Caterina Balivo punge l'ex di Enrica Bonaccorti: "Sai bene perché è finita, c'era un'altra. Lei odiava l'ipocrisia"
Tra omaggi sentiti, teneri ricordi e una frecciata senza mezzi termini, La volta buona organizza un tributo toccante per l'amata conduttrice, ma scoppia il caso in diretta.

Un racconto intenso e carico di sentimenti quello andato in onda su La volta buona per omaggiare la Bonaccorti. Tra le testimonianze di Pino Insegno e del suo manager, e quelle di persone vicine alla conduttrice, la puntata del talk show si anima di ricordi.
Morte di Enrica Bonaccorti: il collegamento dalla camera ardente
Il ricordo di Enrica Bonaccorti ha occupato uno spazio centrale nella puntata di La volta buona. In collegamento dalla camera ardente allestita presso la clinica Ars Medica di Roma, Andrea Quattrini, agente storico della conduttrice, ha parlato con voce visibilmente segnata dal momento: "Il sorriso non lo nascondeva mai". Quattrini ha ricordato i quasi quindici anni trascorsi al suo fianco, sottolineando come "Lei è stata una grande amica, la conoscevo da quasi 15 anni. Insieme abbiamo condiviso lotte e tante cose belle. Lei era il buon senso impersonificato. Aveva sempre la direzione giusta in ogni argomento, mai una parola storta per nessuno, mai un commento negativo". Le sue condizioni, ha spiegato l’agente, erano peggiorate nelle ultime due settimane: "Negli ultimi giorni non era più cosciente". Eppure, fino a poco prima, non aveva perso la voglia di progettare. "Io l’ho vista giovedì scorso, si era ripresa dall’operazione e stava già progettando lavori futuri sulla sua autobiografia a cui teneva tantissimo". Un dettaglio che rende ancora più evidente la forza con cui ha cercato di restare aggrappata alla vita e ai suoi progetti: "Non l’ho mai vista rassegnata. Voleva uscire dal letto, tornare a casa e rimettersi presto in sesto".
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Entra nel canale WhatsAppLa poesia sulla morte letta da Pino Insegno in studio a La Volta Buona
In studio, a rendere il momento ancora più toccante, è stato Pino Insegno, che ha letto una poesia scritta dalla stessa Bonaccorti sulla morte. Un testo breve ma densissimo, quasi un dialogo interiore: "Ho spesso pensato alla morte, ma non ci ho mai veramente creduto, soprattutto alla mia, ora tra anagrafe e acciacchi qualche dubbio mi assale. E se anch’io fossi mortale? Non lo voglio sapere, né approfondire. L’idea di morire mi uccide".
A completare il quadro è arrivato anche il ricordo dell’oncologo che l’aveva in cura, il dottor Tortora, che ha dichiarato: "Enrica Bonaccorti è stata una paziente eccellente. Ho conosciuto una donna con moltissime qualità che ha sfruttato nel suo percorso oncologico. È riuscita a superare l’aspetto drammatico, il dolore, la paura. Che ci sono e non potrebbe essere diversamente. Ma essendo una persona dotata di grande classe, ironia e di senso dell’umorismo, è stata capace di continuare a vivere, ridere, fare battute. In questo senso spero che il suo esempio possa essere utile ad altri".
Il confronto tra Caterina Balivo e l’ex marito
Uno dei momenti più intensi è arrivato con il collegamento di Arnaldo Del Piave, ex marito della conduttrice. "È stato davvero un grande amore il nostro", ha esordito, ricordando una relazione vissuta intensamente: "Dopo 3 mesi ci siamo sposati a Las Vegas. Eravamo due persone libere, ci somigliavamo molto". Nel racconto non sono mancati i passaggi dolorosi, come l’aborto spontaneo del 1986: "Ci ha segnato molto, ma io le sono stato vicino. Ho cercato di aiutarla portandola in giro per il mondo e l’abbiamo superata insieme". E ancora: "Eravamo fatti per stare insieme", salvo poi ammettere che "anche i grandi amori finiscono".
Quando Del Piave ha spiegato che la storia si concluse dopo l’inizio di una nuova relazione con una ragazza più giovane, aggiungendo "Enrica non l’ha presa molto bene" e "Purtroppo le storie finiscono, a volte non si sa per quale motivo", è intervenuta Caterina Balivo con una puntualizzazione netta: "Vabbe’, lo saprai perché, se c’era un altra… Lo sappiamo tutti come è finita. Te lo dico per restare sempre fedele a quell’ipocrisia che Enrica odiava così tanto".
