Il film in cui Leonardo DiCaprio ha superato Tom Hanks, ben prima di vincere l’Oscar
In Prova a prendermi c'è un passaggio di testimone nascosto tra i due attori: ecco perché il ruolo di Frank Abagnale ha cambiato la carriera di DiCaprio

Quando nel 2002 Steven Spielberg porta al cinema Prova a prendermi, molti lo considerano un "divertissement" del regista tra un progetto impegnativo e l’altro. In realtà, il film diventa rapidamente un cult e rappresenta una tappa fondamentale nella carriera di molti suoi interpreti, su tutti Leonardo DiCaprio. Nonostante l’enorme successo di pubblico e critica, però, l’attore non ottiene nemmeno una candidatura agli Oscar del 2003, lasciando aperta una domanda che ancora oggi divide gli appassionati di cinema: come è possibile che una delle sue interpretazioni più sfaccettate sia stata ignorata dall’Academy?
Prova a prendermi, la trama e i cameo che non ti aspetti
Prova a prendermi è l’adattamento dell’omonima autobiografia di Frank Abagnale Jr. (DiCaprio), uno dei truffatori più abili e sfuggenti degli anni ’60. Dopo la separazione dei genitori, il giovane Frank scappa di casa e inizia una serie di frodi sempre più audaci, incassando assegni falsi in mezzo mondo grazie a un talento naturale per la mimetizzazione sociale. A inseguirlo c’è l’agente dell’FBI Carl Hanratty (Tom Hanks), determinato a fermarlo ma, paradossalmente, destinato a diventare la figura più stabile nella vita del ragazzo.
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Entra nel canale WhatsAppIl film nasconde molte curiosità che i fan adorano. La prima è il cameo del vero Frank Abagnale Jr., che appare nei panni del poliziotto che arresta Leonardo DiCaprio in Francia. Un’apparizione simbolica, soprattutto considerando che in un primo momento Abagnale non riteneva DiCaprio abbastanza carismatico per interpretarlo. La seconda chicca riguarda la famiglia Spielberg: il figlio del regista compare come il ragazzo addormentato sull’aereo durante l’estradizione di Frank verso gli Stati Uniti.
Quell’assenza agli Oscar che fa ancora discutere
Il film ottiene solo due nomination agli Oscar: John Williams per la miglior colonna sonora e Christopher Walken come miglior attore non protagonista, nei panni del tormentato Frank Abagnale Sr. Ma il cuore emotivo e narrativo dell’opera è proprio DiCaprio, che dà vita a un personaggio magnetico, fragile e sorprendentemente umano.
La svolta post Titanic di Leonardo DiCaprio
A cinque anni dal fenomeno Titanic, DiCaprio è ancora intrappolato nell’immagine del "ragazzo d’oro" di Hollywood. Frank Abagnale Jr., invece, è tutt’altro: un truffatore geniale, un camaleonte capace di reinventarsi di continuo, ma soprattutto un adolescente solo, in fuga da un mondo che non sa più riconoscere come casa. L’attore descriverà il ruolo come un’occasione per liberarsi da quell’etichetta e mostrare una maturità interpretativa nuova, più complessa e stratificata.
Il risultato è un personaggio che vive di contrasti: brillante ma vulnerabile, arrogante ma disperato, affascinante ma ferito. Una performance che oggi molti considerano una delle più rappresentative della sua carriera e che ha segnato la trasformazione definitiva di Leonardo DiCaprio da idolo adolescenziale ad attore adulto, capace di dominare la scena con naturalezza e profondità.
Il passaggio di testimone tra Hanks e DiCaprio
Accanto al protagonista troviamo un Tom Hanks in stato di grazia, che trasforma l’agente Carl Hanratty in una figura rigorosa ma sorprendentemente ironica e umana. Spielberg lo sceglie dopo il rifiuto di James Gandolfini, troppo impegnato con le riprese de I Soprano, e Hanks (con già due Oscar all’attivo per Forrest Gump e Philadelphia) accetta un ruolo meno centrale del solito, arrivando perfino a ridurre il suo cachet rispetto agli standard stellari degli anni precedenti: pare che, per la prima volta dal 1988, il suo non sia stato il compenso più alto del film (destinato invece a DiCaprio). Una scelta rara per un attore della sua statura, che testimonia quanto credesse nel progetto e nella possibilità di lavorare ancora una volta con Spielberg.
Prova a prendermi in un certo senso segna anche un simbolico passaggio di consegne: Tom Hanks, veterano impeccabile, accompagna idealmente Leonardo DiCaprio verso una nuova fase della sua carriera, quella in cui smette di rincorrere i ruoli da protagonista e inizia a dominarli.
