Laerte Pappalardo, la malattia choc del figlio di Adriano a La volta Buona: "Pesavo 51 chili, mi hanno ricoverato"
Il figlio di Adriano Pappalardo si confessa da Caterina Balivo: dal dramma vissuto dopo L’isola dei famosi alla rinascita dopo anni di sofferenza.

Un racconto sincero, senza filtri, quello di Laerte Pappalardo nello studio di La volta buona. Ospite di Caterina Balivo in una puntata dedicata alla percezione della bellezza e alla medicina estetica, Laerte ha sorpreso tutti condividendo un capitolo molto doloroso della sua vita: la battaglia contro l’anoressia. In studio, insieme a lui, c’erano Veronica Maia, Clizia Incorvaia, Alex Belli, Laura Efikchian e il professor Lorenzetti, ma è stato il figlio di Adriano Pappalardo a catalizzare l’attenzione del pubblico.
Laerte Pappalardo: dall’Isola dei Famosi al baratro della malattia
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Entra nel canale WhatsAppTutto è partito da una domanda della conduttrice, che dopo un servizio dedicato al padre Adriano, gli ha chiesto: "Il tuo rapporto con la bellezza ha cominciato a vacillare dopo la tua partecipazione a L’isola dei famosi, vero? Vuoi parlarcene?". Da lì, il racconto di Laerte ha preso una piega intima e dolorosa: "Praticamente succede che esci dall’isola, io da ipocondriaco poi ho sempre il terrore, e il dottore mi disse ‘Non è che tu adesso esci e mangi? Vai piano perché la peristalsi è molto alta’. Io prima dell’Isola pesavo 71 kg, dopo ero arrivato a 54 kg uscito da lì. Quindi sì, ho perso tanto peso".
Il dramma di Pappalardo a La volta buona: una spirale difficile da fermare
Caterina Balivo, colpita dal racconto, gli ha chiesto se si piacesse in quel periodo. E la risposta di Laerte ha lasciato tutti in silenzio: "All’inizio da morire anche perché il corpo assorbe quell’energia che si mangia. Inizialmente il grasso si trasforma in energia, poi dopo incominciano una serie di problematiche ed entri in una spirale che è micidiale. Io pensavo solo alle donne, ma l’anoressia colpisce anche agli uomini". A quel punto, la conduttrice gli ha chiesto esplicitamente se si trattasse di anoressia, e Laerte ha confermato senza esitazione. "Io non mangiavo, non ho mangiato più per due anni. Mangiavo una scatoletta di tonno e una mela al giorno per due anni. Stavo a 270 calorie al giorno", ha raccontato. "Andavo al supermercato e controllavo i grassi di tutto, ero completamente in un loop, tanto che me lo sono tatuato qui sul braccio, un loop infernale. E ti dirò un’altra cosa, che paradossalmente quando la gente diceva ‘Ti trovo meglio’, dentro di me io stavo male".
La malattia invisibile e la solitudine
Il racconto si è fatto ancora più crudo quando Laerte ha spiegato come il suo corpo si fosse ridotto: "Sono arrivato alla bellezza di 51 chili, dopodiché c’è stato un ricovero immediato perché mi è scoppiata un’ascite improvvisa all’addome, del liquido che è fuoriuscito da dentro l’intestino per la magrezza. Perché non solo diventi magro, ma fai tanto sport per bruciare tutto ciò che ingerisci. È una cosa mentale brutta, grave. Ci ho messo cinque anni a uscirne". La conduttrice, incredula, gli ha chiesto se in quei cinque anni qualcuno si fosse accorto della situazione. "Sai cosa? Dopo l’isola la gente mi vedeva dimagrito ma pensava fosse per quel programma. Poi passa un anno, due anni, la gente intorno a me si preoccupava. E più si preoccupavano, più mi infastidivano. Poi non dormi più perché ti svegli alle tre, vai a letto alle nove e cominci a camminare". "Io sono stato fortunato", ha raccontato infine Laerte, spiegando come fosse riuscito a riprendersi senza un ricovero. "Il mio medico mi disse: ‘Guarda che se non mangi facciamo la parenterale’. Ho detto no perché non amo gli aghi, e mi sono ripreso da solo. Mi hanno fatto una laparoscopia, un intervento breve ma impegnativo. La dottoressa mi disse: ‘Vuoi vedere tuo figlio? Comincia a mangiare’. E nonostante tutto, oggi ne siamo usciti".
