Sanremo, il figlio di Sal Da Vinci replica all'accusa di Eros Ramazzotti: "Arrangiamento retrò? Forse devono aggiornarsi un po’"

Tra malattia, sacrifici e gavetta, il figlio di Sal Da Vinci si racconta con parole sincere nel salotto di La volta buona, svelando retroscena inediti.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Nel salotto di La volta buona il racconto della puntata di oggi si concentra in larga parte su uno degli ospite della trasmissione, Francesco Da Vinci, che sceglie di raccontarsi, parlando del rapporto col padre Sal Da Vinci. fino ad arrivare alla gioia condivisa per la vittoria di Sanremo 2026 con Per sempre sì.

La volta buona: l’infanzia di Francesco Da Vinci e la malattia

Uno dei passaggi più intensi dell’intervista riguarda la meningite che lo colpì quando aveva appena un anno e mezzo. Francesco non conserva un ricordo diretto di quei giorni, a vivere fino in fondo quell’incubo furono i suoi genitori, e in particolare suo padre, che si trovò davanti alla possibilità concreta di perdere un figlio: "Pregavo la Madonnina del reparto, all’ospedale Santobono: se lo salvi smetto di cantare. Stavo per giurare e mi hanno chiamato per firmare, dovevano fargli la puntura lombare. E Dio lo ha salvato", rivelò in passato il Sal Da Vinci. Un voto che avrebbe potuto cambiare per sempre il suo destino artistico e quello del figlio.

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Poi Francesco spiga come è vivere con un padre conosciuto da tutti: "Da un certo punto di vista però devo ammettere che comunque non ci hanno fatto mancare nulla. Ecco oggi magari all’esterno si può pensare che sia siamo cresciuti in una campana di vetro ma non è affatto così. Non c’erano le vacanze, la vacanza era strappare qualche giornata al mare. Papà era uno che in quel periodo cercava di trovare lavoro ma non ha mai abbandonato il sogno e la strada della musica". La sua adolescenza è stata segnata da sacrifici concreti, da una quotidianità fatta di rinunce ma anche di valori: "Ho imparato da chi aveva meno di me, apprezzavo molto i ragazzi di quartiere che avevano sempre un sogno, con loro ho vissuto gran parte della mia vita".

Il successo di Per sempre sì a Sanremo e il senso della gavetta

Nel corso della puntata di La volta buona si celebra inevitabilmente anche il trionfo di Sanremo 2026. Francesco non è stato spettatore, ma parte attiva del progetto che ha portato alla vittoria con Per sempre sì. "Ci aspettavamo questo successo? Sicuramente sapevamo che fosse travolgente, l’idea era quella di portare qualcosa di diverso rispetto ai suoi trascorsi al Festival scanditi da una maggiore attenzione alla melodia. Volevamo trasmettere allegria, portare un messaggio diverso e soprattutto fare un Sanremo con il sorriso". Poi spiega come è stato complicato per il padre affermarsi: "La gavetta è la cosa più importante, attraverso i sacrifici, dedizioni e costanza si può raggiungere il successo. Non è il premio di Sanremo, ma il coronamento di una carriera fatta di tanti sacrifici". Il figlio di Sal, poi, ha replicato anche indirettamente alle parole di Eros Ramazzotti, che il giorno prima aveva definito la canzone "Per sempre sì" un po’ retrò. "L’arrangiamento è retrò? – ha detto il ragazzo – L’hanno fatto Mark e Kremont, gli stessi che hanno curato l’arrangiamento dell’ultimo singolo estivo di Jovanotti… Forse si devono aggiornare un po’?".

Il siparietto con Aka 7even

Non sono mancati momenti più leggeri, come il siparietto con Aka 7even in collegamento con lo studio insieme ad LDA, nato quasi per caso durante un momento di scambio in diretta. Dallo studio, tra sorrisi e battute, arriva la provocazione della Balivo: "Accanto a me c’è qualcuno che quando non stavi bene ha alzato la cornetta e ti ha chiamato il foniatra". Aka 7even, visibilmente spiazzato, ammette: "Eh non mi ricordo però, chi era?". A quel punto Francesco, divertito ma anche incredulo, interviene: "Come non mi riconosci, non ti chiamo più". La scena prosegue tra le risate generali, con Balivo che dopo osserva: "Guarda Aka 7even come se la ride, non sa che Francesco ti ha già bloccato, si si sei bloccato su Wahtsapp, è il minimo". Ma Francesco rivela: "Ma no, ma che, non è vero, anzi io ho sostenuto tanto loro".


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