso, in alcune interviste, ha definito il progetto come uno dei più intensi della sua carriera, segno di un legame profondo con il ruolo del medico-scrittore lucchese.
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Entra nel canale WhatsAppQualora il rinnovo arrivasse entro l’estate, le riprese potrebbero partire tra fine 2026 e inizio 2027, con una messa in onda non prima dell’autunno del 2027. Ma per i dettagli ufficiali occorrerà attendere ancora.
Su cosa potrebbe incentrarsi la seconda stagione
La prima stagione, liberamente ispirata al romanzo di Mario Tobino, racconta il manicomio di Maggiano durante la Seconda Guerra Mondiale e la vita delle donne che vi abitano. La storia è di per sé autoconclusiva, ma il patrimonio letterario lasciato da Tobino offre ancora moltissimo materiale per nuove trame.
Un’eventuale Le libere donne 2 potrebbe spostare l’azione nel Dopoguerra, esplorando gli anni ’50 e ’60 — un periodo in cui Tobino continuò la sua battaglia per la dignità dei malati mentali, fino alla rivoluzione della Legge Basaglia. Il titolo stesso, Le libere donne, dà grande libertà creativa, aprendo a possibilità per nuove protagoniste, nuovi casi clinici, nuove storie al femminile, tutte legate dal filo conduttore della fragilità e della rinascita.
La consacrazione definitiva di Lino Guanciale
Per Lino Guanciale, Le libere donne è il coronamento di un momento d’oro. Dopo il successo di L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro, la partecipazione alla saga de Il Commissario Ricciardi e ora l’apprezzatissima performance in Le libere donne, l’attore abruzzese sta vivendo una consacrazione artistica completa.
Ciò che distingue Guanciale da molti altri nomi del panorama televisivo è la sua coerenza nelle scelte: opta sempre per ruoli intensi, mai banali o puramente commerciali, spesso legati a storie di forte valore umano e civile. La sua è una carriera costruita su misura, fatta di equilibrio tra popolarità e profondità interpretativa — un raro esempio di attore capace di unire il grande pubblico e la critica. Insomma, in attesa che la Rai decida il destino di Le libere donne, l’attore può dirsi già pienamente soddisfatto. E il prossimo tassello della sua carriera potrà soltanto portarlo più in alto.
