Linda Pani: "Lasciare L’Eredità è stata una scelta sofferta, Liorni gentilissimo. Io e Samira Lui eravamo amiche, vorrei condurre anche io un game show"
Dopo l'annuncio della sua uscita di scena da L'Eredità, Linda Pani torna a parlare di passato, presente e futuro

Qualche settimana fa è trapelata la notizia dell’addio di Linda Pani a L’Eredità. Il web ha quindi iniziato a parlare di un’ipotesi di rottura con la Rai, ma a fare chiarezza è stata direttamente la Professoressa dello storico quiz game. "È stata una scelta mia", ha rivelato.
Attrice, speaker, eclettica e con un curriculum che spazia dal teatro al cinema, Linda ha deciso di rimettere in gioco tutto per accettare una proposta lavorativa irrinunciabile: la diretta quotidiana su Radio 105 con La Carovana di 105. In questa intervista a Libero Magazine, Pani ha spiegato cosa significhi davvero per lei lasciare un programma cult come il quiz di Rai 1 – condotto da qualche anno da Marco Liorni – ma anche del rapporto con la Rai, dei falsi miti legati al ruolo della "professoresse" e di cosa bolle in pentola per il suo futuro artistico.
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Entra nel canale WhatsAppHai dovuto stoppare sul nascere alcune indiscrezioni precisando che l’addio a L’Eredità è farina del tuo sacco. Perché hai sentito l’esigenza di proteggere la Rai e di mettere le cose in chiaro con il pubblico?
A prescindere, avrei comunque chiarito con il pubblico, ma avrei aspettato un attimo perché bisognava attendere il comunicato ufficiale della radio in cui andrò a lavorare. Ho però iniziato a leggere indiscrezioni di persone che stavano dando la colpa alla Rai per la mia uscita di scena dal programma. Per questo, ho sentito ancor di più l’esigenza di parlarne. Per me è stata una scelta sofferta, ma anche molto consapevole e serena. Sicuramente è impossibile rispondere a tutto, soprattutto a certe critiche o certi giudizi ma in questo caso, quando entri nelle case delle persone, mi sembrava carino salutare.
Quanto è stato difficile prendere la decisione di fare un passo indietro?
Dopo due edizioni in mezzo, non è stato facile ma allo stesso tempo è stato anche molto naturale. La radio mi ha offerto un programma in un orario molto competitivo e prestigioso, dalle 18 alle 20, La carovana di 105. Il fatto di condurre un prodotto dal lunedì al venerdì permette di entrare ancor di più nelle case e nelle macchine delle persone, parlando direttamente alle orecchie della gente. La radio conserva ancora quella magia dell’ascolto. Loro mi hanno anche permesso di fare un lavoro autorale; non sarò solo una voce in onda ma anche un ingranaggio pensante. Essendo molto attratta dal discorso autorale, all’interno del programma mi hanno messo a scrivere e creare. Questo mi permette di lavorare sulla mia carriera anche da un altro punto di vista.
Pensi che questa esperienza possa portarti a lavorare come autrice anche in tv?
Io ho osservato e rubato tanto con gli occhi dal lavoro degli autori de L’Eredità. Mi piace condividere le idee, sapere come funzionano determinate cose e sono molto affascinata da quello che succede dietro. Se hai una consapevolezza di cosa accade dietro le quinte, sei anche più forte quando sei davanti allo schermo. La totalità di un’esperienza si fa anche da questo punto di vista; il fatto di metterci le idee e la testa mi piace tantissimo. In futuro mi piacerebbe essere il più completa possibile.
Qual è la lezione più grande che ti porti a casa dall’aver affiancato un conduttore come Marco Liorni e dall’atmosfera di quello studio?
Marco Liorni mi ha sicuramente confermato un valore che mi è stato insegnato dai miei genitori, cioè quello della gentilezza. Il garbo che lui ha in onda – lo posso assicurare – ce l’ha anche fuori onda. Questa gentilezza non la si può simulare e, nel mondo dello spettacolo, la cosa bella è conservarla. Di quello studio ricordo soprattutto le risate che ci facevamo; è impossibile far trasparire realmente del tutto quello che succedeva dietro le quinte. Per me era qualcosa di magico. Mi ha sempre gratificato il fatto che il pubblico da casa abbia percepito la sintonia che si è creata tra noi.
Hai un consiglio da dare a chi prenderà il tuo posto?
