Laura Pausini, l’attacco di Morgan dopo l'inno di Mameli alle Olimpiadi 2026: “Musica adatta alla Disney”

L’inno italiano interpretato dalla cantante alla cerimonia d’apertura ha riscosso grande successo, ma non sono mancate nemmeno alcune pungenti critiche.

Debora Manzoli

Debora Manzoli

Scrittrice ed editor

Scrittrice, copywriter, editor e pubblicista mantovana, laureata in Lettere, Cinema e Tv. Ha due libri all’attivo e ama la scrittura alla follia.

Venerdì sera, 6 febbraio 2026, si è svolta allo stadio San Siro la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026. Tra meravigliosi giochi di luce, scenografie spettacolari, gaffe della telecronaca e diversi artisti nazionali e internazionali chiamati ad esibirsi sul palco, abbiamo assistito all’intervento di Laura Pausini che ha regalato al pubblico una sua potente e personale interpretazione dell’inno nazionale italiano. La sua performance ha riscosso grande successo e applausi, ma come sempre non sono mancate nemmeno alcune pungenti critiche. A non aver apprezzato particolarmente l’esibizione troviamo Morgan che, attraverso un video social dal titolo "Inno d’Italia alle Olimpiadi. L’opinione dell’umile Morgan", ha espresso molto chiaramente il suo pensiero: cosa ha detto.

Laura Pausini canta alle Olimpiadi, Morgan: "Interpretazione completamente sbagliata"

Dopo l’esibizione di Laura Pausini alla cerimonia di apertura dei giochi Olimpici Milano-Cortina 2026, il cantante Morgan è intervenuto sui social per esprimere il proprio parere, etichettando l’interpretazione della Pausini dell’Inno nazionale come "completamente sbagliata". Il motivo? "Non perché Laura Pausini abbia cantato male – ha continuato Morgan nel video social – tutt’altro, l’ha cantato molto bene, molto intonata, con il suo stile ha ben rappresentato la musicalità italiana odierna. Anche perché è molto difficile davanti a un grande evento di questo tipo essere così impeccabili, ha dimostrato un grande livello, ma su questo non c’è alcun dubbio".

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Ecco allora il motivo di questa critica. "Il vero problema è aver trasformato quel brano in qualcosa di assolutamente non italiano, averlo modificato a tal punto da renderlo irriconoscibile e deformato, sembrava più musica adatta a un contesto Disney. Quando noi dobbiamo fare un inno con tutto il mondo che ci guarda, bisognerebbe appropriarsi dell’italianità e non fare quelli senza carattere, senza personalità, perché noi italiani siamo oggi in una condizione di sofferenza dal punto di vista musicale proprio perché non ci viene riconosciuto quel ruolo, altro che sovranità".

Morgan critico su Laura Pausini: "Abbiamo scimmiottato una cosa che non ci appartiene"

Nel suo lungo discorso, Morgan ha dunque messo inevidenza il grande ruolo dell’Italia nella musica. "Noi italiani abbiamo una grande storia di musica che raggiunge il picco del suo successo con Giuseppe Verdi, Puccini, un po’ prima con Donizetti. È quello il momento che rappresenta l’italianità nel mondo, quello che si chiama la musica occidentale tonale, l’armonia tonale. In quello l’Italia ha un importantissimo ruolo, tant’è vero che il grande musicista Roberto Schumann, nelle cento regole di vita musicale dice che qualsiasi musicista deve per forza conoscere i compositori italiani, perché è uno dei fondamentali della storia della musica italiana che parte da molto lontano, dall’invenzione della notazione musicale. Ed è per questo che in tutto il mondo ha ancora la terminologia italiana".

Infine, l’amara conclusione: "Oggi secondo me è stato svuotato di italianità un simbolo dell’Ottocento italiano che ha un arrangiamento e un’armonia precisa. Reinventarlo l’ha portato in una direzione del tutto non italiana. Quindi oggi non abbiamo affermato cosa significa essere italiani da un punto di vista musicale. Abbiamo scimmiottato una cosa che non ci appartiene".


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