Ligabue si improvvisa benefattore: quel colpo di spugna che salva l'Unipol Dome di Milano, travolto dalle polemiche. La scaletta e gli ospiti

Ligabue si carica sulle spalle l'inaugurazione dell'Unipol Dome dopo le polemiche infinite sui costi e battezza la nuova venue milanese con una scaletta da manuale

Martina Dessì

Martina Dessì

Music Specialist

Ascolto, scrivo, a volte recensisco, smonto classifiche: la musica è il mio primo amore.

Ligabue ha tagliato il nastro. Con La Prima Notte – Music Opening Ceremony del 6 maggio all’Unipol Dome di Santa Giulia, è certamente cambiato qualcosa nel modo in cui si può pensare a un evento musicale in Italia. Non in modo clamoroso, ma con l’inaugurazione di una struttura che funziona, che suona bene e che contiene 16000 persone senza farle sentire schiacciate. È già qualcosa, in un Paese dove le grandi arene indoor degne di questo nome si contano sulle dita di una mano.

Sul palco c’era Luciano Ligabue, ve l’abbiamo anticipato, e la scelta dice molto sul tipo del debutto che si è voluto costruire. Perché non si è trattato di un esperimento ma nemmeno di una prima artistica nel senso tradizionale del termine. Unipol Dome è uno spazio per la musica popolare di massa, da riempire senza troppe spiegazioni. L’opening in Balliamo sul mondo in un palazzetto mai usato prima è affidarsi a un linguaggio già noto e lasciare che sia il repertorio a fare il lavoro che normalmente richiederebbe anni di frequentazione. Sullo sfondo c’era ancora la polemica sui costi di costruzione dell’arena, mai del tutto sopita, ma Ligabue se l’è messa alle spalle almeno per qualche ora: quando le luci si sono abbassate e la musica ha preso possesso dello spazio, le discussioni contabili sono rimaste fuori dal cancello.

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Unipol Dome, il concerto di Ligabue unica scelta possibile

"Che sei hai voglia di ballare 16.000 pronti qui ce li hai!", scrive Luciano Ligabue su Instagram, quasi a voler ribadire che per stare su un palco nuovo ci vogliono oltre 30 anni di esperienza. E, bisogna dirlo, il modo in cui costruisce il rapporto con la platea fin dai primi minuti con una scaletta che cresce progressivamente senza mai perdere il filo dell’emozione è una competenza che non si improvvisa e che in una serata inaugurale vale il doppio, perché compensano tutto ciò che la struttura stessa non può ancora ancora garantire: la familiarità, la memoria, il senso di appartenersi l’uno con l’altro.

In questo senso, Ligabue è stato il traduttore perfetto tra un’architettura nuova e un pubblico che aveva bisogno di sentirsi già a casa. E non sono mancati gli ospiti: Luca Carboni, Emma, Giuliano Sangiorgi, perfino Fiorella Mannoia, che ha preso la serata per annunciare il nuovo appuntamento con Una. Nessuna. Centomila, accompagnata dall’inedito Nessuno è di qualcuno, scritto proprio da Ligabue per l’occasione. Una canzone nuova in una venue nuova, durante la prima serata: difficile immaginare modo più preciso per lasciare un segno in un’arena che, proprio nella serata del 6 maggio, ospitava il suo primo concerto.

Una struttura per la musica

L’Unipol Dome non è stata progettata per essere polifunzionale nel senso generico del termine. La firma di David Chipperfield, la progettazione acustica e la capienza da 16000 posti posizionano questa arena in una categoria in quella delle grandi venue indoor progettate dall’inizio per ospitare produzioni di alto livello, con una sonorità controllata che i palazzetti dello sport convertiti per i concerti non riescono quasi mai a garantire.

Per chi frequenta i concerti regolarmente, questa differenza è la distanza tra sentire un’artista in uno spazio giusto e sentirlo in un impianto che lo tollera davvero. L’acustica di una venue progettata per la musica cambia fisicamente l’esperienza perché modifica la percezione del suono, come si distribuisce nello spazio e quanto si percepisce il volume della produzione senza che diventi frastuono.

Cosa significa l’Unipol Dome per l’Italia

Il ragionamento più interessante riguarda però quello che l’Unipol Dome rende possibile da adesso in poi. I grandi tour internazionali – quelli che costruiscono il calendario attorno a Londra, Amsterdam, Parigi, Berlino – hanno criteri precisi nella scelta delle venue: capienza minima, standard tecnici, logistica, disponibilità di date. Per anni, l’Italia ha perso appuntamenti perché mancava il contenitore giusto nella scala giusta.

Un’arena da 16.000 posti indoor, progettata per concerti, in una delle città più connesse d’Europa, cambia questa equazione. Non automaticamente, non da sola – un posto nel calendario dei grandi tour si conquista con la reputazione che si costruisce nel tempo – ma per la prima volta esiste la struttura che rende quella conversazione possibile. Per chi aspettava certi artisti senza vederli mai fermare in Italia, o li vedeva in date uniche a condizioni logisticamente difficili, è un cambiamento reale.

Il problema della logistica

C’è però il tema della mobilità che la serata inaugurale ha messo in evidenza e che sarà decisivo per le ambizioni della struttura. Santa Giulia è un quartiere ancora in trasformazione, con infrastrutture di accesso che non sono ancora all’altezza del flusso che genera una venue da 16000 posti. Chi è uscito dopo il concerto ha capito sulla propria pelle quanto la qualità dell’esperienza si estenda ben oltre il cancello d’ingresso.

Un’arena si giudica anche su questo. I promoter internazionali che valutano le venue non guardano solo le specifiche tecniche del palco ma come funziona la serata per lo spettatore dall’inizio alla fine, e il ritorno a casa è parte di quella considerazione. Adesso comincia la parte più difficile: riempire il calendario con artisti che giustifichino la struttura, convincere i promoter internazionali che Milano è una tappa affidabile, e risolvere i nodi pratici che la prima serata ha evidenziato. Per chi va ai concerti, l’Unipol Dome è una notizia buona, forse la migliore degli ultimi anni sul fronte delle venue italiane. Quanto sarà buona davvero, lo si capirà nei prossimi dodici mesi.

La scaletta

Balliamo sul mondo
Marlon Brando è sempre lui
Sarà un bel souvenir
Ti sento
L’odore del sesso
Vivo morto o x con Giuliano Sangiorgi
Voglio volere
Lambrusco e pop corn
I ragazzi sono in giro
Una vita da mediano
Nessuno è di qualcuno
Eri bellissima
Questa è la mia vita
Sogni di r’n’r, ospite luca carboni
Sulla mia strada
Non è tempo per noi
Piccola stella senza cielo
Leggero
Quella che non sei
Happy hour
Tra palco e realta’
Urlando contro il cielo
Certe notti


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