Leo Dell’Orco e Giorgio Armani, il loro rapporto speciale: 45 anni insieme, l’anello più prezioso e il (doppio) destino della maison
Tra loro non solo lavoro, ma un'amicizia profonda e sincera durata 45 anni: "È parte della famiglia".

Un’amicizia lunga 40 anni, quella tra Giorgio Armani e Leo Dell’Orco, braccio destro discreto e fedelissimo dello stilista scomparso ieri all’età di 91 anni. Il loro appunto, non era solo un sodalizio professionale, ma un legame profondo, sincero: "I miei pensieri più intimi e personali, li confido sempre e solo a Leo, collaboratore fidato e carissimo amico che mi è vicino da sempre e che ormai da tempo è parte della famiglia", raccontava Armani in un’intervista ad Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera. Il loro primo incontro risale agli Anni ’80, in un parco milanese. Poi Dell’Orco iniziò a lavorare nella maison, conquistando la fiducia di Re Giorgio, che con il tempo gli affidò il ruolo di responsabile dell’ufficio stile uomo dell’azienda. Da allora lavoro e amicizia divennero un tutt’uno, suggellando negli anni una relazione unica, fatta di affetto e rispetto prima di ogni cosa.
Leo Dell’Orco, la carriera nella moda, l’incontro con Re Giorgio e il futuro nella maison
Leo Dell’Orco, Pantaleo all’anagrafe, è l’uomo di stile e talento rimasto sempre dietro le quinte della maison, ma sempre al fianco di Giorgio Armani. Nato al Bisceglie, Puglia, il 2 novembre 1952, lascia la sua Regione per costruire il suo futuro a Milano, dove inizia lavorando come pubblicitario e disegnatore industriale. Ad appassionarlo veramente, però, è il mondo della moda, e grazie a un impiego come modello, inizia a conoscere il settore. Siamo negli Anni ’80, e il caso lo fece avvicinare a Giorgio Armani. Un incontro fortunato, avvenuto in un parco della città, e da lì la nascita di un’amicizia durata 45 anni.
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppLo stilista fiutò il talento per lo stile, innato in Dell’Orco, e con il tempo decise di affidargli il ruolo di responsabile dell’ufficio stile uomo della maison. Passano gli anni, e ora Leo e alla guida creativa delle linee uomo per Giorgio Armani, Emporio Armani e Armani Exchange, oltre a essere dal 2019 presidente del consiglio di amministrazione dell’Olimpia Milano, la squadra di basket del gruppo. Con la morte dello stilista, in molti pensavo che Dell’Orco potrebbe prendere le redini della dimensione uomo del brand, mentre la linea donna dovrebbe andare a Silvana Armani, nipote del fondatore che per decenni ha lavorato con dedizione e passione accanto allo zio.
L’amicizia tra Giorgio Armani e Leo Dell’Orco e l’anello salvato dalla fiamme
Come abbiamo detto non solo un rapporto professionale tra Leo Dell’Orco e Giorgio Armani. Tra loro c’era una profonda e solida amicizia che li ha uniti per 45 anni. Nella sua autobiografia Per Amore, lo stilista lo ha definito "la persona a cui ho affidato i miei pensieri più privati, personali, di lavoro e non". Collega, collaboratore, confidente, amico, fratello, Leo aveva un ruolo importante nella vita e nel cuore di Giorgio, tanto che il Re rischiò perfino la vita per salvare un dono prezioso ricevuto da lui, che rischiò di essere perso per sempre nelle fiamme dell’incendio che devastò Pantelleria. "È un anello meraviglioso, con un diamante – raccontò sempre al Corriere -. Me l’ha regalato Leo, e lo dovevo salvare".
