La ragazza del mare, la storia vera di Trudy Ederle dietro al film stasera in tv su Rai 1

La vera storia di Trudy Ederle, prima donna ad attraversare a nuoto il Canale della Manica, raccontata nel biopic La ragazza del mare su Rai 1.

Virginia Destefano

Virginia Destefano

Social Media Manager & Copywriter

Una passione smisurata per le serie TV. Laurea in Cinema, Televisione e New Media, videomaking e scrittura sono il mio passatempo preferito.

Stasera, 11 novembre 2025, alle 21:30 Rai 1 trasmette La ragazza del mare, il biopic dedicato alla straordinaria vita di Trudy Ederle, nuotatrice americana che rivoluzionò il nuoto femminile negli anni ’20. Interpretata da Daisy Ridley, famosa per il ruolo di Rey in Star Wars, la pellicola racconta la sfida di una donna che, contro ogni previsione e ostacolo sociale, conquistò il Canale della Manica diventando un’icona di determinazione e resilienza. Il film, tratto dal libro Young Woman and the Sea di Glenn Stout, ripercorre la vita di Trudy dalle prime difficoltà in piscina fino al leggendario trionfo sportivo che la consacrò come Regina delle onde.

La ragazza del Mare, la storia vera che ha ispirato il film di Rai 1

Gertrude "Trudy" Ederle nacque a New York il 23 ottobre 1905, terza di sei figli di immigrati tedeschi. Suo padre Henry, proprietario di una macelleria, la introdusse al nuoto sin da piccola, costringendola a lunghe sessioni in piscina e sulle spiagge del New Jersey, nonostante la ragazza detestasse il costume e la cuffia. A nove anni entrò nella Women’s Swimming Association, dove iniziò a sviluppare talento e disciplina.

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Solo a quindici anni Trudy iniziò ad allenarsi seriamente e in breve tempo collezionò record nazionali e mondiali su varie distanze. La sua carriera sportiva raggiunse l’apice a soli 17 anni ai Giochi Olimpici di Parigi del 1924, dove conquistò una medaglia d’oro nella staffetta 4×100 metri stile libero e due bronzi individuali, confermando la sua capacità di eccellere anche sotto pressione.

L’impresa di Gertrude "Trudy" Ederle

Dopo il successo olimpico, Trudy puntò alle sfide in acque libere. Nel 1925 attraversò la Baia di New York in 7 ore e 11 minuti, stabilendo un record destinato a durare 81 anni. L’anno seguente, il 6 agosto 1926, affrontò la storica traversata del Canale della Manica, nuotando per 21 miglia dalla Francia all’Inghilterra in 14 ore e 34 minuti, abbassando di oltre due ore il primato precedente. Nonostante ipotermia, meduse, nebbia fitta e la totale assenza di muta, Trudy superò ogni ostacolo con determinazione, dimostrando coraggio e tecnica impeccabile.

Al suo ritorno a New York, fu festeggiata come un’eroina con una parata a Broadway e ricevuta alla Casa Bianca dal presidente Coolidge. La sua impresa rimase un simbolo di emancipazione femminile nello sport. Dopo un incidente nel 1933 e la perdita dell’udito, Trudy si dedicò all’insegnamento del nuoto ai bambini non udenti, continuando a lasciare un segno indelebile nella storia dello sport fino alla sua morte nel 2003.

Con La ragazza del mare, il pubblico scopre non solo la straordinaria impresa sportiva di Trudy Ederle, ma anche la sua forza d’animo, la capacità di superare pregiudizi e difficoltà e la sua eredità come pioniera del nuoto femminile, oggi fonte di ispirazione per nuove generazioni.


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