Lino Banfi, la lettera segreta di Federico Fellini e l'abbraccio a Edwige Fenech: "Le ho chiesto scusa". Poi svela: "Volevo far piangere con loro"

Il comico pugliese ospite all'Italian Global Series ha ripercorso la sua carriera tra aneddoti e rivelazioni

Giulia Bertollini

Giulia Bertollini

Giornalista

Giornalista e appassionata di TV e spettacolo. Amo la musica classica, i libri, i dolci, gli animali e la danza.

Lino Banfi, la lettera segreta di Federico Fellini e l'abbraccio a Edwige Fenech: "Le ho chiesto scusa".  Poi svela: "Volevo far piangere con loro"

Oltre sessant’anni di cinema raccontati con ironia, memoria e qualche momento di commozione. Lino Banfi è stato tra i protagonisti dellItalian Global Series Festival, dove ha ripercorso le tappe più significative della sua carriera cinematografica, soffermandosi sui film che hanno segnato la commedia italiana. Il comico pugliese ha ricevuto al termine dell’incontro con il pubblico anche il Premio Maximo Excellence Award per la sua carriera.

Lino Banfi all’Italian Global Series, dalle commedie sexy all’incontro con Pio e Amedeo

Il comico pugliese ha riflettuto sull’evoluzione del linguaggio comico e sul diverso clima culturale rispetto agli anni Settanta e Ottanta. "Se rifacessi oggi alcuni sketch o certi film di allora – ha detto sorridendo – probabilmente sarei decapitato. Oggi molte cose vengono percepite in modo diverso e bisogna tenerne conto". Tra gli esempi citati c’è "Dio li fa e poi li accoppia", diretto da Steno, nel quale interpretava un salumiere gay al fianco di Johnny Dorelli. "Era un personaggio volutamente esagerato. Oggi non lo farei più nello stesso modo, anche perché è giusto avere maggiore attenzione verso determinate sensibilità". Banfi ha però rivendicato il proprio stile, lontano dalla volgarità. "Ho sempre cercato di dosare tutto. Non ho mai esagerato in niente. La gente mi ha voluto bene anche per questo. Si può far ridere senza essere offensivi".

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Tra i ricordi più divertenti della serata è tornato quello del celebre film "L’infermiera nella corsia dei militari" con Nadia Cassini. "Nel copione dovevo semplicemente fare un massaggio. Io aggiunsi una battuta: "Se ci fosse Michelangelo ti darebbe una martellata". Come facevo sempre, dissi al regista: "Se ti piace tienila, altrimenti tagliala". Non ne hanno mai tagliata una". Da quell’episodio nasce anche un aneddoto raccontato per la prima volta in pubblico. Dopo un intervento chirurgico subito dalla madre, il professore che l’aveva operata lo accolse nel suo studio e, con grande sorpresa dell’attore, gli baciò la mano. "Mi disse: "Finalmente posso baciare la mano che ha toccato il culo di Nadia Cassini". Era un professore universitario. Questa storia non l’avevo mai raccontata". Per Banfi, il cinema resta soprattutto una questione di misura e umanità. "Ho lavorato con le donne più belle del cinema europeo, ma non ho mai abusato della notorietà o del ruolo. Non vedevo l’ora di tornare a casa da mia moglie Lucia. Stavo bene con lei. Questa è stata la mia fortuna", ha dichiarato.

Il ricordo si è poi spostato su Edwige Fenech, protagonista con lui di numerosi film della commedia sexy all’italiana. Banfi ha ricordato il primo set condiviso con grande affetto. "Era la prima volta che giravamo insieme. Mi trovai ad abbracciarla in una scena e, per educazione, le chiesi scusa. Lei mi rispose: "Perché mi chiedi scusa? Se non fosse successo niente, allora avrei pensato di essere brutta". Una risposta di una raffinatezza incredibile". Non poteva mancare Fracchia la belva umana, uno dei titoli più amati dal pubblico. "La mia comicità funzionava perché il personaggio subiva tutto per un po’, poi all’improvviso arrivava la risposta che spiazzava tutti. Era quella la mia chiave". Parlando dei grandi registi con cui ha lavorato,

Banfi ha ricordato Steno, definendolo "uno dei maestri della commedia italiana", e ha svelato di conservare ancora oggi una lettera di Federico Fellini. "La tengo incorniciata nel mio studio. Mi scriveva: "Non mancherà occasione di lavorare insieme". Purtroppo quell’occasione non è mai arrivata, ma quella lettera per me vale tantissimo". Lo sguardo si è infine spostato sul presente e sull’ultimo film "Oi vita mia" interpretato con Pio e Amedeo. "Era il ruolo che sognavo di fare. Volevo far piangere il pubblico, farlo riflettere. Dopo una vita trascorsa a far ridere, desideravo raccontare anche qualcosa di più intimo".


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