La Notte Dei Fiori, pagelle: Nicolò Filippucci incanta Sanremo (9), Fabrizio Moro fa il suo (7,5). Ma al format serve un ritocchino (5)

Tra Filippucci che sorprende, Savino e Casalegno che fanno centro e Moro che tiene il palco, La Notte Dei Fiori regala promossi e una bocciatura. Ma la Rai deve ancora trovare la formula giusta

Giusy Palombo

Giusy Palombo

Giornalista e content creator

Giornalista e content creator. Racconto cultura pop e spettacolo tra articoli e video, con uno stile diretto e autoriale.

Sanremo riaccende i riflettori sulla sua anima più musicale. Sabato 29 agosto, su Rai 1, è arrivata La Notte Dei Fiori, uno spettacolo pensato per celebrare la Liguria attraverso le voci, le storie e le canzoni che hanno lasciato un segno nella musica italiana. Dal suggestivo palco di Pian di Nave, affacciato sul mare, Nicola Savino ed Elenoire Casalegno hanno accompagnato il pubblico in una serata fatta di memoria e contemporaneità, grandi classici e nuove interpretazioni. Al centro del racconto ci sono i protagonisti della scuola genovese, da Fabrizio De André a Luigi Tenco, passando per Gino Paoli, Bruno Lauzi, Umberto Bindi e Ivano Fossati, ma anche alcuni dei brani più celebri legati alla storia del Festival. Quali sono state le dinamiche più incisive e quelle invece meno riuscite della serata? Ecco le nostre pagelle.

Eleonoire Casalegno e Nicola Savino

Eleonoire Casalegno e Nicola Savino

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La Notte Dei Fiori: ecco i promossi della serata del 29 agosto 2026 su Rai 1

Savino e Casalegno, intesa perfetta. Voto 9,5. Sulla carta, qualche riserva poteva esserci. Poi sono arrivati Nicola Savino ed Elenoire Casalegno e hanno fatto saltare i pronostici. Intesa naturale, tempi giusti e zero effetto "coppia costruita a tavolino". Hanno guidato la serata con leggerezza, senza mai perdere di vista la grandezza dell’evento, e soprattutto rendendo omaggio nel modo giusto alla scuola genovese. Savino porta l’esperienza, Casalegno una presenza scenica che buca lo schermo: insieme hanno trovato un equilibrio che funziona. In altri contesti, con altri format e più spazio per giocare, potrebbero fare ancora meglio. Il potenziale c’è. Ed è parecchio. Così come il seguito che sono riusciti a conquistare durante la serata. Insomma, Rai: questa volta la coppia giusta l’avete azzeccata. Avanti tutta

Nicolò Filippucci non è più ai margini. Voto 8. Forse è arrivato il momento di dirlo. L’ho bocciato più volte, anche senza troppi giri di parole, soprattutto dopo averlo sostenuto nel suo percorso ad Amici. E non cambio idea su un punto: per Nicolò servirebbe un percorso discografico diverso, meno latte alle ginocchia e più capace di valorizzare davvero quello che ha. Ma a La Notte Dei Fiori ha fatto una cosa che non è affatto scontata: ha cantato meglio di artisti con anni e anni di carriera alle spalle. Impossibile, probabilmente, superare la cover del 2013 di Marco Mengoni. Ma sulle note di Ciao amore ciao, Filippucci non si è limitato a eseguire una canzone: l’ha conosciuta, sentita, fatta sua. Soprattutto ha rispettato l’eredità artistica di Luigi Tenco senza trasformarla in una semplice prova di scuola. La differenza sta proprio qui. Quella che, in passato, gli ho contestato: non basta avere una bella voce, bisogna sapere cosa farne. Nicolò, non solo questa sera ma durante tutta l’estate, ha dimostrato di essere pronto, educato, spigliato e soprattutto talentuoso. Alcune di queste qualità le conoscevamo già. Altre, invece, le abbiamo scoperte strada facendo. Quindi sì, confermo: nel suo percorso discografico voglio sentirlo su brani diversi. Più coraggiosi, meno prevedibili, più suoi. Ma una cosa Amici ce l’aveva già fatta capire: quando si tratta di cover, Nicolò sa il fatto suo. E questa volta, tanto di cappello.

Fabrizio Moro è sempre una garanzia. Voto 7,5. Fabrizio Moro è sempre una garanzia. Con La mia banda suona il rock, il cantautore romano ha portato sul palco energia, presenza e quella grinta che ormai è diventata una delle sue cifre distintive. Personalmente, continuo a preferirlo quando si mette a nudo con le ballad e lascia che sia l’emozione a fare il lavoro sporco. Lo ha dimostrato nella seconda esibizione della serata, quando ha cantato il brano da lui scritto e portato al successo da Noemi, Sono solo parole e la sua Portami via. Ma questa è una questione di gusto, non certo di resa. Nonostante il caldo e le mie personali preferenze, Fabrizio Moro non si è risparmiato e ha regalato al pubblico in piazza e a quello di Rai 1 una performance degna di nota. Questa è la sua forza: può piacere di più o di meno, ma sul palco non si tira mai indietro. Una caratteristica che, da anni, lo rende uno degli artisti più riconoscibili della scena musicale italiana. Garanzia certificata. Soprattutto a Sanremo.

La Notte Dei Fiori: le bocciature della serata evento su Rai 1

Il format vacilla. Voto 5. Qui nessuno vuole essere smielato a tutti i costi: in questa serata, obiettivamente, nessuno dei presenti meritava una bocciatura. Il problema è un altro. Ci sono alcune pecche nel meccanismo che, se La Notte Dei Fiori avrà un seguito, andrebbero corrette prima possibile. La prima è la quota comica. Sia chiaro: non perché Federico Basso e Antonio Ornano non siano stati all’altezza del loro compito, anzi. Il punto è un altro: possibile che la Rai non riesca ancora a uscire dal meccanismo per cui, per costruire una serata televisiva, debbano esserci per forza degli interventi comici infilati qua e là? Non tutto ha bisogno di una parentesi comica. Qui, soprattutto, gli interventi hanno rischiato di spezzare il ritmo e il mood della serata e, in alcuni momenti, sono sembrati inevitabilmente fuori contesto. Non per colpa di chi li portava in scena, ma perché era il meccanismo stesso a non trovare sempre il posto giusto per inserirli. A peggiorare la situazione ci ha pensato un altro elemento: la scelta di registrare la serata a luglio. Una necessità produttiva che, francamente, non sembrava indispensabile e che ha finito per creare ancora più contraddizioni. Da una parte si cercava di restituire la magia di una grande serata dedicata alla musica e alla storia di Genova, dall’altra arrivavano battute programmate, riferimenti costruiti a tavolino e situazioni che tradivano continuamente il fatto che quella serata, in realtà, era già passata. Il risultato è stata un’atmosfera un po’ artificiale che ha stonato ancora di più con la natura dell’evento. Arriviamo poi al vero neo: il concept. Se La Notte Dei Fiori dovesse tornare, serve più identità. Non basta mettere in fila le cover dei brani che hanno fatto la storia della scuola genovese. Quello è il punto di partenza, non può essere il punto di arrivo. Si poteva osare di più: filmati dalle Teche Rai, testimonianze, aneddoti, retroscena, memoria e magari anche uno sguardo più contemporaneo su quella straordinaria stagione musicale. La materia prima c’è eccome. Proprio per questo sarebbe un peccato limitarsi a una semplice carrellata di cover. La scuola genovese ha fatto la storia. Ora tocca alla Rai trovare il modo di raccontare il resto senza trasformare tutto, sempre, in un museo.

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