Sanremo, Balivo sbotta in diretta su Sal Da Vinci: "L'autore è di Bergamo e vuole che vada avanti, ma io non ci sto"

La polemica dopo Sanremo 2026 infiamma il dibattito a La Volta Buona: tra pregiudizi, difese e il ruolo della Campania, Caterina Balivo si espone in prima persona.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Sanremo 2026 continua a far discutere, anche dopo la proclamazione del vincitore, e quest’anno il focus delle discussioni si concentra inevitabilmente su Sal Da Vinci e sul suo brano vincitore, Per sempre sì. La polemica più accesa è esplosa a La Volta Buona, dove si è discusso del giudizio di Aldo Cazzullo, che non ha risparmiato parole dure nei confronti della canzone e del cantante, generando un acceso dibattito tra gli ospiti e la conduttrice Caterina Balivo.

Il duro attacco di Aldo Cazzullo a Sal Da Vinci

Aldo Cazzullo non ha nascosto il suo scarso gradimento per il brano di Sal Da Vinci, arrivando a scrivere sul Corriere della Sera: "Per sempre sì potrebbe essere la colonna sonora di un matrimonio della camorra o una canzone di Checco Zalone, che però le scrive per burla. Non è una questione di essere popolari. Volare era popolarissima ed è meravigliosa. Per sempre sì è forse la più brutta che abbia mai vinto il Festival". Queste parole hanno innescato una serie di reazioni immediate nel salotto di La Volta Buona, tra chi difende la canzone e chi invece condivide almeno in parte la critica.

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La Volta Buona: la difesa degli ospiti e le lamentele della conduttrice

La prima a intervenire è stata Caterina Balivo, che con tono deciso ha stigmatizzato i pregiudizi geografici che spesso emergono nelle critiche: "Ho l’impressione che ci sia come una sofferenza nel pensare che un artista campano possa arrivare in tutta Italia e presto anche in Europa". Sulla stessa lunghezza d’onda, Guillermo Mariotto e Pago hanno sottolineato come sia lecito non apprezzare una canzone, ma non si possa definire brutta un’opera premiata dal pubblico: "La canzone di Sal Da Vinci può anche non piacere, ma non si può dare un giudizio così. Un conto è non piacere, un altro dire che è brutta". A difesa del vincitore si è schierato anche Adriano Pennino, direttore d’orchestra di Sal Da Vinci al festival: "Perché commenta adesso che ha vinto e non tutte le volte che ci ha provato, oppure non ha parlato dei vent’anni di teatro?". Pennino ha sottolineato quanto sia ingiusto concentrare le critiche su un singolo episodio, ignorando la lunga carriera dell’artista.

Lo sfogo di Caterina Balivo sulla Campania

Il clima di La Volta Buona si è fatto particolarmente acceso non tanto per la musica, quanto per il tema del pregiudizio geografico. Balivo si è rivolta ad un certo punto, visibilmente irritata, direttamente dietro alla macchina da presa, rimarcando il fastidio per i continui riferimenti alla Campania e alla camorra nelle critiche: "No, non cambio argomento, l’autore che è di Bergamo vuole andare avanti ma io non voglio andare avanti per un motivo, perché quando si commenta questa canzone di Sal Da Vinci da tre giorni sempre puntando il dito sulla città". La conduttrice ha chiuso con fermezza: "Ve ne farete una ragione se tutti cantano Per sempre sì, se andrà all’Eurovision, se ha vinto Sal Da Vinci".


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