La commedia più trash degli ultimi anni diventa una serie tv: ecco cosa vi siete persi (forse)

Bride Wars - La mia migliore nemica, con Kate Hudson e Anne Hathaway, torna in forma di serie tv, ma cambia tutto

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Redazione

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Emma Roberts protagonista di una serie tv che reimmagina un disastroso film degli anni 2000

Peacock sta sviluppando una serie TV che reimmagina Bride Wars – La mia migliore nemica, "famigerata" commedia romantica del 2009 con Kate Hudson e Anne Hathaway protagoniste: Emma Roberts sarà la nuova protagonista, rivestendo anche il ruolo di produttrice esecutiva, tramite la sua società Belletrist. La nuova versione sposta l’azione in North Carolina: la trama segue una wedding planner "da grande città" (Roberts) il cui arrivo in una piccola comunità innesca uno scontro frontale con una planner locale amatissima. Quando entrambe finiscono a contendersi l’organizzazione dello stesso matrimonio, la rivalità cresce rapidamente e si allarga a un conflitto più ampio che coinvolge amicizia, comunità e, alla fine, anche l’amore.

Bride Wars – La mia migliore nemica da un altro punto di vista

Se ricordate il film originale del 2009 diretto da Gary Winick, ricorderete anche una trama decisamente diversa, che aveva come protagoniste Kate Hudson e Anne Hathaway nei panni di Liv ed Emma, migliori amiche di lunga data che si ritrovano con le nozze fissate per errore nello stesso giorno e nello stesso luogo: il Plaza Hotel di New York. Da lì, la commedia costruiva una "guerra" a colpi di sabotaggi e ripicche, mettendo in crisi sia i preparativi sia il rapporto tra le due. Sul piano della ricezione critica, Bride Wars è ricordato come un titolo molto divisivo e spesso stroncato: su Rotten Tomatoes ha un punteggio basso (24%) e su Metacritic si colloca su una media critica altrettanto debole (25/100), numeri che lo collocano tra le commedie romantiche peggio accolte della sua annata. Anche al botteghino non è stato un fenomeno: ha incassato circa 114 milioni di dollari nel mondo a fronte di un budget nell’ordine dei 30 milioni, un risultato discreto ma lontano da un successo "evento" (soprattutto se si considera l’alto profilo del duo Hudson/Hathaway).

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Un passaggio importante

È qui che si capisce l’opportunità del passaggio alla serialità: la serie non si limita a rifare la stessa storia espandendola grazie al maggior minutaggio a disposizione regalato dal passaggio di media, ma cambia proprio il punto di vista (non più due spose, bensì due professioniste dei matrimoni) e allarga l’orizzonte narrativo a una comunità, elemento che in un formato a episodi può diventare parte integrante del conflitto e non solo sfondo. Non un’operazione alla cieca, dunque, come il fallimentare remake cinematografico cinese del 2015 diretto da Tony Chan, con Angelababy e Ni Ni protagoniste.

Per la serie Peacock, il progetto vede New Regency come studio capofila, con 20th Television e UCP come co-studios, mentre la sceneggiatura (e la produzione esecutiva) è affidata a Sascha Rothchild (GLOW, XO, Kitty).tra gli executive producer figurano anche Arnon Milchan, Yariv Milchan e Natalie Lehmann per New Regency; Roberts, Karah Preiss e Matt Matruski per Belletrist; Alexandra Milchan e Martin Salgo per Crescent Line. Rothchild, inoltre, è impegnata anche nell’adattamento di Young Rich Widows per Amazon e ha firmato il romanzo Blood Sugar, indicato come "New York Times Best Book" nel 2021 e 2022.

Articolo di Marco Lucio Papaleo


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