Leonardo Maria Del Vecchio, scoppia lo scontro con Rocco Basilico su Delfin: “Non va ammesso all’assemblea”. Cosa succede
Si allarga la spaccatura tra gli eredi Luxottica in vista di un'assemblea dei soci decisiva per la holding di famiglia. Ecco tutti i dettagli e cosa potrebbe succedere.

Leonardo Maria Del Vecchio si trova al centro di uno dei passaggi più delicati nella storia recente di Delfin, la holding di famiglia che controlla, tra gli altri, EssilorLuxottica e importanti partecipazioni nel sistema bancario italiano. Lo scontro con Rocco Basilico – uno degli otto eredi di Leonardo Del Vecchio – non è solo una questione privata, ma ha potenziali effetti su miliardi di asset e su tre istituti chiave della finanza nazionale. Al cuore del confronto ci sono due visioni molto diverse sul futuro della cassaforte: da un lato il ‘buyback’ appena proposto da Basilico, dall’altro la linea di Leonardo Maria, che rifiuta l’idea di cedere l’azienda di famiglia "a sconto". E replica in modo piccato a poche ore dall’assemblea. Ecco i dettagli.
Leonardo Maria Del Vecchio e la proposta di Basilico su Delfin
A poche ore dall’assemblea di Delfin, Rocco Basilico ha inviato una lettera al board e agli altri soci, descrivendo un "clima di forte tensione" ancora più intenso rispetto all’anno precedente e proponendo una manovra di rottura. L’idea è semplice ma dirompente: dismettere le partecipazioni finanziarie che Delfin detiene in Monte dei Paschi di Siena (17,5%), Generali (circa il 10%) e UniCredit (circa il 2,7%), per generare la liquidità necessaria a ricomprare le quote degli eredi che non intendono rimanere nella compagine sociale.
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Entra nel canale WhatsAppBasilico, figlio di Nicoletta Zampillo (ultima moglie di Leonardo Del Vecchio) e del banchiere Paolo Basilico, propone in realtà due strade:
- Una soluzione ‘forte’, in cui Delfin riacquisterebbe le partecipazioni dei soci in uscita finanziandosi con la vendita delle quote bancarie e assicurative
- Una via intermedia, che preserverebbe integralmente la partecipazione in EssilorLuxottica, prevedendo la distribuzione ai soci di parte o di tutte le partecipazioni finanziarie, lasciando poi a ciascuno la libertà di venderle sul mercato.
La lettera di Basilico sottolinea anche come la scelta di Leonardo Maria di salire al 37,5% di Delfin, acquistando il 25% dai fratelli Luca e Paola, si sia rivelata "peggiore del problema che avrebbe dovuto risolvere", perché ha irrigidito gli equilibri interni senza sciogliere il nodo di chi vuole uscire dalla società.
La dura replica di Leonardo Maria Del Vecchio
La risposta di Leonardo Maria Del Vecchio è arrivata rapidamente. "Nessun erede cederebbe mai l’azienda di famiglia a sconto", avrebbe affermato il giovane miliardario. Il riferimento è al fatto che la proposta di Basilico prevederebbe un riacquisto delle quote con uno sconto del 25% sul valore di EssilorLuxottica, in un momento in cui il titolo ha già perso oltre il 47% dai massimi storici del novembre 2025, scendendo intorno ai 169 euro a fine giugno 2026.
Per Leonardo Maria, svendere partecipazioni strategiche e riacquistare quote con un forte sconto significherebbe indebolire sia la cassaforte che l’azienda simbolo di famiglia. Da qui la bocciatura netta della proposta e una linea difensiva orientata a preservare l’integrità del gruppo e la centralità di EssilorLuxottica, nonostante il crollo in Borsa.
Come se non bastasse, per via della causa di Basilico con la madre "i legali del presidente di Ray-Ban hanno chiesto di non ammettere domani Basilico all’assemblea, di non farlo votare o intervenire, e di non mettere ai voti il trasferimento delle sue quote a una finanziaria". La guerra interna in Delfin, insomma, è solo all’inizio.
