Laura Pausini al GP di Monza 2026, evita l'Inno di Mameli ma il sospetto autotune è dietro l'angolo. C'è pure il nuovo singolo

Medley storico di Laura Pausini sul circuito del GP di Monza: l'artista di Solarolo si prende il pre-gara con un medley che ricorda la sua grandezza nel mondo. Ma il sospetto dilaga

Martina Dessì

Martina Dessì

Music Specialist

Ascolto, scrivo, a volte recensisco, smonto classifiche: la musica è il mio primo amore.

Laura Pausini
IPA

Domenica di grande musica e grande velocità all’Autodromo Nazionale di Monza, dove Laura Pausini ha aperto il Gran Premio d’Italia di Formula 1 regalando al pubblico presente e a quello da casa una manciata di minuti che sono bastati per ricordare la sua grandezza nel mondo. E, come sempre, far discutere. Perché quando sali su una griglia di partenza gremita di appassionati di motori, e non del tuo pubblico abituale, ogni dettaglio diventa notizia: dall’outfit alla scaletta, fino a quella domanda che ormai la accompagna a ogni esibizione dal vivo.

La cantante di Solarolo si è presentata con una semplicissima canotta bianca, scelta perfetta per il caldo settembrino brianzolo. Ha cantato in mezzo alla pista, letteralmente circondata dall’asfalto che di lì a poco avrebbe visto sfrecciare le monoposto, un’immagine curiosa e per certi versi tenera: la voce italiana più esportata al mondo, in piedi dove di solito passano i piloti.

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Perché Laura Pausini non ha cantato l’Inno di Mameli a Monza

In tanti si aspettavano che fosse lei a intonare l’inno nazionale, magari ricordando la sua prova alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. E invece no: quel compito è stato affidato al tenore Francesco Meli, voce lirica di lunga esperienza internazionale, mentre Pausini si è ritagliata uno spazio tutto suo, prima del momento istituzionale, per un mini live provato apposta per l’occasione. Una scelta che ha sorpreso, ma che ha anche il pregio di aver dato al weekend due momenti musicali distinti e molto diversi tra loro.

Autotune sì o no: il sospetto che non si spegne mai

Ma allora, autotune sì o no? Ormai la questione è diventata una vera e propria caccia alle streghe, con orecchie allenatissime pronte a scomporre ogni nota in cerca di un’imperfezione troppo perfetta. Va detto che cantare all’aperto, con il rombo dei motori a poca distanza e un impianto audio adatto un evento sportivo e non per un concerto, mette a dura prova chiunque, artisti navigati compresi. Il dibattito, però, resta acceso, e probabilmente continuerà a esserlo a ogni sua apparizione pubblica.

Sul fronte del repertorio, Pausini ha voluto accontentare anche i fan di lingua spagnola, che negli anni l’hanno seguita con una fedeltà quasi religiosa: spazio quindi a Entre tú y el mar, un classico che non manca mai quando il pubblico è internazionale. E non poteva mancare Un’emergenza d’amore.

Accanto a lei, come ormai da tradizione, Paolo Carta, chitarrista, produttore e marito, ormai guida immancabile di ogni sua uscita pubblica. E come potrebbe essere diversamente, visto che da decenni è il chitarrista della sua band.

A completare il quadro, l’esibizione live che tutti aspettavamo: il nuovo singolo, Siamo soli nell’immenso vuoto che c’è, reinterpretazione di un brano di Raf del 1991 riarrangiata proprio da Carta, è finalmente disponibile e anticipa il ritorno live di Laura nei palazzetti italiani ed europei a partire da ottobre.


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