Sanremo 2026, Jalisse contro Carlo Conti: “Aveva scelto un nostro brano, poi...”, il retroscena del suggerimento 'tradito'

Un confronto diretto, in cui la coppia musicale ripercorre la nuova esclusione dal Festival e racconta a La volta buona cosa è accaduto davvero nelle ultime settimane.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Nella puntata di oggi di La volta Buona, Caterina Balivo ha accolto in studio i Jalisse tornando inevitabilmente sul tema che li accompagna da quasi trent’anni: la loro ventinovesima esclusione consecutiva dal Festival di Sanremo. Il duo ha deciso infatti di dare qualche dettaglio in più su quello che è successo prima di sottoporre un brano al direttore della kermesse, Carlo Conti.

La Volta buona: i retroscena dei Jalisse sull’esclusione da Sanremo 26

Dopo la messa in onda del video della loro reazione, Balivo ha chiesto con semplicità: "Ci siete rimasti male, eh?". Alessandra Drusian ha raccontato quanto successo per sdrammatizzare: "Allora, lì per lì, ormai l’avevamo capito, insomma, perché nessun messaggino è arrivato, nessuna notizia nel frattempo… Quindi insomma… poi dici 29 volte, cavolo. Però noi, sai, dobbiamo ironizzare sulla cosa, dobbiamo esorcizzarla…". Il compagno Fabio Ricci ha aggiunto: "È un’arma molto importante l’ironia, perché c’è di fondo un’ingiustizia, la stiamo vedendo anche per altri, per l’amore di Dio… Non solo per noi. Però stiamo vedendo che anche da parte del pubblico, sui social è scoppiato un caso, io ringrazio veramente tutti, perché il pubblico lo adoriamo. Anche perché se noi continuiamo così, è un po’ come un artigiano che vede il proprio lavoro sempre un po’ sottomesso, nascosto, no? E stiamo sentendo e leggendo dei commenti notevoli, devo dire importanti, anche molto complicati, tipo si parla di mobbing, qualcuno ha scritto stalking, al contrario… Cioè, fanno riflettere".

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Sanremo 26: Il ruolo dell’etichetta dei Jalisse e l’invio del brano a Carlo Conti

A quel punto Balivo ha voluto chiarire un aspetto tecnico, chiedendo: "Fate parte di una casa discografica?". Alessandra ha spiegato: "Si quest’anno siamo stati rappresentati da un’etichetta dipendente che è Alta Fonte, abbiamo detto, ok, cerchiamo di allargare la nostra produzione, e loro sono andati a incontrare Carlo, hanno fatto sentire tre brani, lui ne aveva scelto uno, e allora ha dato delle indicazioni, dei piccoli cambiamenti da fare. Noi li abbiamo fatti, la discografica ha rinviato, e poi da lì non abbiamo più saputo nulla". Un racconto lineare, quasi asciutto, che chiarisce come le comunicazioni si siano interrotte da un momento all’altro senza spiegazioni. Balivo ha notato che si tratta comunque di un passaggio diverso rispetto agli anni scorsi. Alessandra lo ha confermato: "Sì, sì, no, per l’amore di Dio, assolutamente sì. Però, insomma, abbiamo fatto anche questo passo. Cioè, noi ogni anno tentiamo sempre un qualcosa di diverso".

I ricordi dei Festival precedenti

Per chiudere il discorso,Balivo ha però voluto ricordare che la storia dei Jalisse con il Festival non è affatto marginale: "Voi su quel palco ci siete andati, perché, insomma, Pippo Baudo vi ha scoperto. Poi avete fatto il Sanremo di Mike Bongiorno, e come sapete l’hanno vinto, poi siete tornati con Amadeus, cioè non è che quel palco proprio non lo conoscete".


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