La Rai che verrà: Vespa rinnova (dopo le polemiche), Alberto Angela no, Giletti valuta l’addio e punge in diretta

Rivoluzione in casa Rai tra rinnovi, attese e possibili addii dei conduttori più amati del servizio pubblico. Scopriamo tutto quello che succede

Massimo Santalucia

Massimo Santalucia

Content Editor

Nato una domenica del 1989, scrivo di sport, TV, musica e cultura. Sto lavorando al mio primo romanzo.

Massimo Giletti - Lo Stato delle Cose
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La Rai si prepara a ridisegnare il proprio futuro tra conferme che fanno discutere, trattative ferme e rapporti sempre più tesi. I movimenti in corso in Viale Mazzini raccontano un equilibrio fragile, sospeso tra continuità e cambiamento. Da un lato c’è chi consolida la propria posizione, dall’altro chi resta in attesa di certezze e chi, invece, sembra già con un piede fuori. Scopriamo meglio le tre situazioni di Bruno Vespa, Alberto Angela e Massimo Gilietti, che, insieme, delineano il volto della televisione pubblica che verrà.

La Rai del futuro: Bruno Vespa firma il rinnovo, Alberto Angela no

Bruno Vespa resta, Alberto Angela no. O meglio, non ancora. È questa la fotografia più nitida della Rai che si prepara alla prossima stagione televisiva, tra certezze consolidate e vuoti che iniziano a pesare. Vespa ha infatti rinnovato il suo accordo con la Tv di Stato come esterno, legandosi all’azienda fino al 2028. Un contratto importante, che garantisce continuità a uno dei volti storici del servizio pubblico, nonostante le polemiche che hanno accompagnato la trattativa. Secondo quanto emerso, la formula resterà sostanzialmente invariata: Cinque minuti e tre puntate settimanali di Porta a Porta, almeno fino alla scadenza. Solo negli ultimi anni dell’accordo potrebbe aprirsi uno spiraglio per una riduzione degli spazi. Un rinnovo che ha fatto discutere, anche perché arriva senza particolari scossoni nonostante le critiche rivolte al giornalista negli ultimi mesi. Alla fine, però, la Rai ha scelto la continuità, confermando Vespa come uno dei pilastri dell’informazione di Viale Mazzini. Di segno completamente diverso la situazione di Alberto Angela. Il divulgatore, tra i volti più apprezzati dai telespettatori, non ha ancora un contratto definito e il suo futuro resta avvolto nell’incertezza. Le sue parole, sempre misurate, oggi assumono un significato più profondo: nessuna chiusura, ma neppure certezze. Dietro questa situazione si intravede un rischio già visto in passato: quello di una mancata formalizzazione che potrebbe aprire la strada ad altri broadcaster. In un mercato sempre più competitivo, una figura come Angela rappresenta un asset strategico enorme, e l’assenza di un accordo non può che alimentare interrogativi. Per ora non ci sono segnali di rottura, ma finché non arriverà una firma, il suo nome resterà inevitabilmente tra i più esposti. E per la Rai, l’eventuale perdita non sarebbe solo televisiva, ma anche culturale.

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Massimo Giletti verso l’addio tra tensioni e frecciatine

Se per Vespa e Angela si parla di contratti firmati o mancati, il caso di Massimo Giletti è ancora più complesso. Qui il tema non è solo il rinnovo, ma il rapporto stesso con l’azienda. La chiusura de Lo Stato delle Cose, che chiuderà i battenti dopo la puntata del 13 aprile, ha lasciato strascichi evidenti. Il conduttore non ha nascosto il proprio malcontento, sperando in una stagioe più lunga per il suo programma, anche se la versione ufficiale racconta di una programmazione concordata fin dall’inizio e addirittura estesa con alcuni speciali. Più che uno scontro sugli ascolti, dunque, la frattura sembra essere sul piano personale e professionale. Emblematica la battuta lanciata in chiusura della scorsa puntata: "I programmi che funzionano sapete che fine fanno". Una frase che suona come una frecciata diretta alla Rai, pronunciata proprio dai suoi studi. Il punto ora è tutto nel rinnovo contrattuale. Da un lato, l’azienda non avrebbe chiuso la porta a un nuovo accordo; dall’altro, è lo stesso Giletti a sembrare sempre più distante. Se il conduttore percepisce un clima ostile, l’ipotesi di un addio diventa tutt’altro che remota. E pensare che il suo ritorno in Rai era stato accolto come un evento, con grandi aspettative e dichiarazioni entusiastiche da parte dei vertici. Oggi, a distanza di poco tempo, quello slancio iniziale sembra essersi già incrinato. La sensazione è che la decisione finale non dipenderà solo dai numeri o dai palinsesti, ma da una scelta personale.


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