Sembra banale e scontato, ma è la verità: dico di godersi le cose, di portare rispetto per tutti, di ascoltare e imparare ogni giorno, di divertirsi genuinamente. Quella è la cosa più importante. Auguro alle nuove ragazze di vivere le stesse cose che ho vissuto io. Bisogna anche mettersi nella testa che non si è lì solo per divertirsi ma anche per lavorare; ci vuole studio, dedizione e anche tanto sacrificio.
Guardando al passato recente del programma, pensiamo a un’altra ex professoressa amatissima come Samira Lui, che proprio grazie a questa vetrina ha spiccato il volo verso grandi opportunità televisive. Questo ruolo è stato per te una simile "palestra"? Ti piacerebbe intraprendere un percorso artistico simile al suo?
Quando io e Greta siamo arrivate, questo ruolo è sicuramente cambiato moltissimo. In parte è merito nostro ma, dietro il nostro merito, ci sono degli autori che hanno creduto in noi ma soprattutto un Marco Liorni che ci ha lasciato lo spazio. La sua generosità non è per niente scontata. Questo ha preparato il terreno affinché io e Greta crescessimo e imparassimo tanto, in un ruolo che non è stato più soltanto da valletta. Siamo delle spalle, degli aiuti, un supporto alla conduzione ma condito con balletti e gag. L’ascolto è alla base di ogni conduzione; se tu sai ascoltare e sei aperto a ciò che ti circonda, hai una sicurezza diversa anche quando hai tu le redini in mano di un prodotto. Il ruolo è cambiato in tal senso, perché tanta gente da casa non ci percepisce come un momento di colore ma un momento di stare. Noi stiamo con la gente. Quello che mi porto dentro è l’aver fatto una piccola rivoluzione in poco tempo, in un ruolo che era già dignitoso e che si è evoluto nel tempo.
Io e Samira abbiamo partecipato a Miss Italia nello stesso anno, siamo arrivate insieme in finale ed eravamo anche nella stessa camera d’albergo. Eravamo tanto amiche. Stimo molto il suo percorso e le sue scelte, ma lei è molto diversa da me. Abbiamo due percorsi diversi e, dopo L’Eredità, lei ha preso una strada e io sto ancora costruendo la mia. Siamo diverse ma con dei valori comuni.
Secondo te quanto spazio c’è per una donna per dimostrare di essere molto più di una spalla?
Ci sono tante donne alla conduzione, ma io ad esempio non vedo donne alla conduzione dei game show. Siamo tanto concentrati a vedere l’aspetto di una donna, lo vedo anche nei commenti sui social. La cosa bella è che noi due siamo riuscite, secondo me, a far concentrare la gente su qualcosa che va oltre l’aspetto estetico. Quando il pubblico percepisce una sostanza, una presenza, una preparazione dietro il volto di una donna, questo risulta essere una vittoria in un mondo televisivo in cui la figura di un conduttore uomo viene visto come rassicurante, mentre quello di una donna come intrattenimento. Il ruolo della donna nella tv sta per fortuna cambiando, perché ci sono tante donne al timone di programmi che godono della stima del pubblico, ma quello che vorrei portare avanti nel tempo è una piccola rivoluzione in tal senso, cioè dare lo stesso tono rassicurante che dà un uomo.
Qual è l’adrenalina più grande che ti dà la radio ogni giorno e cosa ti diverte di più del rapporto senza filtri con gli ascoltatori in quel momento della giornata?
La radio è veramente tante cose. La amo perché in radio non puoi mentire: entri nella vita della gente che ti sente vicino e la gente entra nella tua. La radio del 2026 è molto vicina agli ascoltatori, che hanno un rapporto diretto con lo speaker. C’è uno scambio continuo che raccoglie storie, opinioni, ci fa sentire meno soli, ci diverte. Questo rapporto diretto che si crea è una cosa veramente magica. Quando si lavora solo con la voce, si possono portare tantissime emozioni. Riuscire ad essere comunicativi con la voce in un mondo e in un momento in cui l’immagine viene prima, è qualcosa di potente. Prima della diretta, c’è sempre quel brividino e quell’adrenalina in più: non puoi scappare o rimediare.
Bolle già qualcos’altro in pentola per il piccolo schermo, magari in un futuro non troppo lontano?
Sto lavorando a dei progetti che però non posso rivelare. Il mio non è un addio alla tv, come magari tanti possono aver pensato. Questa è una fase in cui mi sto concentrando su un altro aspetto della tv; spero di tornare presto nel piccolo schermo, magari in un contenitore diverso. Mi piacciono i quiz, ma anche i programmi musicali, i talk show, i varietà. Mi piacerebbe spaziare e mettermi in gioco sotto altri punti di vista. Nel frattempo continuo ad essere attiva nel cinema e quella porta lì è per me sempre aperta.
