Alessandra Tripoli racconta il dolore per la perdita della madre e la nuova gravidanza a La Volta Buona: "Avevo paura, svenivo"
La ballerina si racconta a cuore aperto tra il lutto e le difficoltà affrontate dopo la morte della mamma, e la gravidanza del secondo figlio vissuta con emozioni contrastanti.

Alessandra Tripoli è stata ospite de La volta buona e, nel corso dell’intervista con Caterina Balivo, ha scelto di parlare di uno dei periodi più delicati della sua vita. La ballerina, oggi in attesa del secondo figlio, ha ripercorso il dolore per la perdita della madre, scomparsa tre anni fa a soli 59 anni, raccontando quanto quel lutto abbia condizionato anche il modo in cui ha vissuto l’idea di una nuova maternità. Il ricordo della mamma, infatti, è ancora estremamente presente e la gravidanza ha finito per riaprire emozioni che Alessandra aveva imparato, almeno in parte, a gestire.
Il lutto di Alessandra Tripoli e i sintomi difficili da spiegare raccontati a La Volta Buona
Parlando della madre e ascoltando la storia raccontata da Silvia Salemi, che ha raccontato di aver perso una sorella prima ancora di nascere, diventando una sorta di nuova speranza per la madre, all’epoca incinta di lei, Tripoli si è lasciata andare alla commozione: "L’idea che lei abbia sentito quel peso e che era così piccola… Non ti era dovuto. Io penso che… Io ho perso mia mamma che aveva 59 anni, ma non posso neanche pensare al tipo di dolore che un genitore può provare se perde un figlio perché è innaturale".
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Entra nel canale WhatsAppLa ballerina ha poi raccontato a Caterina Balivo quanto il lutto abbia avuto conseguenze anche sul suo corpo. Per circa un anno, dopo la morte della madre, ha dovuto fare i conti con episodi di parestesia agli arti: "Sì, io avevo paura. Avevo paura di non essere felice tanto quanto la prima. Poi io perdevo le gambe. Io avevo una parestesia degli arti inferiori, cioè svenivo da sveglia. Subito dopo la morte di mamma, io per un anno avevo questi problemi di parestesia alle mani, al viso, alle gambe. Io svenivo, tiravo mio figlio via per non farlo cadere quando lo avevo in braccio, ma cosciente".
La gravidanza e il senso di colpa
Proprio la possibilità di diventare nuovamente madre ha rappresentato per Alessandra un passaggio tutt’altro che semplice. Dopo la nascita del primo figlio, infatti, aveva paura di non riuscire a provare la stessa felicità e si è persino chiesta se fosse giusto affrontare una nuova gravidanza mentre il dolore per la perdita della madre era ancora così forte.
"Attivamente pensavo a quanto è assurdo pensare che non conoscerà mai questo bambino. È che a volte le cose succedono e le devi accettare. E l’accettazione è difficile. Infatti quando la gente parla delle fasi del lutto io rido perché dico ‘Sono passati tre anni e a me sembra ieri. E domani mi sembreranno mille anni e poi di nuovo ieri’. È veramente una… Non lo so, è un’ondata di dolore che ti attraversa quando pensi di stare meglio e non è così".
A rendere ancora più intenso il racconto c’è anche il riferimento agli aborti spontanei vissuti prima delle due gravidanze. Esperienze dolorose che, paradossalmente, hanno rafforzato in lei il desiderio di diventare madre, fino a condurla alla gravidanza che sta vivendo oggi: "Poi l’aborto che ho avuto prima di questo bambino, perché ne ho avuto uno prima del mio primo e uno prima di questo. Mi ha solo tirato fuori ancora più la voglia di diventare mamma. Quindi anche lì, vedi, quella perdita mi ha solo sottolineato quanto volessi. E quindi adesso pensiamo alle cose, insomma, belle".
Il pensiero per il marito e per il ballo
Nel corso dell’intervista non è mancato nemmeno il riferimento al marito, al quale Alessandra è profondamente legata anche attraverso il mondo della danza. La gravidanza la porterà inevitabilmente a fermarsi per un periodo, lasciando temporaneamente quel palco che rappresenta una parte fondamentale della sua vita: "Lui mi ha sempre supportato, quindi tocca a me quest’anno supportare lui e il programma che per me è una famiglia. Mi mancherà da morire. Balliamo da 33 anni, cioè mia suocera mi teneva in braccio quando era incinta di lui, e tra l’altro non riusciva a rimanere incinta mia madre la portò dal suo ginecologo e mia madre lo rinfacciava sempre a mio marito: ‘Vedi, se non fosse stato per me tu non saresti qui'".
