Sanremo 2026, mistero sulla statua di Pippo Baudo e il silenzio dagli eredi: parla l'assistente

Una svolta inattesa raccontata in diretta a La Volta Buona: la discussione sulla statua di Pippo Baudo riaccende il dibattito grazie a delle nuove dichiarazioni.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Nel salotto pomeridiano di La Volta Buona, si è aperta una finestra su un tema legato alla memoria collettiva e alla storia della televisione italiana. La possibilità di una statua dedicata a Pippo Baudo nei pressi dell’Ariston di Sanremo è diventata il filo conduttore di una discussione che, partendo da un’idea già vagliata, ha aperto nuove speranze sul piano della sua realizzazione.

Sanremo 2026 e l’idea dell’omaggio a Baudo

Con Sanremo 2026 che inizia già a farsi sentire nell’aria, il tema della statua ha assunto un peso simbolico particolare. L’ipotesi è quella di un omaggio scultoreo a Pippo Baudo, figura centrale della storia del Festival, da collocare nei pressi dell’Ariston, seguendo un solco già tracciato con l’omaggio a Mike Bongiorno, un volto capace di legare passato e presente della kermesse. Fino a pochi giorni fa, però, il quadro appariva tutt’altro che rassicurante: nessuna risposta da parte degli eredi e la consapevolezza che l’iniziativa non avrebbe potuto concretizzarsi per l’edizione imminente.

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I dubbi e il racconto sulla statua di Pippo Baudo a La Volta Buona

Proprio a La Volta Buona, nei giorni precedenti, erano emerse perplessità anche da parte del sindaco di Sanremo, che aveva lasciato intendere quanto la strada fosse ancora in salita. La discussione, però, non si è fermata lì. Nella puntata più recente, il tema è tornato al centro del confronto, questa volta con un elemento positivo grazie al settimanale Oggi. A portare nuovi dettagli è stato infatti Andrea Biavardi, direttore di Oggi, in collegamento con il salotto di Caterina Balivo. Nel numero in uscita del settimanale, infatti, trova spazio il parere di Dina Minna, storica assistente di Pippo Baudo per trent’anni, figura chiave per comprendere l’orientamento degli eredi. Biavardi ha spiegato: "Ci avete ispirato voi, abbiamo pensato di chiamare direttamente le parti interessate e dunque soprattutto la sua storia assistente, Dina Minna". Una frase che sottolinea il ruolo attivo della trasmissione nel riaccendere il dialogo e nel portare alla luce una posizione che, fino a quel momento, non era stata esplicitata.

Sanremo: le parole dell’assistente che aprono alla statua

Il racconto prosegue con un passaggio fondamentale, che segna il vero cambio di passo. Secondo quanto riferito, Dina Minna avrebbe parlato e si sarebbe consultata anche con gli altri eredi e con i figli, arrivando a una condivisione dell’idea. Biavardi ha spiegato: "Evidentemente avrà parlato e si sarà consultata anche con gli altri eredi e dunque i figli che, a loro volta, avranno dato il via libera". Già in una clip di anticipazione erano state citate parole chiare della storica assistente: "Ci stiamo lavorando, il consenso da parte nostra c’è". Una svolta che cambia radicalmente lo scenario, pur lasciando invariato un elemento cruciale. Le tempistiche restano il principale ostacolo. La realizzazione della statua non potrà avvenire in tempo per questa edizione del Festival, ma la speranza è che il progetto possa prendere forma l’anno successivo. L’idea di un omaggio permanente a Pippo Baudo resta quindi viva, resterà solo da capire le modalità e i tempi di realizzazione.


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